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Festa di Sant'Eusebio 2018

31 luglio - 1 agosto 2018

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Orario estivo S. Messe

Orario estivo S. Messe festive da domenica 21 luglio 2018

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Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Perle in giro (e settantuno)

perladueMADELEINE DONNA DI DIO
Noi tutti moriamo per la fame del cuore, con il desiderio di trovare la pace. La carità, forza dell’amore trascendente di Dio, realizza creativamente ogni giorno la perfezione della giustizia mediante la misericordia del cuore e dell’azione. Amore significa apertura all’umanità concreta e immersione in essa. Vivere il vangelo è accogliere il dono di Dio in un atto di libertà. Ecco il paradosso evangelico delle parole di Madeleine Delbrel: il rapporto di amore di Dio, dell’uomo, degli uomini, questo “mistero” di fede e di libertà nell’adorazione riconoscente, scende dall’alto in terra, sulla terra, nella terra trasformata dalla grazia, la quale trasfigura ogni cammino, ogni strada, ogni selciato in dono di Dio. Dio parla e ci raggiunge attraverso le “umili vicende” che ci fanno passare dalla fatica troppo umana alla sorpresa della gioia evangelica.

Al centro deve regnare il silenzio; che tiene l’anima libera davanti al Dio-Amore. Sediamo alla mensa preparata con amore da Madeleine Delbrel, per cibarci del pane che ella offre alla nostra fame. Nascosta nel mondo degli ultimi, degli umiliati, insieme con i suoi compagni ha piantato la sua tenda ad Ivry. Noi allora morivamo di fame; noi, ora moriamo per la fame del cuore, con il desiderio di trovare la pace. Per ogni fame, anche per la fame di pace, è necessario un pane. E Madeleine ce lo porge. Ella ha una sola frase, punto focale per lei, punto focale per noi, punto focale per l’umanità: Il Vangelo dà la chiave. Da qui discende tutto il resto.

jacquessommetIn primo luogo la parola programmatica: “carità”. Parola della quale Madeleine si serve per esprimere la pienezza dell’amore, proprio nel momento in cui tutti sognano soltanto la “giustizia” – il che è pur bello. Carità, forza dell’amore trascendente di Dio, che realizza creativamente ogni giorno la perfezione della giustizia mediante la misericordia del cuore e dell’azione. “Carità”, in questo caso, significa anche l’apertura dell’umanità concreta e l’immersione in essa. “Cristo ci chiede che questa legge comandi ogni nostra scelta …E poiché Egli non ignora che noi non sappiamo gran che, ci mostra nel Vangelo in che cosa consiste il vero amore”.

“Il Vangelo però non è un libro alla stregua degli altri; è come un appuntamento che fino alla fine dei tempi Cristo dà a ciascuno di noi; un appuntamento con Lui da persona a persona, un cuore a cuore vero, intimo, concreto”.

Pertanto, ovunque siamo, nel frastuono di un metrò o nella silenziosa solitudine di una camera, ascoltiamo Madeleine corriamo con lei a tale appuntamento. E’ ciò che ella fece quando, insieme con le sue sorelle, si impiantò come comunità laica, prefiggendosi quest’unico scopo, quest’unica via: vivere semplicemente il Vangelo.

Vivere il Vangelo è accogliere il dono di Dio, ma “nell’atto di libertà”. Questa tensione tra l’accettazione del dono e l’estrema libertà basta a mettere in luce la sorprendente originalità di Madeleine nel non rifuggire dai paradossi, senza i quali non si può che prendersi gioco di Dio o dell’uomo. Nello stesso senso va quest’altro rilievo: la fede passa attraverso la ragione. I nostri umili desideri non si inabissano né nell’ignoranza, né nella scienza, ma nell’accoglienza del mistero.

Questo mistero rivelatore di Dio nell’umiltà del quotidiano ci conduce alla grazia della croce. Franca e schietta, Madeleine a questo punto cruciale non ci fa …. sconti: “Non dobbiamo togliere la croce dal mondo, ma farlo salvare dalla croce”. Poi ecco la saggezza: “Com’è prudente fuggire la sofferenza che ci raggiunge là dove siamo, così è imprudente andarla a cercare là dove non c’entriamo; infatti la sofferenza per noi è la croce di Gesù Cristo, il suo sacrificio, la sua permanente presenza nella Eucaristia”.

E noi, ancora una volta, siamo messi davanti al mondo da trasformare e che ci trasforma. Quale mondo! Quello del male: “La redenzione di Cristo non ha fatto del mondo un mondo senza peccato e senza male La redenzione di Cristo non ha reso gli uomini innocenti, ma ha fatto di loro dei perdonati in potenza”. Mirabile ripresa: “Tutto il resto passerà”. Rimarranno però per la vita eterna “quelle gocce di carità che grondano sangue, torchiate dalle circostanze, questi angeli di Dio …. E’ la nostra realtà”.

jacquessommet1Tale è la vita evangelica vissuta in mezzo agli uomini, a Ivry come altrove; una vita radicata, come divorata, al suo centro, dalla preghiera, dal dialogo, supplichevole o esultante, di Madeleine – e di noi se l’accogliamo – con Dio. Intendiamoci: Madeleine invita la gente ad ascoltare il Vangelo. Perciò bisogna fare lo “strepito” necessario; annunziare Dio  a tempo opportuno e non opportuno. Ma al centro di quello strepito deve regnare il silenzio, che tiene l’anima libera davanti al Dio-Amore.

Facciamo dunque, con slancio, ogni giorno, i passi per mezzo dei quali si ravviva in noi l’ardente fuoco della preghiera: diventiamo capaci di “metterci in folle davanti a Dio”. Andiamo ogni giorno ai momenti forti di preghiera “come si va al mercato quando si ha fame” o anche quando non si ha ancora fame! E la preghiera riconduce al rapporto originale del cristiano con i suoi fratelli, credenti o no. Amiamoli, amiamo insieme con loro gli uomini perduti, i poveri, non mai malgrado il male, ma proprio a causa del male; amiamoli nei nostri limiti, per la continua redenzione e la inesauribile misericordia.

Questo è lo stile di Dio, che ci precede correndo, attraverso la comunione ecclesiale. Egli offre la sua volontà alla nostra, tenendo ogni giorno la comunità in “stato d’emergenza”. Dio deve essere accolto attraverso questa storia, queste storie di uomini e di donne, ogni giorno, come l’ha accolto Maria all’atrio dell’umanità, e nelle luce dell’Annunciazione: avvenga secondo la tua volontà ! Dopo di che, Ella si affretta, attraverso alture, a portare aiuto alla cugina lontana; così fa anche con noi, per mezzo di Mdeleine, in fondo ai nostri vicoli ciechi.

Jacques Sommet s.j.

delbrel1Il regno dei cieli vuole trapassare il mondo

Alla radice della nostra vocazione cristiana sta il fatto che Cristo ci ha donato la sua vita sulla croce.

La vita da Lui donataci è una vita che è passata attraverso la morte e l’ha vinta; è la vita risorta; è la vita eterna.

Questa vita è quella stessa che sgorga da Cristo per salvarci, così come sgorga incessantemente per continuare a crearci.

Questa vita è inarrestabile. Sommersi da essa, noi dobbiamo salvare per mezzo di essa, in essa, con essa.

Ma quando il regno dei cieli vuole trapassare il mondo, quando l’amore di Dio vuole cercarsi qualcuno che si è perduto, quando questo qualcuno è una moltitudine, importa molto di più chi si è, che non ciò che si è; importa molto di più come si fa, che non ciò che si fa.

Per vivere e per seguire il Signore Gesù nelle concrete situazioni del nostro mondo, occorrono le medesime cose essenziali che sono necessarie in ogni tempo; soltanto è diverso l’urto che si produce tra esse e il mondo.

Il cristiano è responsabile di un messaggio che Dio vuol far giungere agli uomini; di un messaggio che è il programma vitale dell’umanità: “Amare Dio con tutto se stesso ed ogni uomo come se stesso”.

Il cristiano è destinato a soffrire sapendo perché soffre. La sofferenza per lui non è ingiusta: è la sua fatica.

La sofferenza di Cristo e la redenzione di Cristo per il cristiano sono inseparabili. Il cristiano sa che la redenzione di Cristo non ha eliminato dal mondo il peccato e quindi il male, sa che la redenzione di Cristo non ha reso gli uomini innocenti, ma ha fatto di loro dei perdonati in potenza.

Madeleine en scoute.JPG

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Invasi di vita eterna

Se Cristo ci ha donato la vita eterne, è per viverla, annunziarla, manifestarla, celebrarla come il culmine di tutte le felicità, come la nostra beatitudine.

Sono duemila anni che Cristo ha parlato “del pane, della pace e della libertà”.

Ma ciò che Egli ha portato sulla terra è qualcosa di più: ha portato la vita eterna.

Ed è la vita eterna quello che noi con Lui, nella Chiesa, dobbiamo continuare a portare.

La vita eterna, se non la doniamo noi, nessuno la donerà al nostro posto.

delbrel3Liberi di preferire Dio

Dio dona la sua grazia, ma la dona soltanto se trova in noi il libero desiderio d’essa. La fede e tutto ciò che dalla fede deriva è dono di Dio ad un atto di libertà.

Io penso che essere cristiani, oggi sia accettare, con la nostra libertà, la fede quale la conosciamo, nel momento provvidenziale che a noi è toccato nella storia dell’intelligenza e della ragione umana.

E’ accettare, e accettare praticamente, la fede che Dio ha a noi proposto come a persone capaci di dire “sì” o di dire “no”: cioè, come a persone libere. Persone che possono scegliere Lui, Dio, e preferirlo a tutto.

Persone libere di preferire Dio.

Il Dio vivente non può che essere il tutto della nostra vita; tutto in noi appartiene vitalmente a Lui, compresa la nostra libertà, che Egli vuole. Sapere ciò o ignorarlo, accettarlo o rifiutarlo, no cambia nulla nell’immenso reale della fede.

“Sotto le ali del Signore siamo al sicuro — e le sue ali si dispiegano da un confine all’altro del mondo”

delbre5Dio non entrerà nella tua vita: Egli vi è

 Credo che il  todo y nada (tutto o niente) sia posto al centro della vita di tutti gli esseri, lo sappiano o no, per il solo farro che Dio è Dio.

Ma credere è avere la certezza di un mistero, è sapere, è avere afferrato che Dio è una realtà incomprensibile.

Dio non entrerà nella tua vita perché Egli è nella tua vita, e fare come se non vi fosse, non gli impedisce certo di esservi.

Madeleine Delbrelindivisibileamore