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Festa di Sant'Eusebio 2018

31 luglio - 1 agosto 2018

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Orario estivo S. Messe

Orario estivo S. Messe festive da domenica 21 luglio 2018

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Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Il sandalo di Gesù

sandalo0PADRE E FIGLIO, FIGLIO E PADRE
Avete inteso che fu detto: amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste (Mt 5, 43-48).

Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nelle gloria del Padre suo con gli angeli santi” (Mc 8,34).

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: “Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo” (Lc 10, 21-22).

In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena. Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio. Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre” (Gv 16, 23-28).

“Padre” … meraviglioso!

Tutti gli evangelisti narrano del rapporto tra Gesù e il Padre, ma  nel quarto Vangelo, l’Amore che li unisce è l’invisibile che diventa visibile.

Il Figlio di Dio ha bisogno del proprio legame con il Padre, è Lui che cerca quando si ritira a pregare, è a Lui che chiede aiuto e consolazione quando trova i discepoli addormentati, è solamente Lui che lo può veramente comprendere ed è a Lui che si af(fida) sino alla fine.

E diceva: “Abbà ! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice ! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu”.

Così parlò Gesù. Poi, alzati gli occhi al cielo, disse: “Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te”.

Le parole di Gesù prima della sua passione sono uno squarcio di luce: rivelano il mistero profondo della sua relazione con Dio e con il mondo: è la finestra che il Vangelo ci apre sull’io più intimo di Gesù, Figlio di Dio e fratello di ogni uomo. Il cap. 17 è una melodia divina sull’amore ineffabile tra Padre e Figlio, comunicato ai fratelli: come un testamento dichiara agli eredi i beni che lascia. Più si scava in questa miniera inesauribile e più si trova.

Il lettore, trasportato a volo d’aquila nelle profondità del cielo, è quasi schiacciato dall’immensità di ciò che sente. Ma il testo è come due potenti ali che lo sollevano e immergono nell’abisso del mistero, suo e di Dio. Il commento è superfluo poiché due cose paiono inutili e poco intelligenti: parafrasare una poesia e spiegare una barzelletta. E una terza sa addirittura di profanazione: commentare queste parole di Gesù, la cui bellezza va oltre il sublime. Ciò che il Figlio ci lascia in eredità è il suo stesso rapporto con il Padre. Le sue parole sono una preghiera che sin dall’antichità è stata chiamata la “preghiera sacerdotale” : si rivolge a quel “Tu” che fa esistere l’io.

Gesù è il Figlio amato che ama dello stesso amore il Padre e i fratelli: il suo sguardo è rivolto insieme al cielo e alla terra, al Padre e a tutti i suoi figli. Ciò che la preghiera chiede, è donato nella preghiera stessa. Con questa preghiera Gesù dà la chiave per entrare nel mistero della sua passione e ne anticipa i frutti. Gesù si affida totalmente al Padre, sapendo che farà brillare in lui e in noi la sua gloria. Gesù è il Figlio che ha rivelato al mondo il nome di Dio come Padre (Silvano Fausti).

Arrivare a pregare Dio-Padre ci farà sentire figli e, anche noi, troveremo in Lui la nostra unica ancora di salvezza e sarà come udire una voce dal cielo : ”Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”.  Lasciatevi trasportare a volo d’aquila nelle profondità del cielo!!

Alessandra