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Festa di Sant'Eusebio 2018

31 luglio - 1 agosto 2018

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Orario estivo S. Messe

Orario estivo S. Messe festive da domenica 21 luglio 2018

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Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Nelle faccende di chiesa

lenteL’ingresso in Avvento nella nostra comunità è stato a sorpresa un commento durante l’omelia di Don Norberto alle orazioni della messa vigiliare. Riferimenti allo stupore, al battesimo, collegamento tra Avvento e Pasqua. Gesù con la sua prima venuta portò a compimento l’antica speranza, quando verrà di nuovo, nello splendore della gloria, potremo ottenere i beni promessi. Non è mancato il riferimento alla strage di Parigi in tutte le messe della nostra comunità, la preghiera che siamo stati invitati a recitare insieme a tutta la Diocesi, ma soprattutto l’invito a fare anche gesti di bene, pensieri di bene.

La nostra risorsa è la preghiera, per questo il Cardinal Scola in tutte le messe della prima domenica di Avvento della Diocesi di Milano ha invitato a pregare per le vittime, le loro famiglie, i feriti, il popolo francese e tutti i cristiani che nel mondo subiscono persecuzioni, consapevoli che la maggioranza dei musulmani nel mondo sono uomini di pace.

Non la vendetta, la disperazione, la paura, ma la preghiera, la compassione e la responsabilità di dare il nostro contributo per costruire un umanesimo riconciliato, una fraternità che disarmi l’odio. Pregare non è astenersi dalla realtà, ma riconoscere la presenza di Dio nella storia. Pregare ci spinge a comprendere cosa sta accadendo e ad agire per la pace. La fine del mondo non sarà dovuta a catastrofi apocalittiche, ma al ritorno glorioso di Gesù.

Anche il Papa all’Angelus ha pregato: “Quello che è successo a Parigi ci lascia sgomenti e ci si chiede come possa il cuore dell’uomo ideare e realizzare eventi così orribili. Voglio riaffermare con vigore che la strada della violenza e dell’odio non risolve i problemi dell’umanità e che utilizzare il nome di Dio per giustificare questa strada è una bestemmia”.

Molto bello il discorso del Papa all’udienza di questo mercoledì, mi ha fatto pensare al nostro vivere nei cortili, con le porte e le finestre sempre aperte, pronte ad accogliere.“Siamo arrivati alle soglie del Giubileo, davanti a noi sta la porta santa, ma anche la grande porta della misericordia di Dio. Tutti siamo peccatori! Approfittiamo di questo momento che viene e varchiamo la soglia di questa misericordia di Dio che mai si stanca di perdonare.

E se la porta della misericordia di Dio è sempre aperta, anche le porte delle nostre chiese, delle nostre parrocchie, delle nostre istituzioni, delle nostre diocesi, devono essere aperte, perché così tutti possiamo uscire a portare questa misericordia di Dio. Il Signore non forza mai la porta: anche Lui chiede il permesso di entrare. Ci sono posti nel mondo in cui non si chiudono le porte a chiave, ancora ci sono. Ma ce ne sono tanti dove le porte blindate sono diventate normali. Una Chiesa inospitale, così come una famiglia rinchiusa su se stessa, mortifica il Vangelo ed inaridisce il mondo. Niente porte blindate nella Chiesa, niente! Tutto aperto! Le famiglie cristiane facciano della loro soglia di casa un piccolo grande segno della Porta della misericordia e dell’accoglienza di Dio. Apriamo anche la porta del nostro cuore per ricevere tutti il perdono di Dio e dare a nostra volta il nostro perdono, accogliendo tutti quelli che bussano alla nostra porta”. E penso a quante persone nella nostra comunità hanno le porte aperte!

Stefania