Nelle faccende di chiesa
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Festa dell'Assunta 2018

dal 11 al 17 agosto 2018

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Nelle faccende di chiesa

lenteSeconda porta Santa con la comunità pastorale (eravamo una settantina di persone) in Duomo. Anche se l’entrata è stata un po’ disturbata dal controllo del metaldetector, abbiamo attraversato la porta, abbiamo seguito il percorso del giubileo passando anche dalla tomba del Cardinal Martini, dopo una preghiera introduttiva con l’annuncio del Vangelo,il richiamo a Maria, la professione di fede, l’invocazione dei santi del Duomo,  abbiamo celebrato l’eucarestia nella cappella feriale del Duomo.

Domenica scorsa a Casciago la presentazione di tantissimi animatori della nostra comunità che questa settimana iniziano l’avventura dell’oratorio estivo. Animatori attivi nella celebrazione, hanno letto, portato le offerte, cantato e ballato il nuovo inno dell’oratorio estivo “Per di qua” e hanno fatto l’ingresso in chiesa ricordando il viaggio del popolo ebraico verso la terra promessa dopo la liberazione dalla schiavitù in Egitto. Un grazie sentito a Suor Emma, Don Giuseppe, agli educatori che si occupano del cammino spirituale degli animatori e un grazie agli animatori che hanno ricevuto con gioia il mandato e si occuperanno dei ragazzi più piccoli.

Il Cardinal Scola nel decanato di Baggio ha ripreso il discorso sulla riconciliazione “…per  comprendere la Riconciliazione, occorre partire non dal peccato, ma da Dio: infatti, paradossalmente, non è il peccato la strada che ci porta a riconoscere la grandezza della misericordia, ma è la misericordia a renderci consapevoli e addolorati dalla nostra miseria e a permetterci di riconoscerla fino in fondo. Il popolo dei cristiani, cioè, in quanto popolo di peccatori perdonati, spande nel mondo il profumo di una vita riconciliata. Siamo peccatori perdonati, figli di un popolo redento, comunità riconciliata…il peccato ferisce chi lo fa e incrina i rapporti con gli altri, con la comunità e con Dio. In questo modo comincia a farsi strada in noi quell’atteggiamento permanente di confessione che, sostenuto da un autentico dolore, ci conduce fino alla confessione dei nostri peccati e all’abbraccio della Chiesa, attraverso l’assoluzione del sacerdote. La penitenza e le opere di penitenza ci ridonano slancio, tanto che, invecchiando, il peccato si fa sempre più noioso e non ha la forza di diventare un’alternativa alla vita bella della Chiesa…”

Sono iniziati il 2 giugno gli esercizi spirituali con i sacerdoti per il giubileo. Tre giorni di ritiro sul tema della misericordia. Cito alcune frasi significative di Papa Francesco: “La misericordia ci permette di passare dal sentirci oggetto di misericordia al desiderio di offrire misericordia.”
“Dio non si stanca di perdonare, ma siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono. Dio non si stanca di perdonare, anche quando vede che la sua grazia sembra non riuscire a mettere forti radici nella terra del nostro cuore, quando vede che la strada è dura, piena di erbacce e sassosa”.
“La nostra gente apprezza questo, il prete che si prende cura dei poveri, dei malati, che perdona i peccatori, che insegna e corregge con pazienza… Il nostro popolo perdona molti difetti ai preti, salvo quello di essere attaccati al denaro. Il popolo non lo perdona. E non è tanto per la ricchezza in sé, ma perché il denaro ci fa perdere la ricchezza della misericordia.”
“Mossi dallo Spirito, guidati da Gesù possiamo vedere già da lontano, con occhi di misericordia, chi giace a terra al bordo della strada, possiamo ascoltare le grida di Bartimeo, possiamo sentire come sente il Signore sul bordo del suo mantello il tocco timido ma deciso dell’emorroissa, possiamo chiedere la grazia di gustare con Lui sulla croce il sapore amaro del fiele di tutti i crocifissi, per sentire così l’odore forte della miseria – in ospedali da campo, in treni e barconi pieni di gente –; quell’odore che l’olio della misericordia non copre, ma che ungendolo fa sì che si risvegli una speranza.”

Durante la solennità del Sacro Cuore Papa Francesco ha ricordato ai sacerdoti “…il cuore del pastore di Cristo conosce solo due direzioni: il Signore e la gente. Il cuore del sacerdote è un cuore trafitto dall’amore di Dio, per questo egli non guarda più a se stesso, ma è rivolto a Dio e ai fratelli. E’ un cuore saldo nel Signore, avvinto dallo Spirito Santo, aperto e disponibile ai fratelli…” e ha ringraziato i sacerdoti per il loro sì e per i tanti sì nascosti di tutti i giorni, che solo il Signore conosce. E anche io rinnovo il mio ringraziamento ai tanti sacerdoti che ho conosciuto e che mi hanno accompagnato e continuano ad accompagnarmi, sia nei momenti di difficoltà, che nei momenti di gioia, sacerdoti che sentono l’odore delle pecore, come dice il Papa.

In udienza a San Pietro questa settimana il Papa commentando il miracolo delle nozze di Cana ci ha lasciato queste parole “…In queste nozze Gesù lega a sé i suoi discepoli con una Alleanza nuova e definitiva. A Cana i discepoli di Gesù diventano la sua famiglia e a Cana nasce la fede della Chiesa. A quelle nozze tutti noi siamo invitati, perché il vino nuovo non viene più a mancare…”.

Stefania