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Pellegrinaggio Sotto il Monte e Madonna del Bosco

Presenza delle reliquie di San Giovanni XXIII (Papa Giovanni) nel suo paese natale - 6 giugno 2018

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QUATTRO MARTEDI' nel tempo di pasqua

PRIMO INCONTRO -Martedì 10 aprile 2018 ore 21.00 - Guida don Giuseppe -Oratorio di Luvinate

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IN PULMAN 23 - 29 maggio 2018 / IN AEREO 24 - 28 maggio 2018

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Terra Santa - 18/19enni e giovani - 3-10 agosto 2018

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Eccomi (Sesta di Avvento)

Con la domenica dell’incarnazione diventa evidente l’attesa di Dio, che facendosi “prossimo” all’uomo, chiede ed attende una risposta: è bello, allora, scoprire e riprendere la risposta di Maria, che ci è di esempio, con il suo “eccomi”!

Celebrare l’incarnazione di Gesù non è solo ricordare il passato, ciò che è avvenuto oltre 2000 anni fa, ma ritrovare, nella scelta di Dio, almeno un buon motivo per portarla avanti, per accogliere e fare nostro il sogno di Dio; per questo occorre il nostro “si”, il nostro “eccomi”, come quello di Maria.

Il Signore Gesù, facendosi uomo, non solo rivela all’uomo il grande amore di Dio per tutta l’umanità, ma apre all’uomo la possibilità di entrare in comunione con Lui, per fare il suo regno … ecco perché è importante Maria, il suo e il nostro “eccomi”.

Domenica Domenica dell’incarnazione – Sesta domenica di Avvento – 19/20 dicembre
1.a lettura Isaia 62, 10 n- 63, 3b: Dite alla figlia di Sion: “Ecco, arriva il tuo salvatore”.
2.a lettura Filippesi 4, 4-9: In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Vangelo Luca 1, 26-38a: Maria allora disse: «Ecco la serva del Signore: mi avvenga secondo la tua parola».

Parola e vita

Scrive l’evangelista Luca: “Maria allora disse: «Ecco la serva del Signore: mi avvenga secondo la tua parola».” (Luca 1, 38).
Scrive papa Francesco: “La felicità richiede di saper limitare alcune necessità che ci stordiscono, restando così disponibili per le molteplici possibilità che offre la vita.” (“Laudato sii”, n. 223).

Accogliere il progetto di Dio non significa “rinunciare” o porsi dei “limiti”, ma, al contrario, scegliere di aprirsi alla vita e viverla con “felicità”. Senza questa prospettiva diventa difficile comprendere la disponibilità di Maria, da cui la Chiesa ambrosiana ci inviata a prendere esempio, ed ogni vocazione cristiana.

Così, di fronte al progetto di Dio, Maria dice il suo “eccomi”, la sua disponibilità a vivere in maniera “alternativa”; è la medesima “alternativa” con cui papa Francesco, nella sua lettera “Laudato Si'”, invita gli uomini e i credenti ad abitare “meglio” la “casa comune”.

Occorre così imparare a fare nostra la convinzione che “meno è di più”, proprio come fa Maria; e come ha scelto di essere il Signore Gesù, che non ha scelto di nascere in mezzo al potere e al denaro … ma da Maria e Giuseppe, accolto dai pastori.

Siamo noi, oggi, le persone da cui il Signore “attende” una risposta; che possa essere “eccomi”, come la risposta di Maria!

222. La spiritualità cristiana propone un modo alternativo di intendere la qualità della vita, e incoraggia uno stile di vita profetico e contemplativo, capace di gioire profondamente senza essere ossessionati dal consumo. È importante accogliere un antico insegnamento, presente in diverse tradizioni religiose, e anche nella Bibbia. Si tratta della convinzione che “meno è di più”. Infatti il costante cumulo di possibilità di consumare distrae il cuore e impedisce di apprezzare ogni cosa e ogni momento. Al contrario, rendersi presenti serenamente davanti ad ogni realtà, per quanto piccola possa essere, ci apre molte più possibilità di comprensione e di realizzazione personale. La spiritualità cristiana propone una crescita nella sobrietà e una capacità di godere con poco. È un ritorno alla semplicità che ci permette di fermarci a gustare le piccole cose, di ringraziare delle possibilità che offre la vita senza attaccarci a ciò che abbiamo né rattristarci per ciò che non possediamo. Questo richiede di evitare la dinamica del dominio e della mera accumulazione di piaceri.223. La sobrietà, vissuta con libertà e consapevolezza, è liberante. Non è meno vita, non è bassa intensità, ma tutto il contrario. Infatti quelli che gustano di più e vivono meglio ogni momento sono coloro che smettono di beccare qua e là, cercando sempre quello che non hanno, e sperimentano ciò che significa apprezzare ogni persona e ad ogni cosa, imparano a familiarizzare con le realtà più semplici e ne sanno godere. In questo modo riescono a ridurre i bisogni insoddisfatti e diminuiscono la stanchezza e l’ansia. Si può aver bisogno di poco e vivere molto, soprattutto quando si è capaci di dare spazio ad altri piaceri e si trova soddisfazione negli incontri fraterni, nel servizio, nel mettere a frutto i propri carismi, nella musica e nell’arte, nel contatto con la natura, nella preghiera. La felicità richiede di saper limitare alcune necessità che ci stordiscono, restando così disponibili per le molteplici possibilità che offre la vita.