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Quaresima 2018

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Foglio Quaresima

Esercizi spirituali nella vita corrente

dal 26 febbraio al 2 marzo 2018 - ore 15.30 Morosolo - ore 20.45 Barasso

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VERSO IL SINODO DEI GIOVANI

Terra Santa - 18/19enni e giovani - 3-10 agosto 2018

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Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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I quattro cantoni

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Tra i tanti giochi tradizionali da bambini quello dei “quattro cantoni” era – non so se lo sia ancora – tra i più gettonati dopo “nascondino”. Faceva parte di quei sani giochi che si facevano all’aperto, quando si ritornava magari a casa con le ginocchia sbucciate con il viso un po’ stravolto che rispecchiava la spensieratezza e la semplicità unica dei bambini.Nel gioco dei “quattro canton un giocatore doveva stare nel mezzo mentre gli altri stavano nei quattro angoli. Lo scopo del gioco era quello di scambiarsi di posto occupando l’angolo libero senza farsi anticipare da chi stava nel mezzo. Era un semplice gioco, ma potrebbe anche non esserlo se lo ‘leggessimo’ con altri occhi.

Quattro ‘giocatori’ in un angolo e uno solo al centro,……… quattro evangelisti e Uno solo al Centro !

Allora il ‘gioco’ diventa molto più profondo se ci soffermassimo anche solo un istante a rifletter, –  proprio oggi che l’anno pastorale sta per avere un nuovo inizio e magari proprio quest’anno in cui si è ricordato l’anniversario della nostra comunità, – che siamo quattro paesi ma con Uno solo al centro.

A una comunità è solo chiesto di trasmettere la Parola e non di  sostituirsi ad essa – ne sono piene le pagine di san Paolo – solo se riusciamo a sentire il messaggio del Maestro possiamo rendere una comunità cristiana, cioè che viene da Cristo.

Cambiare non vuol dire che andremo tutti d’accordo o che le diversità svaniranno, sarebbe solo ipocrisia ma vuol dire saper fare un passo indietro.

Lo scopo del gioco dei “quattro angoli” è quello di scambiarsi di posto senza farsi anticipare da chi sta nel mezzo, il nostro ‘scopo’, se vogliamo giocare, è, al contrario, di lasciare il ‘posto’ a Chi sta nel mezzo e poi ci penserà Lui: “…. Vado a preparavi un posto …….”

A chi trasmette il Vangelo, per vocazione, consacrazione o perché chiamato a farlo, è solo chiesto di  parlare del Padre, stando sempre un passo indietro, proprio come ha fatto il Maestro e, a chi ascolta e ‘vede’ chi gli sta parlando, è chiesto il rispetto.

“Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato”.

Alessandra