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La lettera del Vescovo:

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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Il sandalo di Gesù

sandalo0LE SUE LACRIME
“Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati”
(Mt 5,4). “E subito, per la seconda volta, il gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: “Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai”. E scoppiò in pianto (Mc 14,72). “Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli” (Lc 23,28).

Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!” Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: “Dove lo avete posto?”. Gli dissero. “Signore, vieni a vedere!”. Gesù scoppiò in pianto (Gv 11,32).

Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?” Rispose loro: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto”. Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: “Donna, perché piangi?” (Gv 20,11).

“Lacrime”, i Vangeli parlano di lacrime, lacrime che scorrono nella Parola, lacrime divine. Sono tutte diverse, perché le lacrime non sono mai uguali, tutti le abbiamo provate e nessuno ne è immune ma, le lacrime di Dio sono diverse, forse siamo noi che non riusciamo a coglierle.

Il pianto di Pietro che rinnega, quello di Maria nella tristezza o quello di Gesù davanti al suo amico Lazzaro; tutte lacrime ma dal sapore diverso. A volte nella vita riceviamo uno scossone come se all’improvviso, nella nostra quotidianità più o meno pesante, ricevessimo un ceffone, di quelli sonori che stordiscono: è il Male, che irrompe in una delle sue tante forme e che non dà scampo, nemmeno il tempo di capire.

Sono tasselli di vita che non vorremmo mai vivere e che nemmeno altri vivessero; è quando il sapore delle lacrime è troppo amaro da digerire e le senti scorrere, quasi impazzite, creando il vuoto nella testa e nel cuore.

E disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava.

Sono le parole di Gesù, al Getsèmani, cominciò a provare tristezza e angoscia. “ E anche a te una spada trafiggerà l’anima” lo disse Simeone a Maria.

Il Male ci sarà sempre e tenterà in tutti i modi di allontanarci da Dio ma … Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!”.

“Pochi libri cambiano una vita. Quando la cambiano è per sempre, si aprono porte che non immaginavamo, si entra e non si torna più indietro” (Christian Bobin).

Solo Il Libro la cambia, per sempre, perché è l’unico libro che “parla” con noi anche quando, nel silenzio, cerchiamo una spalla che raccolga le nostre lacrime e non la troviamo. “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno”.

La vita non è facile, per nessuno, allora…..Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.

Un grande uomo di Dio scriveva : “A chi regali i tuoi occhi, la sera, prima di addormentarti?”.

Da stasera, regaliamoli al Libro, regaliamoli a Dio, solo a Lui!!

Alessandra