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La lettera del Vescovo:

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Vedere è un cammino (domenica del cieco)

Riconoscere che il Signore è luce, guida, riferimento … è abbastanza scontato per un credente; più difficile e impegnativo è fare come il cieco: incamminarsi “con” il Signore e fare nostra la logica del Signore.

Così quello che sorprende non è il “segno” compiuto da Gesù, ma tutti i “percorsi” che vengono riportati dall’evangelista Giovanni; percorsi fatti di luoghi comuni, di tradizioni, di rifiuto di “vedere”, di maestri, di commenti … che assomigliano molto ai tempi che viviamo e a tutti i tempi.

Si, è difficile fare nostra la logica del cieco, a cui Giovanni affida il compito di svelare la missione di Gesù; che non è fatta, appunto, di luoghi comuni e di tradizioni e che diventa “luce che libera”. E’ questo il passaggio (=pasqua) richiesto al credente nel suo incamminarsi dietro il Signore, così da “fare Pasqua”!

“Vedere” è un cammino di liberazione; come la Pasqua! Ed è un cammino personale, anche se chiede di essere condiviso con altri. E’ quel “discernimento”, richiesto al credente di ogni tempo, che abbiamo un po’ smarrito, presi dall’illusione che la verità sia un comando da seguire; occorre “discernere” e quindi conoscere, sentire, distinguere, separare … e quindi scegliere. Ed occorre veramente essere in relazione con il Signore per vedere e scegliere ciò che è giusto.

Buon cammino!

Domenica Domenica del cieco, quarta di Quaresima – 5/6 marzo
1.a lettura Esodo 17, 1-11: Quando Mosé alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk.
2.a lettura 1.a Tessalonicesi 5, 1-11: Non dormiano dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri.
Vangelo Giovanni 9, 1-38b: “Ve l’ho già detto e non mi avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?”.