Loading…

La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

Approfondimento

Festa di Tutti i Santi e Commemorazione dei Fedeli defunti

Orari e programma delle celebrazioni e delle funzioni

Programma

Calendario mensile

Calendario delle proposte del mese di ottobre 2018

Vai al calendario

... sulla Tua parola

Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

Programma

PERCORSO FIDANZATI 2018 - 2019

PRIMO INCONTRO SABATO 13 ottobre ore 21.00 Parrocchia di Casciago

Locandina

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2018-2019

Vai al calendario
  • 0
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Una strada (Seconda di Avvento)

Il tema della “strada”, del “cammino”, di ciò che lega un punto di partenza ad una destinazione ci aiuta a riflettere non sul percorso, ma sulla consapevolezza che ognuno di noi ha di “dove siamo” e di “dove vogliamo andare”.

Per questo la Chiesa ambrosiana, all’inizio dell’avvento, dopo averci messo davanti la realtà, con tutti i suoi problemi (“dove siamo”), ci invita a prendere in esame la “strada” scelta da Giovanni il battista: occorre infatti sapere dove si vuole andare per scegliere il percorso. E allora non è secondario fare, o non fare, riferimento al Signore.

Giovanni si fa “voce” perché comprende che è necessario preparare la “strada” … che è “diversa” da quella dei suoi contemporanei, che non è quella dei potenti, che non è quella di chi si ritiene giusto, che non è quella di chi cerca la sua gloria …

Cosi tutti i credenti sono invitati ad essere “figli del regno” e a riflettere sulla necessità di aprire la “strada” che porta all’incontro con il Signore della storia. Perché è finito il tempo in cui “una strada vale l’altra”, dell’illusione che “tutti cercano il bene” … così diventa necessario aprire gli occhi sulla realtà e, probabilmente, incamminarci, anche da soli (come Giovanni), su “strade” non percorse da tempo, così da “appianare” il sentiero.

Molte riflessioni contenute nella lettera enciclica del papa “sulla cura della casa comune”, dal titolo “Laudato si'”, ci possono aiutare a capire “dove siamo” e a scegliere la “strada” per vivere da “figli del regno”.

Domenica I figli del regno – Seconda domenica di Avvento – 21/22 novembre
1.a lettura Isaia 19, 18-24: In quel giorno ci sarà una strada dall’Egitto verso l’Assiria: gli assiri arriveranno in Egitto e gli egiziani in Assiria. Gli egiziani faranno culto insieme agli assiri.
2.a lettura Efesini 3, 8-14: A me, che sono l’ultimo fra tutti i santificati, è stato fatto questo dono: evangelizzare le genti con la inscrutabile ricchezza di Cristo e portare alla luce per tutti quale sia il piano del mistero nascosto da sempre in Dio creatore dell’universo.
Vangelo Marco 1, 1-8: “Principio del vangelo di Gesù, Messia, Figlio di Dio. Come è scritto nel profeta Isaia: «Ecco, io mando il mio messaggero dinanzi a te: egli preparerà la tua via. Voce di colui che grida nel deserto: Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri».

Parola e vita

Scrive l’evangelista Marco: “Principio del vangelo di Gesù, Messia, Figlio di Dio. Come è scritto nel profeta Isaia: «Ecco, io mando il mio messaggero dinanzi a te: egli preparerà la tua via. Voce di colui che grida nel deserto: Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri», Giovanni battezzava nel deserto e predicava una immersione di conversione per il perdono dei peccati” (Marco 1, 1-4).
Scrive papa Francesco: “Se non abbiamo ristrettezze di vedute, possiamo scoprire che la diversificazione di una produzione più innovativa e con minore impatto ambientale, può essere molto redditizia. Si tratta di aprire la strada a opportunità differenti, che non implicano di fermare la creatività umana e il suo sogno di progresso, ma piuttosto di incanalare tale energia in modo nuovo” (“Laudato sii”, n. 191).

Quando siamo consapevoli che le cose “non vanno”, che occorre affrontare i problemi, occorre anche individuare “una strada” per uscirne. E’ in questa ricerca che emergono le differenze, che non riguardono solo la strada da percorrere, ma, soprattutto, il punto a cui si vuole arrivare.

Ecco perché lo “sguardo” a cui ci invita l’enciclica (e il Signore) va ben oltre il problema della “casa comune” e abbraccia tutta la vita dell’uomo e di ognuno di noi, nelle cose importanti e in quelle comuni. Ma se ampio è lo sguardo, alta deve essere la mèta e “onesta” la strada su cui orientare il nostro cammino.

Così l’esempio di papa Francesco ci rimanda, e ci invita, a fare nostro l’atteggiamento di Giovanni il battista, che “prepara la via” e si fa “voce”: perché solo chi “vede” il futuro può indicare la strada da percorrere … che non è mai “comoda”, “facile” o “naturale” … soprattutto se la metà è la “comunione con Dio”, così come ci testimonia la sua “incarnazione”!

191. Quando si pongono tali questioni, alcuni reagiscono accusando gli altri di pretendere di fermare irrazionalmente il progresso e lo sviluppo umano. Ma dobbiamo convincerci che rallentare un determinato ritmo di produzione e di consumo può dare luogo a un’altra modalità di progresso e di sviluppo. Gli sforzi per un uso sostenibile delle risorse naturali non sono una spesa inutile, bensì un investimento che potrà offrire altri benefici economici a medio termine. Se non abbiamo ristrettezze di vedute, possiamo scoprire che la diversificazione di una produzione più innovativa e con minore impatto ambientale, può essere molto redditizia. Si tratta di aprire la strada a opportunità differenti, che non implicano di fermare la creatività umana e il suo sogno di progresso, ma piuttosto di incanalare tale energia in modo nuovo. 

192. Per esempio, un percorso di sviluppo produttivo più creativo e meglio orientato potrebbe correggere la disparità tra l’eccessivo investimento tecnologico per il consumo e quello scarso per risolvere i problemi urgenti dell’umanità; potrebbe generare forme intelligenti e redditizie di riutilizzo, di recupero funzionale e di riciclo; potrebbe migliorare l’efficienza energetica delle città; e così via. La diversificazione produttiva offre larghissime possibilità all’intelligenza umana per creare e innovare, mentre protegge l’ambiente e crea più opportunità di lavoro. Questa sarebbe una creatività capace di far fiorire nuovamente la nobiltà dell’essere umano, perché è più dignitoso usare l’intelligenza, con audacia e responsabilità, per trovare forme di sviluppo sostenibile ed equo, nel quadro di una concezione più ampia della qualità della vita. Viceversa, è meno dignitoso e creativo e più superficiale insistere nel creare forme di saccheggio della natura solo per offrire nuove possibilità di consumo e di rendita immediata.