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La lettera del Vescovo:

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Nelle faccende di chiesa

lenteConsiglio Pastorale proiettato verso l’anno della misericordia. Si stenderà un “prontuario” da diffondere nelle nostre comunità ad ogni fedele da seguire per prepararsi personalmente al passaggio della porta santa.

Il ritiro comunitario a Cassano Valcuvia il giorno prima dell’apertura della porta santa a Roma, è stata veramente una ottima proposta del nostro Parroco. Da anni non partecipavo ad una giornata di preghiera e silenzio. Lasciare la famiglia per una mamma a volte può essere pesante, ma ho veramente goduto di questo meraviglioso “regalo di Natale” insieme a tanti altri della nostra comunità. Il luogo molto bello, isolato, ben curato. Una giornata di sole. Padre Fausto, carmelitano, ci ha raccontato la storia di Santa Teresa di Lisieux, morta a soli 24 anni. Mi hanno colpito alcune frasi del suo manoscritto:   “Dio usa misericordia con chi vuole e ha pietà di chi vuole averla. Quindi non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell’uomo, ma da Dio che usa misericordia” . L’abbassarsi è dell’amore, far entrare la luce di Dio aprendo la finestra, l’unica azione chiesta all’uomo è lasciare entrare Dio.

Il Cardinal Scola ha presieduto il Pontificale nella solennità dell’Immacolata Concezione. Mentre il Papa dava inizio al giubileo, il Cardinale ha richiamato ad ognuno la forza del perdono di Dio e la necessità di vivere in profondità l’anno della misericordia. Il peccato distrugge la giustizia originale, nella relazione con Dio e con gli altri si insinuano la paura, il sospetto e la vergona, conseguenze della divisione che il peccato porta con sé, l’unità si spezza e le relazioni si avvelenano. La festa di Maria apre alla speranza perché testimonia che Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo e ciò significa che ciascuno di noi è voluto, amato e abbracciato.

Dio non si stanca mai di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere la sua misericordia. Se chiediamo con umiltà il perdono, la ripresa della speranza sarà possibile e la gioia tornerà sui nostri volti. L’Arcivescovo ha sottolineato la grande importanza della confessione perché senza il perdono la nostra vita si fa amara, come sperimentiamo anche nei piccoli conflitti in famiglia.

Domenica Papa Francesco all’Angelus ha spiegato che ha indetto l’anno della misericordia per andare più avanti nella strada della salvezza, quella strada che ci ha insegnato Gesù. Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati per mezzo di Gesù Cristo. Pertanto ognuno di noi è chiamato a far conoscere Gesù a quanti ancora non lo conoscono. Se a noi il Signore ha cambiato la vita come non sentire la passione di farlo conoscere a quanti incontriamo al lavoro, a scuola, in ospedale, nei luoghi di ritrovo?

Celebrare la solennità dell’Immacolata comporta due cose ha detto il Papa: “…primo: accogliere pienamente Dio e la sua grazia misericordiosa nella nostra vita. Secondo: diventare a nostra volta artefici di misericordia mediante un cammino evangelico. La Vergine Maria ci aiuti a riscoprire sempre più la misericordia divina come distintivo del cristiano. La misericordia è il tratto fondamentale del volto di Cristo: quel volto che noi riconosciamo nei diversi aspetti della sua esistenza, quando va incontro a tutti, quando guarisce gli ammalati, quando siede a tavola con i peccatori, e soprattutto quando, inchiodato sulla croce, perdona…”

Anche Papa Benedetto ha varcato la Porta Santa.

All’udienza generale del mercoledì Papa Francesco si è soffermato sul significato del Giubileo della Misericordia. Celebrare un Giubileo equivale a mettere di nuovo al centro della nostra vita personale e delle nostre comunità Gesù Cristo, il Dio misericordioso. E’ un momento privilegiato perché la Chiesa impari a scegliere unicamente ciò che a Dio piace di più, cioè perdonare i suoi figli, avere misericordia di loro, affinché anch’essi possano a loro volta perdonare i fratelli.

Stefania