Lo spirito delle cose
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Lo spirito delle cose

cuscinoI SEGRETI DI UN CUSCINO
(ndr. accogliamo volentieri il proseguimento di questa rubrica che potrà comparire talvolta sul nostro sito).
Tutti abbiamo conosciuto  il peso di una lunga notte, magari per preoccupazioni che non vogliono abbandonare la mente o per malesseri che ci tormentano lasciandoci alla ricerca disperata della giusta posizione per riposare o per mille altri motivi. E’ così che un semplice “cuscino” ma, il nostro cuscino, così personale (alcuni se lo portano dietro anche in vacanza) raccoglie i nostri pensieri, gioiosi o tristi, si bagna con le nostre lacrime e diventa lo scrigno dei segreti del nostro cuore.
Ma, è proprio nelle lunghe notti avvolte dal silenzio, quando sembra che tutto sia perduto che avvertiamo accanto a noi la Sua presenza …..“Egli se ne stava in poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero ….”. In una lunga notte mi sono tornate in mente alcune bellissime parole di don Damiano (ndr il sacerdote che ha seguito negli ultimi mesi il cardinal Martini): “Gli uomini, fin da bambini, sanno che la notte è un luogo di fantasmi. Si attende il giorno, come le mogli sul molo attendevano i mariti giungere dall’altra parte del mondo. L’attesa è lunga soprattutto per un malato. Ci si chiede che ora sia una, due, tre volte. Ci si arrende al fatto che è troppo presto, che è ancora notte fonda. Che nessuno verrà. Tranne Dio. Lui non dorme. I fantasmi allora scompaiono e le ore di veglia diventano ore d’amore. Dio giunge nella stanza del malato in punta dei piedi, lo rassicura, gli resta vicino. Dio resta, mentre tutti, […] escono dalla stanza”.

Se, lungo il cammino della vita dovremo affrontare delle  lunghe notti ci basterà volgere il capo e vedere che accanto a noi c’è sempre il Maestro che dorme sul suo “cuscino”… Egli se ne stava in poppa, sul cuscino, e dormiva e solo così che sentiremo quel tocco, lieve come un soffio che ci salva.

“Dio resta, mentre tutti escono dalla stanza”, solo il Padre resta per sempre! Giovanni della Croce (“La notte oscura” ……….. sicuramente da leggere) diceva:“Dimenticai me stessa, il volto reclinai sopra l’Amato, cessò tutto e ristetti lasciando il mio affanno dimenticato in distese di gigli”.

Alessandra