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La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

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Nelle faccende di chiesa

lenteIn questa novena di Natale partecipo volentieri alla preghiera serale all’aperto “al freddo e al gelo” nei nostri quattro paesi. Canti natalizi della tradizione, omelie di Benedetto XVI, semplici preghiere e invocazioni che mi distolgono dal Natale commerciale, dalla rincorsa ai regali. Ringrazio per questa opportunità anche se la partecipazione è scarsa (ndr. tranne ultimo incontro a Morosolo!).

Domenica abbiamo festeggiato il quarantesimo di professione di Suor Emma, nel giorno della Divina maternità di Maria, la ringraziamo per il suo sì, come quello di Maria, il sì che ogni giorno rinnova. Suor Emma lavora di nascosto, non è mai ferma, raggiunge sempre tutte le comunità. Sempre mi sono chiesta come possa una suora dare preziosi consigli anche ad una mamma. Sembra abbiano vissuto nelle famiglie, sembra abbiano avuto anche loro figli….grazie infinite a suor Emma!

Nella sesta e ultima domenica di Avvento in Duomo, la domenica dell’incarnazione, l’Arcivescovo ha evidenziato la forza del “sì” di Maria, segno di libera accettazione del disegno di Dio. Maria esprime l’atteggiamento di chi accoglie un compito, dimostrando al contempo, la sua capacità critica, vagliando con cura ogni cosa, lasciandosi commuovere da ciò che accade e domandando la ragione degli avvenimenti, avendo riconosciuto che si tratta di collaborare alla realizzazione del disegno di Dio che nella libertà ci coinvolge.

ll’Angelus il Papa ha sottolineato che  “…per celebrare in modo proficuo il Natale, siamo chiamati a soffermarci sui luoghi dello stupore. Sono tre. Il primo è “l’altro” nel quale riconoscere un fratello, perché ogni volto porta impresse le sembianze del Figlio di Dio. Il secondo è “la storia”. Tante volte rischiamo di leggerla alla rovescia…Il Dio del Natale scombina le carte…rovescia i potenti dai troni, ricolma di beni gli affamati…il terzo luogo è “la chiesa”…non limitarsi a considerarla soltanto come istituzione religiosa, ma sentirla come una Madre, che sa riconoscere i molti segni di amore fedele che Dio continuamente le invia. La chiesa che sempre ha le porte spalancate e le braccia aperte per accogliere tutti, che esce dalle proprie porte per cercare con sorriso di madre tutti i lontani e portarli alla misericordia di Dio. Questo è lo stupore del Natale…”. BUON NATALE A TUTTI!

Stefania