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Giornata di spiritualità in Avvento

Sabato 23 novembre 2019

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Una parabola nascosta

puntinaCi sono pagine evangeliche che si agiscono in un modo vivace ma silenzioso, nella vita di molte persone. Come non ricordare quel seme che gettato a terra cresce senza che il contadino lo sappia, sia che lavori, sia che dorma? C’è una logica cristiana che parte dalla pasqua dove non può nascere nulla e invece…, dove c’è la tragedia e invece…, dove ci dovrebbe essere l’esternazione violenta e invece…,  dove ci si aspetterebbe la rabbia o il dito puntato e invece….

A partire da quel fatto in cui Francesco (ecco il nome del padre) reagì in un modo impensabile, forse possiamo supporre che ce se ne siano molti altri, con il bagaglio di dolore e sofferenza, senza che nessuno sappia nulla. Se fosse così vorrebbe dire che, a maggior ragione, è in azione la parabola del seme. Quando vengono gruppi a vedere il battistero e hanno la pazienza di ascoltarmi, dico loro di guardare bene nel grappolo dei santi perchè si nascondono altre facce. Davanti all’incredulità confesso subito che …non ci sono altri santi perchè si sono nascosti bene! Come dire che esiste una santità nascosta che non apparirà mai, che non girerà su Internet alla ricerca di qualche “condivisione” o di qualche “mi piace”.

In un tempo in cui ciò che esiste deve essere detto, pubblicato, fotografato, mi sembra giusto ricordare la via della pasqua cristiana dove quella notte, dopo la deposizione del corpo di Gesù nel sepolcro, nessuno ha visto l’esplosione della Vita sulla morte  se non dopo, negli effetti di chi ha percepito una presenza viva.

Lo stesso capita in un battesimo, in una eucarestia, in una matrimonio o nell’olio offerto ai malati, dove ci sono piccoli segni ma… non si vede nulla.  Potremmo dire allora: “Proprio perchè non si vede, c’è!”. Siamo proprio in un mondo “differente”.

don Norberto