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Avvento 2018

Proposte per l'Avvento 2018

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2018-2019

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Nelle faccende di chiesa

lenteLa preghiera universale di questa settimana (quella a cui rispondiamo “ascoltaci Signore”) ci ha permesso di pregare per le varie realtà di sofferenza, ma anche di gioia. Questa domenica tante le realtà di sofferenza: la strage di Nizza, l’incidente dei treni in Puglia. Durante l’omelia di domenica scorsa siamo stati invitati a non dormire, ma essere lievito e portare a tutti la Parola di Dio, nonché a pregare per i numerosi giovani che tra pochi giorni incontreranno il Papa a Cracovia.L’Arcivescovo di Milano in un passaggio dell’omelia della Messa festiva celebrata a Lorentino di Calolziocorte (LC) è intervenuto sui fatti tragici capitati in Puglia, a Nizza e in Turchia. Ha detto: “…I drammi che si sono susseguiti in questi giorni – molto diversi tra di loro – ci hanno turbato fino a toglierci il fiato. I morti nel disastro ferroviario in Puglia, il massacro di Nizza, il subbuglio politico in Turchia e le persone uccise: questi fatti violenti mettono davanti ai nostri occhi la realtà ineluttabile della nostra morte. Come possiamo reagire a questi fatti terribili? Anzitutto passando da spettatori di questi drammi ad attori responsabili. Ė decisivo, per porre rimedio a queste tragedie, non limitarci a trovare chi ne è colpevole, ma metterci in gioco. La vita non è fatta solo di lavoro, vita familiare, riposo, divertimento, cura del nostro corpo…La tragica realtà che la cronaca ci consegna, ci domanda di metterci in gioco, di diventare consapevoli che dobbiamo costruire una nuova civiltà. E questo avviene amando in famiglia in modo diverso, educando i figli in modo nuovo, affrontando il lavoro e il problema della disoccupazione in modo solidale. Dobbiamo cambiare nel quotidiano, così da rigenerare la nostra Chiesa e da costruire vita buona  nella società...”.

Una nuova iniziativa è nata nella nostra Diocesi: la Comunità Seminaristica Adolescenti (Csa) che prenderà avvio il 21 settembre nel Decanato Villoresi, grazie alla collaborazione tra il Seminario e i preti del Decanato, accoglierà gli adolescenti che, pensando al loro futuro, includono la verifica dell’ipotesi vocazionale in ordine al presbiterato. In un contesto di vita comunitaria, viene proposto un itinerario formativo adeguato all’età, guidato da educatori e organizzato con una residenzialità non continuativa, proposta denominata “Vocado”, che si svolge solo nei fine settimana in Seminario. Il nuovo cammino permetterà ai ragazzi di vivere una maggiore continuità. A oggi i ragazzi che hanno deciso di intraprendere il cammino sono 7 e hanno un’età compresa tra i 16 e i 18 anni. Per una settimana al mese (dalla domenica sera al venerdì sera), frequentando normalmente la scuola in cui sono iscritti, vivranno in fraternità, in una casa messa a disposizione dalla parrocchia di Parabiago. Ad accompagnare i giovani sarà don Mauro Viganò, vicario della Comunità pastorale di Parabiago e responsabile della Pastorale giovanile del Decanato, con una coppia di sposi.
Pensando a questa iniziativa vi racconto che questa settimana ho fatto visita ad una Suora salesiana con cui ho trascorso alcuni anni della mia giovinezza. Ora si trova in Varese perché ha subito un’operazione ad una gamba e purtroppo per alcuni mesi non potrà muoversi…la sua sofferenza fisica e morale mi hanno un po’ spiazzata, ma con lo Spirito sempre presente mi ha confessato che offrirà questa sua sofferenza per la nascita di nuove vocazioni religiose!

All’Angelus di domenica scorsa il Papa ha sottolineato l’importanza dell’ascolto “…se noi andiamo a pregare – per esempio – davanti al Crocifisso, e parliamo, parliamo, parliamo e poi ce ne andiamo, non ascoltiamo Gesù! Non lasciamo parlare Lui al nostro cuore. Ascoltare: questa è la parola-chiave. Non dimenticatevi! E non dobbiamo dimenticare che nella casa di Marta e Maria, Gesù, prima di essere Signore e Maestro, è pellegrino e ospite. Per accoglierlo non sono necessarie molte cose; anzi, necessaria è una cosa sola: ascoltarlo, dimostrargli un atteggiamento fraterno, in modo che si accorga di essere in famiglia, e non in un ricovero provvisorio. Così intesa, l’ospitalità, che è una delle opere di misericordia, appare veramente come una virtù umana e cristiana, una virtù che nel mondo di oggi rischia di essere trascurata. Infatti, si moltiplicano le case di ricovero e gli ospizi, ma non sempre in questi ambienti si pratica una reale ospitalità. Si dà vita a varie istituzioni che provvedono a molte forme di malattia, di solitudine, di emarginazione, ma diminuisce la probabilità per chi è straniero, emarginato, escluso di trovare qualcuno disposto ad ascoltarlo: perché è straniero, profugo, migrante, ascoltare quella dolorosa storia. Persino nella propria casa, tra i propri familiari, può capitare di trovare più facilmente servizi e cure di vario genere che ascolto e accoglienza. Oggi siamo talmente presi, con frenesia, da tanti problemi – alcuni dei quali non importanti – che manchiamo della capacità di ascolto. Siamo indaffarati continuamente e così non abbiamo tempo per ascoltare. E io vorrei domandare a voi, farvi una domanda, ognuno risponda nel proprio cuore: tu, marito, hai tempo per ascoltare tua moglie? E tu, donna, hai tempo per ascoltare tuo marito? Voi genitori, avete tempo, tempo da “perdere”, per ascoltare i vostri figli? o i vostri nonni, gli anziani? – “Ma i nonni dicono sempre le stesse cose, sono noiosi…” – Ma hanno bisogno di essere ascoltati! Ascoltare. Vi chiedo di imparare ad ascoltare e di dedicarvi più tempo. Nella capacità di ascolto c’è la radice della pace…”.

In un videomessaggio il Santo Padre in occasione della giornata mondiale della gioventù  in Polonia ha espresso queste parole “… Cari giovani polacchi, so che da tempo state preparando, soprattutto con la preghiera, il grande incontro di Cracovia. Vi ringrazio di cuore per tutto quello che fate, e per l’amore con cui lo fate; fin da ora vi abbraccio e vi benedico. Cari giovani di ogni parte d’Europa, Africa, America, Asia e Oceania! Benedico anche i vostri Paesi, i vostri desideri e i vostri passi verso Cracovia, perché siano un pellegrinaggio di fede e di fraternità. Il Signore Gesù vi conceda la grazia di sperimentare in voi stessi questa sua parola: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia». Ho un grande desiderio di incontrarvi, per offrire al mondo un nuovo segno di armonia,  un mosaico di volti diversi, di tante razze, lingue, popoli e culture, ma tutti uniti nel nome di Gesù, che è il Volto della Misericordia…”.

Accompagniamo soprattutto con la preghiera i giovani della nostra comunità pastorale che domenica partiranno per la Polonia!

Stefania