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Novena di Natale 2018

Orari della Novena e foglio per la "Novena fai da te"

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2018-2019

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Il sandalo di Gesù

sandalo0QUANDO BUSSERO’ ALLA TUA PORTA
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa è la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita e, pochi sono quelli che la trovano!
(Mt 7, 13-14).Passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: “Signore, sono pochi quelli che si salvano?”. Disse loro: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!” (Lc 13, 22-25).
“In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti ad esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei”.

Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: “In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza (Gv 10, 1-10).

“La porta” …

 Con queste parole papa Francesco annuncia l’inizio dell’Anno Santo: “Nella festa dell’Immacolata Concezione avrò la gioia di aprire la Porta Santa. Sarà in questa occasione una Porta della Misericordia, dove chiunque entrerà potrà sperimentare l’amore di Dio che consola, che perdona e dona speranza”.

La Porta Santa
L’immagine della “porta” è un’immagine molto efficace. Dio Padre apre la porta del cuore alla misericordia e all’amore. Ogni uomo può varcare quella soglia ed entrare nel cuore del Padre Misericordioso per essere “misericordiosi come il Padre”. E’ “segno efficace” della nuova evangelizzazione. Proprio a partire dall’efficacia di questo segno papa Francesco stabilisce “che in ogni chiesa particolare, nella Cattedrale che è la Chiesa Madre di tutti i fedeli, oppure nella Concattedrale o in una chiesa di speciale significato, si apra per tutto l’Anno Santo un uguale Porta della Misericordia”.

Il cammino verso la Porta Santa
Varcare la Porta Santa non può essere un gesto devozionale formale. E non potrà essere finalizzato solo ad acquistare l’indulgenza del Giubileo. E’ un segno dinamico: la Porta Santa è come la mèta di un profondo cammino spirituale di affidamento al Padre della misericordia e di conversione del cuore per essere “misericordiosi come il Padre”.

Alla Porta Santa della Misericordia si arriva mediante un altro segno: il pellegrinaggio. Scrive il Papa: “La vita è un pellegrinaggio e l’essere umano è viator, un pellegrino che percorre la strada fino alla meta agognata. Anche per raggiungere la Porta Santa a  Roma e in ogni altro luogo, ognuno dovrà compiere, secondo le proprie forze, un pellegrinaggio”. Si tratta evidentemente di un pellegrinaggio spirituale, prima che itinerante. Aggiunge il Papa: “Il pellegrinaggio, quindi, sia stimolo alla conversione: attraverso la Porta Santa ci lasceremo abbracciare dalla Misericordia di Dio e ci impegneremo ad essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi”.

Mario Delpini

Quando busserò alla Tua Porta, avrò fatto tanta strada, avrò piedi stanchi e nudi, avrò mani bianche e pure .
Quando busserò alla Tua Porta, avrò frutti da portare, avrò ceste di dolore, avrò grappoli d’amore.
Quando busserò alla Tua Porta, avrò amato tanta gente, avrò amici da ritrovare e nemici per cui pregare … o mio Signore!

 Mi è tornato alla mente questo canto che ha accompagnato la celebrazione funebre di una bella persona, una donna che è passata per la nostra comunità senza mai apparire, nel silenzio e nella discrezione, una donna che nella sua vita ha fatto molta strada per servire gli altri, in umiltà, mentre i suoi passi lasciavano orme invisibili sulle nostre strade.

Nel suo camminare terreno credo abbia conosciuto la fatica, la sofferenza e l’umiliazione, del suo cammino nella fede solo Dio ne conosce i passi ma, sono sicura che, quando ha bussato alla Sua porta, con i suoi piedi stanchi e nudi e le sue ceste di dolore,  il Padre l’abbia accolta con Amore.

Alessandra