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Festa di Sant'Eusebio 2018

31 luglio - 1 agosto 2018

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Orario estivo S. Messe

Orario estivo S. Messe festive da domenica 21 luglio 2018

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Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Donnamogliemadreamica

adriano 2621Con il nuovo anno accogliamo una nuova amica, Daniela, che ci offrirà i suoi pensieri e la vita di… ciò che c’è nel titolo della rubrica. Come in un mosaico, i vari pezzi sono diversi ma stanno insieme grazie all’azione dello Spirito. Le rubriche del nostro sito hanno la pretesa di essere, come dice l’amico Christian Bobin, “degli specchi” attraverso i quali ci si possa vedere e riconoscere per quella vita secondo lo Spirito che si muove in noi.
Cara Daniela, benvenuta e grazie!                                                                          don Norberto
Partiamo dal titolo. Tutto attaccato. Senza virgole né punti. Senza respiro, senza pausa. Anche la mia vita, a volte, scorre tuttattaccata, anche il mio tempo, a volte, non conosce pause. Gli impegni, gli appuntamenti gradevoli o meno, i doveri e i piaceri familiari, professionali e casalinghi, tutto concorre a far….correre il tempo. Manca, nella punteggiatura del mio racconto personale, qualche punto e a capo. Ci sono virgole e punti e virgola, momenti di relax e di svago; ci sono i punti esclamativi della gioia e delle esperienze divertenti e i punti di domanda del dolore, della rabbia. Eppure in tutto questo, rimane forte in me il desiderio e il bisogno di uno stacco, di un momento che metta ordine, che mi consenta di guardarmi da fuori, che mi permetta di vedermi con gli occhi di un Altro. Donnamogliemadreamica. Fa impressione scritto così. Io sono tutte queste cose insieme e anche di più; se vogliamo essere pignoli, sono anche cognata, nuora, cugina, zia, figlia, nipote, collega, ecc… Queste parole parlano di me, della mia vita, mi attribuiscono un ruolo e un senso, mi definiscono. Sono nomi che spesso mi fanno stare bene, che mi fanno sentire amata e realizzata. Allo stesso tempo, a volte, questi stessi nomi mi soffocano, mi spaventano, mi caricano di eccessiva responsabilità. Partiamo dalla prima caratteristica. Sono donna. Non l’ho scelto, ovviamente. Però mi piace esserlo. Una ragione su tutte: la natura e il Buon Dio mi hanno permesso di diventare madre, di portare in grembo i miei figli, di darli alla luce. Un’esperienza che rende cielo e terra così vicini da toccarsi. Un fatto così terribilmente umano da diventare divino. Un controsenso? Non credo. Vivere in pienezza e consapevolmente la straordinaria esperienza della nascita di un figlio mi ha reso una persona migliore. Ritrovarmi improvvisamente a contemplare un esserino  profondamente desiderato e atteso, ha aperto il mio cuore alla Meraviglia e allo Stupore. Mi sono sentita indegna e fragile e, allo stesso tempo,  forte e felice. Quando prendi tra le braccia un bimbo indifeso e pensi che, nonostante la tua miseria e la tua fragilità,  ti viene affidato, puoi reagire in molti modi. Io, in quel momento, ho cercato il silenzio dentro e fuori di me: ho provato a cancellare i rumori di fondo, ad  arginare le ansie da neo mamma per far spazio al miracolo che in modo così tangibile e ingombrante entrava a far parte della mia vita. Ho cercato di mettere un punto e a capo, appunto.

Daniela