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Festa di Sant'Eusebio 2018

31 luglio - 1 agosto 2018

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Orario estivo S. Messe

Orario estivo S. Messe festive da domenica 21 luglio 2018

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Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Nelle faccende di chiesa

lenteI bambini di terza elementare hanno avuto un incontro di catechismo al battistero settimana scorsa insieme ad un gruppo di anziani della casa di Riposo di Bodio Lomnago. Due generazioni insieme, una spiegazione ben fatta e appassionata di Don Norberto, tantissime le domande sia dei bambini che degli anziani, Gesù che toglie l’uomo dalla bocca del male e della morte ha suscitato tanti interrogativi.Sabato alcuni  bambini del terzo anno di catechismo sono andati in pellegrinaggio a Sassello sulla tomba di Chiara Luce Badano, una giovane di oggi che morta giovanissima di una grave malattia ha dato una grande testimonianza di fede, di fortezza.

In Dio non c’è la solitudine perché lui è relazione d’amore. Gesù era sempre in relazione con Dio, noi siamo in relazione d’amore con Dio. Nella predica di domenica scorsa Don Norberto ci ha mandato questo messaggio. Ci siamo trovati anche questa settimana per preparare in questo periodo dopo Pasqua le letture domenicali, approfondendole sono emerse tante domande, dubbi e il riferimento costante a Gesù risorto, che è presente in mezzo a noi e che ci libera dal male donandoci la vera gioia.

Sabato 9 aprile Mons. Agnesi ha aperto la Porta Santa nel carcere dei Miogni di Varese. La cappella del carcere era inagibile a causa di alcune crepe, ma i detenuti hanno ristrutturato  e ridipinto la porta d’ingresso, un cancello di ferro. In cima è stata scritta la frase “Misericordiosi come il Padre” che è un invito per tutti, da accogliere nella nostra quotidianità. Mondati dai peccati i detenuti hanno passato la porta, qualcuno mostrando visibilmente una certa emozione. Ai detenuti è stata donata una croce di ispirazione francescana, quattro mani, ciascuna ha la pelle di un diverso colore che si stringono tra loro fino a formare una croce solida, resistente, una croce di tutti, una speranza per tutti.

Domenica scorsa con l’Eucaristia presieduta a Garbagnate Milanese il Cardinal Scola ha concluso il quarto festival della fede. Ha esortato a non vergognarsi di annunciare il Vangelo, ad avere il coraggio di dire a tutti i fratelli battezzati che hanno perduto la strada di casa e a chiunque incontriamo, la bellezza del dono della fede, la forza del rapporto con Gesù, la consapevolezza che in lui si instaura una nuova parentela. Ha fatto anche una raccomandazione, come quella che ci ha fatto anche il nostro Don Norberto, di andare alla fonte dei Documenti del Magistero, i cristiani devono impegnarsi a conoscere il pensiero del Papa in maniera diretta, con riferimento particolare alla “Amoris Laetitia” e  a collaborare accogliendo coloro che sbarcano e scappano da situazioni di guerra, con un’azione generosa ed equilibrata.

Nell’anno del Giubileo, l’Amoris Laetitia vuole essere una proposta per le famiglie cristiane che le stimoli a stimare i doni del matrimonio e della famiglia e a mantenere un amore forte e pieno di valori quali la generosità, l’impegno, la fedeltà e la pazienza. Si indicano alcune vie pastorali per costruire famiglie solide e feconde secondo il piano di Dio.

Venerdì scorso Papa Francesco ha celebrato una messa in occasione del venticinquesimo anniversario del Centro Aletti e del ventesimo anniversario dell’Atelier dell’Arte spirituale del Centro.  La decorazione a mosaico della maggior parte della Cappella Redemptoris Mater è stata la prima grande opera compiuta dall’Atelier dell’Arte spirituale sotto la guida di Padre Marko Rupnik. Il Papa ha concluso la sua omelia con un pensiero mariano attinto alla contemplazione di un’icona a lui donata dal Centro Aletti, in cui Maria appare al centro, ma in realtà vi è Gesù che scende verso di noi dalle mani della Madre.

All’udienza giubilare di sabato scorso Papa Francesco ha affrontato un aspetto essenziale della misericordia: l’elemosina. Capita spessissimo nei nostri paesi di incontrare poveri ai semafori. “…il termine elemosina deriva dal greco e significa proprio “misericordia”. L’elemosina dice Papa Francesco “…si esprime in tanti modi, insieme all’obbligo di ricordarsi dei poveri viene data un’indicazione preziosa nella Bibbia – Dai generosamente e mentre doni, il tuo cuore non si rattristi – la carità richiede un atteggiamento di gioia interiore, offrire misericordia non può essere un peso o una noia da cui liberarci in fretta. Gesù ci ha lasciato un insegnamento insostituibile in proposito, ci chiede di non fare l’elemosina per essere lodati e ammirati dagli uomini. L’elemosina è un gesto di amore che si rivolge a quanti incontriamo, è un gesto di attenzione sincera a chi si avvicina a noi e chiede il nostro aiuto, fatto nel segreto dove solo Dio vede e comprende il valore dell’atto compiuto…”.

All’udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro ascoltando il Vangelo della chiamata di Matteo (un pubblicano, un esattore delle imposte considerato pubblico peccatore), Papa Francesco  prende spunto per dirci  che “…La chiesa non è una comunità di perfetti, ma di discepoli in cammino, che seguono il Signore perché si riconoscono peccatori e bisognosi del suo perdono. La vita cristiana quindi è scuola di umiltà che ci apre alla grazia… Superbia e orgoglio non permettono di vedere il volto misericordioso di Dio…Innanzi a Gesù nessun peccatore va escluso, perché il potere risanante di Dio non conosce infermità che non possano essere curate.. Abbiamo tutti bisogno di nutrirci della misericordia di Dio, perché è da questa fonte che scaturisce la nostra salvezza….”.

Stefania