Loading…

Festa di Sant'Eusebio 2018

31 luglio - 1 agosto 2018

Info

Orario estivo S. Messe

Orario estivo S. Messe festive da domenica 21 luglio 2018

Info

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

Vai al calendario
  • 0
  • 1
  • 2

Capire: un Dio “piccolo” (3ª di Pasqua)

Occorre capire ed entrare nelle cose per farle nostre: e questo vale anche per l’incontro con il Signore Gesù, che è tale solo quando “cambia” la vita del credente. Così mentre noi riteniamo “normale” credere, la Scrittura non si sorprende di coloro che dubitano e si rifiutano di conoscere.

Perché per “cambiare vita” occorre accogliere un Dio “piccolo”, un Dio che non è potente, che non si fa giustizia da solo, che accetta il “dono della vita” del Figlio, il carcere e le difficoltà di Paolo e di quanti “non si vergognano” del Vangelo.

Le difficoltà del “credere”, come ci testimonia Tommaso e Gesù stesso, dipendono da come vediamo il nostro rapporto con Dio, da quanto abbiamo “conosciuto” e capito di Lui; per questo è importante imparare a “conoscere” (ed accogliere) Gesù e la sua testimonianza.

Sì, il Signore è risorto: è questa certezza che non fa tornare indietro i discepoli, che si fa garanzia per tutti, che diventa “luce” e “verità”. Per questo i miti del mondo (denaro, potere e gloria) chiedono di fare posto alla testimonianza del figlio dell’uomo e di accogliere un Dio “piccolo”, amante della vita, della giustizia e della misericordia.

Domenica 3ª domenica di Pasqua – 9/10 aprile
1.a lettura Atti degli apostoli 28, 16-28: Dal mattino alla sera egli esponeva loro il regno di Dio, dando testimonianza, e cercava di convincerli riguardo a Gesù, partendo dalla legge di Mosè e dai Profeti. Alcuni erano persuasi delle cose che venivano dette, altri invece non credevano.
2.a lettura Romani 1, 1-16b: Io infatti non mi vergogno del Vangelo, perché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede.
Vangelo Giovanni 8, 12-19: “Voi non conoscete nè me nè il Padre; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio”.