Loading…

06/06/2018 - Pellegrinaggio Sotto il Monte e Madonna del Bosco

Presenza delle reliquie di San Giovanni XXIII (Papa Giovanni) nel suo paese natale

Programma

QUATTRO MARTEDI' nel tempo di pasqua

PRIMO INCONTRO -Martedì 10 aprile 2018 ore 21.00 - Guida don Giuseppe -Oratorio di Luvinate

Info

Pellegrinaggio a Lourdes con i malati UNITALSI

IN PULMAN 23 - 29 maggio 2018 / IN AEREO 24 - 28 maggio 2018

Info

VERSO IL SINODO DEI GIOVANI

Terra Santa - 18/19enni e giovani - 3-10 agosto 2018

Info

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

Vai al calendario
  • 0
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4

Il sandalo di Gesù

sandalo0QUANDO LA LUCE E’ LUCE!
Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce
(Mt 17, 1-2).

Diceva loro: “Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti! (Mc 4,21-23).

Nessuno accende una lampada e poi la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candelabro, perché chi entra veda la luce. La lampada del corpo è il tuo occhio. Quando il tuo occhio è semplice, anche tutto il tuo corpo è luminoso; ma se è cattivo, anche il tuo corpo è tenebroso. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se dunque il tuo corpo è tutto luminoso, senza avere alcuna parte nelle tenebre, sarà tutto nella luce, come quando la lampada ti illumina con il suo fulgore (Lc 11,33-36).

E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio (Gv 3,19-21).

Di nuovo Gesù parlò loro e disse: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (8,12).

Allora Gesù disse loro: “Ancora per poco tempo la luce è tra voi. Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce, credete nella luce, per diventare figli della luce”. (12,35-36).

“Luce” ………..

In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.

I Vangeli parlano di Luce, Giovanni riesce a  trasmetterla … “la luce che illumina ogni uomo”.

C’è tanta Luce anche nelle lettere di san Paolo:
La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
E Dio, che disse: “Rifulga la luce dalle tenebre”… Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. ….ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce. E’ lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre …..

Da “L’arte della vita” padre Marko Ivan Rupnik
Secondo alcuni Padri dell’oriente la trasfigurazione ha il senso di aprire gli occhi ai discepoli e di far vedere loro Cristo nella luce divina. Sul monte Tabor, per una grazia ricevuta da Dio, si rovescia quanto accade nella Genesi: allora, dopo il peccato, si erano aperti gli occhi dell’uomo per vedere la nudità, cioè un corpo di cenere, di carbone, un corpo spento come un pezzo di legno bruciato; adesso; per un dono gratuito di Dio, gli occhi degli apostoli vedono questo stesso corpo – in tutto simile al loro – che però brillava di luce come il diamante più luminoso.

Come la parabola del carbone e del diamante: due realtà chimiche identiche, ma, per loro struttura molecolare – una che soffoca la luce, l’altra che la lascia trasparire esaltandola – tanto diverse! La questione della nudità e del vestito è una questione di luce.

Cristo si è ritirato nel suo spirito di Figlio, ma poi il Padre, con la forza dello Spirito Santo, gli ha fatto di nuovo abitare il suo corpo. E quando Cristo ritorna nel suo corpo, dopo che su di esso la morte ha avuto il sopravvento, ritorna come trionfo di luce e di gloria. E il corpo, anche se risorge, rimane segnato dalla pasqua, dalla passione. Ciò che il male del mondo e il peccato dell’umanità hanno inciso sul suo corpo, quel corpo denudato ed esposto al male, alle offese e alle umiliazioni, alla fine appare come un trionfo di luce, un corpo glorificato ma con tutte le ferite, solo che si sono trasfigurate in ferite di gloria e di luce.

Nel battesimo, noi viviamo questo passaggio da un’esistenza morta a una vita viva grazie a Cristo, che assume la nostra umanità nascendo da una donna. Siamo rigenerati in Cristo dal fonte battesimale. Noi realmente moriamo ad una certa vita e realmente siamo rivestiti di Cristo. Noi siamo rivestiti di gloria e di luce… con il battesimo siamo di nuovo una candela accesa.

Per noi cristiani il vestito è importante, perché traduce simbolicamente il fatto che siamo rivestiti di Cristo. Allora il vestito che noi indossiamo in qualche modo deve aiutare a trasmettere agli altri questa nostra verità. Se il vestito è sempre una comunicazione, per noi è la comunicazione di questa nostra trasfigurazione in Cristo.

“Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (ndr. frase incisa sulla lapide del cardinal Martini).

Alessandra