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La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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PERCORSO FIDANZATI 2018 - 2019

PRIMO INCONTRO SABATO 13 ottobre ore 21.00 Parrocchia di Casciago

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Nelle faccende di chiesa

lenteSettimana scorsa abbiamo celebrato la Santa Messa dell’Ascensione a Luvinate, un grazie a Don Norberto per questa iniziativa dove convergono tutte le 4 parrocchie, dove tutti condividono la fede in Dio. Aumenta sempre la partecipazione e molto bello il messaggio di Don Norberto “…Gesù con la Pasqua è stato trascinato in basso, ha sperimentato la morte, con l’ascensione, immaginiamo una forza di gravità al contrario che ci trascina sempre più in alto, verso il Padre…”.

Sabato scorso anche i quattordicenni della nostra comunità con Don Giuseppe sono saliti al Sacro Monte di Varese insieme a cinquemila ragazzi della Diocesi di Milano che hanno celebrato o celebreranno la professione di fede quest’anno. Hanno assistito alla messa celebrata da Mons. Tremolada ed hanno attraversato la Porta Santa.

Domenica alcuni bambini hanno celebrato la prima comunione a Morosolo e Luvinate, Gesù li ha incontrati dandogli tutto il suo amore, ora tocca a loro amare come lui ci ha insegnato. La costruzione di “ponti” tra le nostre diverse parrocchie ha reso visibile la gioia della collaborazione tra catechisti e operatori pastorali.

Nell’ultima tappa della visita pastorale feriale prima della pausa estiva a Gallarate l’Arcivescovo ha indicato la necessità di un impegno a 360 gradi nella vita ecclesiale e sociale. “…Avere i sentimenti di Cristo è il salto di qualità che occorre fare in questa epoca complessa, sperimentando il cristianesimo nei suoi due poli: la persona che ha incontrato Gesù e la comunità ecclesiale. Lo scopo della comunità è far fiorire la persona, ma quest’ultima senza il noi non trova il suo volto in maniera compiuta. “Io, ma non più io”: questo è l’amore vero e carico di intelligenza…”.

Domenica scorsa il Cardinale ha  presieduto la celebrazione nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Gessate per il centenario di consacrazione. Mi sono piaciute alcune parole che ha pronunciato “…Come sarebbe diverso se ogni mattina iniziassimo con un segno di croce e una preghiera e se, prima di dormire, chiudessimo il giorno con un ‘Ave Maria, se riconoscessimo che Dio è, per la potenza del Suo Spirito, in noi, sopra di noi e tra di noi…”.

Il 10 maggio al Seminario di Venegono durante la Festa dei Fiori sono stati presentati 26 candidati al sacerdozio che diventeranno preti quest’anno e si sono celebrati due anniversari importanti: il XXV di episcopato del Cardinal Scola e il cinquantesimo di ordinazione sacerdotale del Card. Ravasi. Il Cardinal Scola ha lasciato alcuni spunti importanti durante l’omelia “ Lo stile che deve permeare la vita del cristiano e che sgorga dall’atteggiamento di confessione è quella disposizione abituale a manifestarsi per quello che si è e non tenendo niente per sé”.

Papa Francesco al Regina Coeli di domenica scorsa ci ha raccomandato “…la testimonianza che ogni domenica dovrebbe uscire dalle nostre chiese per entrare durante la settimana nelle case, negli uffici, a scuola, nei luoghi di ritrovo e di divertimento, negli ospedali, nelle carceri, nelle case per gli anziani, nei luoghi affollati degli immigrati, nelle periferie della città …Questa testimonianza noi dobbiamo portare ogni settimana: Cristo  è con noi, Gesù è salito al cielo, è con noi; Cristo è vivo!

Concludiamo questa settimana nella nostra comunità l’incontro settimanale con la spiegazione e approfondimento delle letture della domenica in questo periodo dopo Pasqua.  Ringrazio Claudio che con tanta dedizione ha condotto queste serate. Ci ha dato la possibilità di partecipare alla Messa domenicale conoscendo già le tre letture che abbiamo potuto approfondire. Ci prepariamo per la domenica di Pentecoste.

Lo Spirito Santo, ha spiegato Papa Francesco,  è quello che muove la Chiesa; è quello che lavora nella Chiesa, nei nostri cuori; è quello che fa di ogni cristiano una persona diversa dall’altra, ma da tutti insieme fa l’unità; è quello che porta avanti, spalanca le porte e ti invia a dare testimonianza di Gesù.  Papa Francesco all’udienza del mercoledì ha riflettuto sulla parabola del Padre misericordioso.

Pensando al comportamento del figlio minore la Parola di Gesù ci incoraggia a non disperare mai “…penso alle mamme e ai papà in apprensione quando vedono i figli allontanarsi imboccando strade pericolose, ai parroci e catechisti che a volte si domandano se il loro lavoro è stato vano, ma penso anche a chi si trova in carcere e gli sembra che la sua vita sia finita, a quanti hanno compiuto scelte sbagliate e non riescono a guardare al futuro. In qualunque situazione della vita, non devo dimenticare che non smetterò mai di essere figlio di Dio, figlio di un Padre che mi ama. Anche nella situazione più brutta della vita, Dio mi attende, Dio vuole abbracciarmi, Dio mi aspetta…”.

Pensando invece al figlio maggiore “..I giusti, quelli che si credono giusti, hanno anche loro bisogno di misericordia. Questo figlio rappresenta noi quando ci domandiamo se valga la pena faticare tanto se poi non riceviamo nulla in cambio. Gesù ci ricorda che nella casa del Padre non si rimane per avere un compenso, ma perché si ha la dignità di figli corresponsabili. Non si tratta di barattare con Dio, ma di stare alla sequela di Gesù che ha donato se stesso sulla croce senza misura…”.

Stefania