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La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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Perle in giro (e sessantaquatto)

perladueLA PAROLA PER PARTIRE
Questa storia si svolge in otto anni. E’ stata resa possibile dalla collaborazione di due uomini unici, Albert Lewis e Henry Covington, che mi hanno fatto partecipe delle loro storie personali con dovizia si particolari, e da quella delle loro famiglie, dei figli e dei nipoti, ai quali l’autore esprime la propria eterna gratitudine. Gli incontri e le conversazioni sono tutti reali, anche se, per esigenze narrative, la cronologia degli eventi è stata in alcune occasioni alterata; pertanto, un discorso che ha avuto luogo, ad esempio, a ottobre di un certo anno può essere collocato nel novembre di quello successivo.

Inoltre, sebbene questo sia un libro sulla fede, l’autore non si ritiene un esperto di religioni. Né è questo un vademecum su un determinato credo religioso. Piuttosto, è stato scritto nella speranza che persone di ogni confessione possano trovare nella storia qualcosa di universale. Secondo la tradizione delle decime, un decimo dei profitti dell’autore su ogni libro venduto sarà donato in beneficienza; fra i destinatari ci saranno la chiesa, la sinagoga e i rifugi per senzatetto che compaiono in questa storia.

L’autore desidera ringraziare i lettori dei suoi libri precedenti, e dare un caldo benvenuto ai nuovi lettori. Albert Lewis e Henry Covington sono due uomini speciali. Il primo è un rabbino, ha ottantadue anni e ha illuminato intere generazioni con i suoi sermoni recitati con la buffa dolcezza di poesie. Il secondo è un pastore protestante, afroamericano, che ha conosciuto la violenza e il carcere prima di scegliere di dedicarsi alla fede, lavorando nei sobborghi senza speranza di Detroit.

Mitch Albom, invece, è uno come noi: la sua vita frenetica e un po’ sbadata è fatta di lavoro, famiglia, amicizie, seccature e piccoli piaceri, rincorsa di cose poco importanti e pigrizia nei confronti di quelle che contano. Proprio come noi, Mitch ha poco tempo per tutto, figuriamoci per fermarsi un momento a pensare. Ma quando il rabbino Lewis, molto malato, gli chiede se scriverà il suo elogio funebre, e intanto, per caso, Mitch scopre la storia insolita e affascinante del pastore Covington, per lui quel momento finalmente arriva.  E comincia un nuovo viaggio – vero, appassionante, cruciale, dentro e intorno a quello straordinario mistero che è la fede. La fede, poco importa in quale Dio, come l’hanno vissuta e regalata agli altri il rabbino Lewis e il pastore Covington, che per tutta la vita hanno aiutato persone a scoprire e riscoprire se stesse. Una storia vera e universale che sembra scritta apposta per cambiarci la vita.
*****

In principio ci fu una domanda: “Pronuncerai il mio elogio funebre?”
Non capisco, gli dissi.
“Il mio elogio funebre ….” Tornò a chiedermi il vecchio. “Quando me ne andrò”. Ammiccò da dietro gli occhiali. Aveva una barba grigia e ben curata, e una postura leggermente curva.
Sta morendo? gli chiesi.
“Non ancora” disse sorridente.
E allora perché ……
“Perché penso che saresti quello giusto. E penso che quando arriverà il momento saprai cosa dire.”
Immaginate l’uomo più devoto che conoscete. Il vostro prete. Il vostro pastore. Il vostro rabbino. Il vostro imam. Ora immaginate che vi dia un colpetto su una spalla e vi chieda, nell’ora della sua morte, di dire addio al mondo da parte sua. Immaginatevi l’uomo che spedisce la gente in paradiso mentre vi chiede di spedirlo in paradiso.
“Allora ?” disse. “Te la sentiresti ?” 

                                                                                                                                                                                                                                              ******

 In principio ci fu un’altra domanda. “Mi salverai Gesù ?” Quest’uomo aveva in mano un fucile. Si nascondeva dietro alcuni bidoni dell’immondizia, di fronte a una casa di Brooklyn. Era notte fonda. Sua moglie e la sua bambina piangevano. Teneva d’occhio le auto che venivano giù per l’isolato, certo che i prossimi fari sarebbero stati quelli dei suoi assassini.
“Mi salverai, Gesù ?” chiese. “Se prometto di consacrarmi a te, mi salverai stanotte ?”
Immaginate l’uomo più devoto che conoscete. Il vostro prete. Il vostro pastore. Il vostro rabbino. Il vostro imam. Ora immaginatelo in abiti sporchi, con un fucile in mano, a implorare salvezza nascosto dietro i bidoni dell’immondizia. Immaginate l’uomo che spedisce la gente in paradiso mentre implora di non essere spedito all’inferno.
“Ti prego, Signore” sussurrava. “Se prometto ….”

***

Questa storia parla del credere in qualcosa e di due uomini tanto diversi fra loro che mi hanno insegnato a farlo. C’è voluto molto tempo per scriverla. Mi ha portato per chiese e sinagoghe, per i sobborghi della città, verso il “noi” contrapposto al “loro” che divide la fede nel mondo. E, infine, mi ha portato a casa, a una sinagoga piena di gente, a una bara in legno di pino, a un pulpito vuoto.

In principio ci fu una domanda. Diventò un ultimo desiderio.
“Pronuncerai il mio elogio funebre ?”
E, come spesso capita quando c’è di mezzo la fede, pensai che mi si chiedesse un favore, mentre in realtà lo si faceva a me.

Mitch Albom

 

“Leggeresti per me?”  E’ questa la domanda che farei a un uomo di Dio, di leggere passi della Bibbia scelti da me, quando lascerò questo mondo per tornare a casa dal Padre.
Non un elogio ma, la Parola, soltanto la Parola e il Silenzio perché sarà lei a parlare di me come figlia del Padre e non come figlia degli uomini.  La Vera e unica eredità che possiamo lasciare di noi.

TeresaVitainungiorno