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Oltre la diffidenza (Terza di Avvento)

Può sembrare strano, ma la Scrittura ci ricorda spesso che gli uomini “di Dio” sono visti con diffidenza. Perché, probabilmente, non attendiamo un “Altro” … ma qualcuno che ci assomiglia!

Così la Chiesa ambrosiana, nell’invitarci a riflettere sulle “profezie adempiute”, ci sollecita a rimettere al centro “Dio” e il suo progetto, a riconoscerlo  e farlo nostro … e a lasciare da parte “le nostre attese” e le nostre diffidenze. Le Scritture, infatti, ci confermano che lo stile e il progetto di Dio sull’uomo non sono cambiati!

Non è perciò difficile comprendere che l’invito e l’abbraccio di Dio raggiungono ogni uomo, ognuno di noi, e che la sua predilezione va al “povero”, a chi riconosce la sua “dipendenza” … dall’amore degli altri e dall’amore di Dio; a chi sa di non essere e non si comporta da “padrone”.

Sì, l’Avvento ci è offerto per imparare ad essere meno diffidenti verso il progetto di Dio, a riconoscere i suoi testimoni e, semmai, ad essere diffidenti verso tutti quelli che “mascherano” e “nascondono” la realtà. Perché anche a noi, come a Giovanni e a Maria, viene chiesto di preparare la “strada” alla venuta del Signore.

Domenica Le profezie adempiute – Terza domenica di Avvento – 28/29 novembre
1.a lettura Isaia 45, 1-8: Stillate, o cieli, dall’alto e le nubi piovano il bene; la terra si apra e facciano fruttificare aiuto e la giustizia germogli insieme.
2.a lettura Romani 9, 1-5: In quanto essi sono israeliti, hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, il quale é sopra di tutto, Dio benedetto nei secoli.
Vangelo Luca 7, 18-28: Allontanatisi i messaggeri di  Giovanni, Gesù si mise a parlare  di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto: una canna  sbattuta  dal  vento? Allora,  che  cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta?

Parola e vita

Scrive l’evangelista Luca: “Allontanatisi i messaggeri di  Giovanni, Gesù si mise a parlare  di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto: una
canna  sbattuta  dal  vento? Allora,  che  cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? ” (Luca 7, 24-26).
Scrive papa Francesco: “Molti di coloro che detengono più risorse e potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i problemi o nasconderne i sintomi, cercando solo di ridurre alcuni impatti negativi di cambiamenti climatici.” (“Laudato sii”, n. 26).

Le parole di Gesù, riportate da Luca, denunciano la difficoltà dell’uomo di “vedere” e di comprendere, mentre il papa, dall’altra parte, ci mette in guardia da coloro che “mascherano” la realtà. Scopriamo così che per cogliere il segno delle “profezie adempiute” è necessario imparare da un lato a “vedere meglio”, senza farci trarre in inganno dalle apparenze, e dall’altro a “diffidare” di tutti coloro che nascondono i loro veri interessi.

Accogliere l’incarnazione di Gesù è riconoscere, nella sua scelta, la scelta di vivere “per Dio” e non per il denaro, per la gloria, per il potere …: per questo occorre discernere e smascherare tutto ciò che oscura il disegno di Dio, come ci ricorda oggi il Vangelo di Luca e la lettera del papa.

Così la Chiesa ambrosiana, nel richiamare “le profezie adempiute”, ci mostra come Dio, in Cristo Gesù, è rimasto fedele all’uomo, come il suo “farsi uomo” è diventato la strada per testimoniare al mondo che “vivere” è “dare la vita” e che tutti siamo invitati a camminare per questa via.

25. I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità. Gli impatti più pesanti probabilmente ricadranno nei prossimi decenni sui Paesi in via di sviluppo. Molti poveri vivono in luoghi particolarmente colpiti da fenomeni connessi al riscaldamento, e i loro mezzi di sostentamento dipendono fortemente dalle riserve naturali e dai cosiddetti servizi dell’ecosistema, come l’agricoltura, la pesca e le risorse forestali. Non hanno altre disponibilità economiche e altre risorse che permettano loro di adattarsi agli impatti climatici o di far fronte a situazioni catastrofiche, e hanno poco accesso a servizi sociali e di tutela. Per esempio, i cambiamenti climatici danno origine a migrazioni di animali e vegetali che non sempre possono adattarsi, e questo a sua volta intacca le risorse produttive dei più poveri, i quali pure si vedono obbligati a migrare con grande incertezza sul futuro della loro vita e dei loro figli. E’ tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa. Purtroppo c’è una generale indifferenza di fronte a queste tragedie, che accadono tuttora in diverse parti del mondo. La mancanza di reazioni di fronte a questi drammi dei nostri fratelli e sorelle è un segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile. 

26. Molti di coloro che detengono più risorse e potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i problemi o nasconderne i sintomi, cercando solo di ridurre alcuni impatti negativi di cambiamenti climatici. Ma molti sintomi indicano che questi effetti potranno essere sempre peggiori se continuiamo con gli attuali modelli di produzione e di consumo. Perciò è diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di biossido di carbonio e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente, ad esempio, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile. Nel mondo c’è un livello esiguo di accesso alle energie pulite e rinnovabili. C’è ancora bisogno di sviluppare tecnologie adeguate di accumulazione. Tuttavia, in alcuni Paesi ci sono stati progressi che cominciano ad essere significativi, benché siano lontani dal raggiungere una proporzione importante. Ci sono stati anche alcuni investimenti in modalità di produzione e di trasporto che consumano meno energia e richiedono minore quantità di materie prime, come pure in modalità di costruzione o ristrutturazione di edifici che ne migliorino l’efficienza energetica. Ma queste buone pratiche sono lontane dal diventare generali.