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Festa di Sant'Eusebio 2018

31 luglio - 1 agosto 2018

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Orario estivo S. Messe

Orario estivo S. Messe festive da domenica 21 luglio 2018

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Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Nelle faccende di chiesa

lenteGiorni ricchi di incontri importanti nella nostra comunità pastorale. Sabato scorso ritiro di circa sessanta bambini della prima comunione a Caravate dove hanno ricevuto il sacramento della prima confessione. Domenica celebrazione della cresima di cinquantatré ragazzi presieduta da Mons. Michele Di Tolve. Una cerimonia sempre ben curata nonostante il numero elevato dei ragazzi, un religioso silenzio e una grande attenzione anche delle persone rimaste in piedi. Il Vescovo ha ricordato alcune lettere scritte dai ragazzi stessi in cui promettono di impegnarsi nella comunità, in oratorio, di proseguire il loro cammino di fede. Ha concluso la sua omelia con la preghiera di San Francesco “….dove c’è odio, io porti l’amore. Dove c’è offesa, io porti il perdono. Dove c’è discordia io porti l’unione….”.

Il vangelo di domenica ci ha lasciato questo messaggio per la settimana “…rimanete nel mio amore perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena…”. Continuano al martedì a Luvinate gli incontri per preparare le letture domenicali. Ci avviciniamo alla quinta domenica di Pasqua, dopo la risurrezione di Gesù ancorati a lui il nostro compito è quello di cercare di essere come lui e dare testimonianza al mondo.

Il Cardinal Scola ha presieduto in Duomo il Giubileo degli universitari. Hanno passato la porta Santa e il Vescovo ha lasciato loro questo compito “…promuovete amicizia cristiana tra di voi. Nelle diverse forme e realtà da cui provenite fate vedere la bellezza dell’unità della chiesa…”.

Durante il viaggio in aereo verso Lesbo di sabato scorso Papa Francesco ha ricordato anche l’ottantanovesimo compleanno di Papa Benedetto XVI con una preghiera per lui e ha spiegato il motivo di questo suo breve viaggio. Un viaggio segnato dalla tristezza in cui andava ad incontrare la catastrofe umanitaria più grande dopo la seconda guerra mondiale. Tanta gente che soffre, che non sa dove andare, che è dovuta fuggire. E’ andato anche ad un cimitero: il mare, tanta gente lì è annegata.

All’incontro personale con i profughi ha detto loro che non sono soli, hanno patito molte sofferenze nella ricerca di una vita migliore, alcuni si sono sentiti costretti a fuggire da situazioni di conflitto, di persecuzione, soprattutto per i loro figli, hanno fatto grandi sacrifici per le loro famiglie, conoscono il dolore di aver lasciato dietro tutto ciò che era loro caro senza conoscere il futuro. E Papa Francesco ha lasciato loro un messaggio “…non perdete la speranza! Il più grande dono che possiamo offrirci a vicenda è l’amore: uno sguardo misericordioso, la premura di ascoltarci e comprenderci, una parola di incoraggiamento, una preghiera…”. Ha espresso anche la sua ammirazione al popolo greco che, nonostante le gravi difficoltà da affrontare, ha saputo tenere aperti i cuori e le porte. Tante persone semplici hanno messo a disposizione il poco che avevano per condividerlo con chi era privo di tutto. Dio saprà ricompensare questa generosità, come quella di altre nazioni circostanti, che fin dai primi momenti hanno accolto con grande disponibilità moltissimi migranti.

Al Regina Coeli domenica scorsa Papa Francesco ha ricordato la visita a Lesbo. Erano con lui  il Patriarca Ecumenico Bartolomeo e l’Arcivescovo Ieronymos di Atene e di tutta la Grecia, a significare l’unità nella carità di tutti i discepoli del Signore.  Il Papa ha visto tanto dolore e ha raccontato un caso particolare, di un uomo giovane, non ancora quarantenne. Lo ha incontrato con i suoi due figli. Lui è musulmano ed era sposato con una ragazza cristiana, si amavano e si rispettavano a vicenda. Ma purtroppo questa ragazza è stata sgozzata dai terroristi, perché non ha voluto rinnegare Cristo e abbandonare la sua fede. E’ una martire! E quell’uomo piangeva tanto…

Mi piace ricordare anche questa bellissima frase con cui il Papa ha concluso l’omelia durante la messa lunedì mattina a Santa Marta: «È così facile la vita cristiana! Gesù è la porta; lui ci guida nel cammino e noi conosciamo la sua voce nelle beatitudini, nelle opere di misericordia e quando ci insegna a dire “Padre”».

All’udienza di mercoledì in Piazza San Pietro Papa Francesco, riferendosi al fatto accaduto a Gesù mentre era ospite del fariseo Simone, ha commentato “… la Parola di Dio ci insegna a distinguere tra il peccato e il peccatore: con il peccato non bisogna scendere a compromessi, mentre i peccatori, cioè tutti noi, siamo come dei malati, che vanno curati, e per curarli bisogna che il medico li avvicini, li visiti, li tocchi. E naturalmente il malato, per essere guarito, deve riconoscere di avere bisogno del medico…Lasciamo che l’amore di Cristo si riversi in noi, così nell’amore riconoscente che riversiamo a nostra volta sui nostri fratelli, nelle nostre case, in famiglia, nella società si comunica a tutti la misericordia del Signore…”.

Stefania