Nelle faccende di chiesa
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Festa dell'Assunta 2018

dal 11 al 17 agosto 2018

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Venerdì 17 agosto 2018

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Nelle faccende di chiesa

lenteNon riesco quasi mai a partecipare alla festa di Barasso. Quest’anno una mia cara amica mi ha fatto avere due appunti dell’omelia di Don Natale invitato a celebrare l’eucarestia in occasione del ventesimo anno della nostra comunità “…vent’anni fa avevo la certezza che stavo compiendo un’opera di Dio, cioè costruire comunione… la devozione a Maria (in riferimento alla festa dell’Assunzione) si deve trasformare in imitazione cioè trasformare le cose semplici in cose preziose e quindi imitare Maria nel servizio…”. A lui rinnovo il mio grazie per aver avuto, oltre alla forza datagli dallo Spirito, anche il coraggio di far partire la nostra realtà

Ho partecipato occasionalmente ad una messa in Varese in rito romano, direi una celebrazione  un po’ fuori dalle righe. Il Sacerdote ha sottolineato nell’omelia che l’amore di Dio deve sempre ardere dentro di noi ed ha fatto ascoltare ai fedeli una famosa canzone di Fiorella Mannoia, la frase ricorrente era “…l’amore con l’amore si paga…”, i parrocchiani mi hanno detto che questo prete è solito far ascoltare canzoni moderne durante le messe domenicali.

In questo periodo di vacanza ho varcato tre porte sante in tre giorni e mi sento di ringraziare ancora tantissimo Don Norberto per l’intenso cammino di preghiera che ci ha portato a passare la Porta Santa del Sacro Monte di Varese, è stato sicuramente il passaggio più sentito perché preparato molto bene. Ho incontrato casualmente anche l’ex Prevosto di Varese Mons. Maffi, anche se in vacanza e in borghese lo ho riconosciuto e mi sono avvicinata per scambiare due chiacchiere, mi ha detto che si occupa dei giovani preti e mi ha parlato benissimo del nostro Don Giuseppe.

La messa domenicale in un piccolo paesino di mare come ogni anno mi ha riportato indietro nel tempo con i loro canti classici, molto conosciuti. Due momenti mi hanno colpito particolarmente: i lettori indossavano un mantello bianco e gli avvisi sono stati letti al termine della Santa Messa in un momento colloquiale tra prete e popolo con anche una piccola esortazione del sacerdote “…la nostra religione non è fatta di feste, frittelle e salamelle, ma occorre mettere Dio al centro delle nostre giornate…”.

L’Arcivescovo di Milano dopo aver appreso del grave terremoto che ha colpito il Centro Italia ha dichiarato “…Partecipiamo al lutto e alla sofferenza che hanno colpito, con la disgrazia del terremoto, gli abitanti di diversi paesi del Lazio e delle Marche. E lo facciamo con la preghiera e la vicinanza di affetto a tutti gli uomini e le donne coinvolte in questa sciagura. Ci stringiamo in un abbraccio di comunione ai vescovi di Rieti monsignor Domenico Pompili e di Ascoli Piceno monsignor Giovanni d’Ercole. Per queste popolazioni ci impegniamo con le opere di misericordia, aderendo alla colletta proposta a tutta la chiesa italiana dalla Conferenza Episcopale e, da subito, attraverso Caritas ambrosiana e altre strutture diocesane, sia per l’invio sul luogo del sisma di operatori e volontari, sia per una specifica raccolta di fondi per il primo aiuto…”

Purtroppo ho sentito anch’io la forte scossa di terremoto la notte del 24 agosto scorso perché mi trovavo a circa 60 Km da Amatrice, ho sperimentato proprio l’impotenza dell’uomo davanti a queste catastrofi. Mi è tornata alla mente la frase di Papa Francesco “…non abbandoniamo mai la preghiera, anche quando ci sembra inutile pregare…”. Sono entrata in un bar al mare gestito da due giovani ragazzi all’apparenza non molto raccomandabili…ebbene, ci hanno servito degli ottimi panini e poi guardando la parete ho notato un bel cartello vicino ad un crocifisso: “NON BESTEMMIARE”. Li ho ringraziati per il bellissimo esempio. Come mi ha detto Suor Emma “…i cuori buoni sono molto più diffusi di quanto pensiamo…”.

Ho letto in questi giorni la rivista “Fiaccola” dell’Associazione Amici del Seminario e in una pagina ho visto la foto del nostro Marco, seminarista di Casciago che ha raccontato la sua esperienza presso l’Ospedale Sacco di Milano  “…come Maria, senza fare calcoli, cosparse di prezioso nardo i piedi di Gesù, così abbiamo cercato di donare il nostro tempo e il nostro ascolto attento a questi malati, sperando di portare loro un po’ di quel profumo che riempì la casa di Betania…” Grazie Marco!

Il 31 agosto di quattro anni fa moriva, nella casa dei gesuiti a Gallarate, l’amato cardinale Carlo Maria Martini. L’Arcivescovo Angelo Scola ha presieduto in Duomo una celebrazione in sua memoria e lo ha definito testimone della fede e della carità, figura esemplare capace di interpretare profeticamente i segni dei tempi.

Stefania