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Rosario di Maggio

Recita del S. Rosario - ore 20.45

Terza settimana Morosolo

CHIUSURA MESE DI MAGGIO

CAMMINO serale AL SACRO MONTE con i “giovani” - venerdì 25 maggio

Programma

Festa del Corpus Domini 2018

30 e 31 maggio 2018

Programma

Pellegrinaggio Sotto il Monte e Madonna del Bosco

Presenza delle reliquie di San Giovanni XXIII (Papa Giovanni) nel suo paese natale - 6 giugno 2018

Programma

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Il sandalo di Gesù

sandalo0IL PANE DEL PRETE
Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male
(Mt 6,9).

E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo” (Mc 14,22).
Quando venne l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: “Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio”. Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: “Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me” (Lc 22, 14-19).
Gesù rispose loro: “In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo.
Allora gli dissero: “Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo”.
Rispose loro Gesù: “In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo”. Allora gli dissero: “Signore, dacci sempre questo pane”. Gesù rispose loro: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! […]
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna del deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6, 26-51).
Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me” (1 Cor 11,23).

“Pane” …

MessaleDal messale
Nell’ultima cena Gesù Cristo istituì il convito pasquale per mezzo del quale si è reso presente nella Chiesa il sacrificio della croce. Il sacerdote, che rappresenta Gesù Cristo, compie ciò che il Signore stesso fece e affidò ai discepoli perché lo ripetessero in sua memoria. Gesù infatti prese il pane e il calice, rese grazie e li diede ai suoi discepoli dicendo: “Prendete, mangiate, bevete; questo è il mio corpo; questo è il calice del mio sangue. Fate questo in memoria di me”.

Parole che ascoltiamo ad ogni Messa
Ora ti preghiamo umilmente: manda il tuo Spirito a santificare i doni che ti offriamo, perché diventino il corpo e il sangue di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, che ci ha comandato di celebrare questi misteri.

Nella notte in cui fu tradito, egli prese il pane, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse: Prendete e mangiate tutti: questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi.

Da “La cena del Signore” di Romano Penna
Come scriveva Antoine de Saint-Exupéry ne Il piccolo principe, “l’essenziale è invisibile agli occhi” poiché “non si vede bene che con il cuore”. Eppure nell’Eucaristia è essenziale anche ciò che si vede (e che si mangia), pur se non avrebbe senso senza l’interiorità del credente. Un’antica preghiera attribuita a san Tommaso d’Aquino nel XIII secolo, recita: “O sacro banchetto, nel quale si assume Cristo: si coltiva la memoria della sua passione, l’anima è riempita di grazia e ci viene dato un pegno della gloria futura”.

Sulla base di una reale comunione con Cristo viene rievocato il triplice livello della portata del banchetto stesso: la memoria rivolta al passato, la grazia divina elargita nel presente, la prospettiva futura gloria escatologica.

Le parole qui riportate, prese dai vangeli o dal messale, credo meritino un ascolto speciale:eucaristia1… Il sacerdote, che rappresenta Gesù Cristo, compie ciò che il Signore stesso fece …

Solo un personale, profondo e serio esame di coscienza accompagna ognuno di noi ogni volta che ci accostiamo all’Eucarestia per riceverla.

Alessandra