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... sulla Tua parola - dal 7 febbraio

Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

Programma

"La Santità in Zelia e Luigi Martin": se parlassero oggi alle coppie?

Domenica 17 febbraio chiesa santa Teresa (Bustecche) ore 15.00

Locandina

LA “FEDE” DI GESU’: GESU’ AVEVA LA FEDE, ERA UN CREDENTE COME NOI?

Incontro con don Luca Castiglioni - Domenica 24 febbraio ore 16.00 oratorio di Barasso

Info

Liturgia preparata - Tempo dopo Epifania

Ciclo di sei incontri a partire da martedì 29 gennaio alle ore 21.00

Info qui

Pellegrinaggio a Fatima

in aereo dal 28 aprile al 01 maggio 2019

Info

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2018-2019

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Nelle faccende di chiesa

lenteSabato sera un incontro gioioso di condivisione di una cena tra alcuni disabili e i nostri adolescenti. Domenica seconda  messa con i bambini del catechismo, catechiste e ragazzi dell’iniziazione cristiana coinvolti a far cadere le barriere (costruite in chiesa con scatole di cartone) che ci impediscono di essere liberi e seguire il Padre.

Abbiamo raccolto i generi alimentari per i migranti che ospiteremo e domenica prossima raccoglieremo francobolli da donare ai carcerati che potranno così comunicare con le loro famiglie lontane tramite corrispondenza.

Il Cardinal Scola ha presieduto nel Santuario diocesano intitolato al beato Don Carlo Gnocchi la solenne celebrazione a sessant’anni dalla morte, centinaia di persone hanno affollato il santuario della sofferenza che conserva le spoglie di Don Gnocchi. Un luogo meta di pellegrinaggio e dove si apre una delle tre Porte Sante della città di Milano. “Ho sempre cercato le vestigia di Cristo durante la vita terrena, con avida e insistente speranza” Diceva Don Carlo, egli rappresenta la strada maestra al fine di vivere questo tempo senza paura, con la speranza di affrontare i problemi e risolverli. Papa Francesco diceva “attenzione di fronte ai Santi, non custodiamo le ceneri, ma alimentiamo il fuoco che la loro storia e presenza genera in noi”.

Tante volte mi è venuta la tentazione di pensare o di scaricare la responsabilità su Dio davanti a disgrazie e lutti. All’Angelus di domenica scorsa Papa Francesco ci ha invitato a riflettere come dice il vangelo. Gesù ci chiama a cambiare il cuore, a fare un’inversione di cammino della nostra vita, abbandonando i compromessi con il male, le ipocrisie, per imboccare la strada del Vangelo.

Come preparazione alla Pasqua il Papa ci ha invitato a leggere le beatitudini e a leggere Matteo 25, e pensare e vedere se qualcosa di questo mi sdegna, mi toglie la pace. Chiediamo la grazia al Signore di capire che l’unica via della salvezza è la pazzia della croce, cioè l’annientamento del Figlio di Dio, del farsi piccolo.

A Santa Marta questa settimana Papa Francesco ha approfondito la caratteristica del perdono di Dio, quando Dio perdona, il suo perdono è così grande che è come se dimenticasse. Tutto il contrario di quello che facciamo noi, di tante persone conserviamo la storia antica, media e moderna e la ragione si trova nel fatto che non abbiamo il cuore misericordioso. Non è facile perdonare, in tante famiglie tanti fratelli litigano per l’eredità, non si salutano, tante coppie litigano e cresce l’odio. La quaresima allora ci prepari il cuore per ricevere il perdono di Dio, riceverlo e poi fare lo stesso con gli altri: perdonare di cuore.

E questa settimana all’udienza generale in Piazza San Pietro continua il Papa le sue catechesi sulla misericordia “…Dio non ci tratta secondo le nostre colpe,  perdona il suo popolo, fa grazia e non distrugge tutto, ma lascia aperta sempre la porta della speranza…”. Fa riferimento al primo capitolo del profeta Isaia “…il popolo di Dio, cioè la Chiesa, non ha bisogno di soldi sporchi, ha bisogno di cuori aperti alla misericordia di Dio, è necessario avvicinarsi a Dio con mani purificate, evitando il male e praticando il bene e la giustizia…”. Soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano…Pensate, conclude il Papa, a tanti profughi che sbarcano in Europa e non sanno dove andare… A noi oggi nella nostra comunità è data questa grazia di poter soccorrere l’oppresso! Ci sentiamo veramente uniti al Papa e facciamo nostre le sue sante parole!

Stefania