Loading…

La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

Approfondimento

... sulla Tua parola

Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

Programma

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2018-2019

Vai al calendario
  • 0
  • 1
  • 2

Nelle faccende di chiesa

lentePer conoscere il Messia: “Apri il libro”, la Bibbia. Così Don Norberto ci ha detto nell’omelia di domenica in riferimento al Vangelo di Luca quando i due discepoli di Giovanni chiedevano l’identità di quel Messia. Tante famiglie, tante persone hanno ancora il desiderio di incontrare Gesù, di conoscerlo, di seguirlo.

Mi ha colpito, come penso anche tante altre mamme, il fatto del Preside della scuola di Rozzano che aveva deciso di abolire la festa di Natale per rispetto delle altre religioni. Quanti genitori si sono opposti, anche genitori di altre religioni! Il Prevosto di Varese Mons. Panighetti ha detto di dare il giusto valore alla benedizione natalizia. Non possiamo farla diventare elemento di divisione tra laici, credenti, cristiani e musulmani. Nell’ambito di una società plurale, nella quale ci sono confronto e dialettica che devono essere ricchi e fecondi, la strada non è quella di togliere un simbolo, ma di spiegarlo. L’importanza delle relazioni, il confronto non è una via semplice, ma porta a risultati a lungo termine.

Terza domenica di avvento e terza consegna ai ragazzi del personaggio riferito alle opere di misericordia: questa settimana “i pellegrini”. Penso ai migranti che presto ospiteremo nella nostra comunità pastorale. Il Cardinal Scola in Duomo domenica ha presieduto la Celebrazione Eucaristica. Anche lui ha chiesto di ospitare i pellegrini, accogliere i forestieri. L’ospitalità risplende solo nella libertà dell’accoglienza. Con le parole del Vescovo, ci sentiamo anche noi piccola comunità, parte di tutta la Chiesa.

Seguiamo il viaggio del Papa in Africa.
La Sua omelia in Kenia “…la società del Kenia è stata a lungo benedetta da una solida vita familiare, con un profondo rispetto per la saggezza degli anziani e con l’amore verso i bambini. La salute di qualsiasi società dipende sempre dalla salute delle famiglie”.

All’incontro ecumenico e interreligioso “…penso qui all’importanza della nostra comune convinzione secondo la quale il Dio che noi cerchiamo di servire è un Dio di pace. Il suo santo nome non deve mai essere usato per giustificare l’odio e la violenza…quanto è importante che siamo riconosciuti come profeti di pace, operatori di pace che invitano gli altri a vivere in pace, armonia e rispetto reciproco…”.

Nell’incontro con le autorità del Kenya li ha incoraggiati “…ad operare con integrità e trasparenza per il bene comune e a promuovere uno spirito di solidarietà a ogni livello della società. Vi chiedo di mostrare una genuina preoccupazione per i bisogni dei poveri, per le aspirazioni dei giovani e per una giusta distribuzione delle risorse umane e naturali con le quali il Creatore ha benedetto il vostro paese…”.

All’incontro con il clero, i religiosi, le religiose, i seminaristi “…nella vita della sequela di Gesù non c’è posto né per la propria ambizione, né per le ricchezze, né per essere una persona importante nel mondo. Gesù lo si segue fino al suo ultimo passo della sua vita terrena, la Croce….. Vorrei darvi un messaggio che viene dal mio cuore: che mai vi allontaniate da Gesù. Questo vuol dire non smettere mai di pregare…lasciarsi scegliere da Gesù è lasciarsi scegliere per servire, non per essere serviti. Non servirsi degli altri, ma servire…..”

All’incontro con la comunità musulmana “…tra cristiani e musulmani siamo fratelli. Chi dice di credere in Dio deve essere anche un uomo o una donna di pace. Insieme diciamo no all’odio, no alla vendetta, no alla violenza, in particolare a quella che è perpetrata in nome di una religione o di Dio. Dio è pace…”.

Al quartiere povero di Kangemi “…Voi siete in grado di tessere legami di appartenenza e di convivenza che trasformano l’affollamento di un’esperienza comunitaria in cui si infrangono le pareti dell’io e si superano le barriere dell’egoismo… ogni essere umano è più importante del dio denaro…”.

L’anno Santo della Misericordia si è aperto in anticipo in Africa con l’apertura della porta santa nella Cattedrale di  Bangui (Repubblica Centraficana). Bangui diviene la capitale spirituale della preghiera per la misericordia del Padre. Tutti chiediamo pace, misericordia, riconciliazione, perdono, amore.

Quante occasioni ogni giorno in famiglia, sul lavoro, in parrocchia abbiamo tutti noi per evitare litigi e portare pace, a volte con il silenzio… a volte con la preghiera…a volte con parole di conforto. Papa Francesco ha dichiarato che il momento più bello in Africa per lui è stato quello insieme alla folla, quella gioia, quella capacità di festeggiare, di far festa con lo stomaco vuoto. Gli africani hanno un senso dell’accoglienza molto grande.

All’udienza di questa settimana a San Pietro il Papa ha ripercorso le sue tappe e ha detto una parola sui missionari “…uomini e donne che hanno lasciato la patria, tutto…tante suore, tanti preti, tanti religiosi che bruciano la vita per annunciare Gesù Cristo. E’ bello vedere questo. Rendono testimonianza…La fede si predica prima con la testimonianza e poi con la parola. Lentamente…”.

Stefania