Loading…

Quaresima 2018

Clicca sul pulsante per scaricare il pieghevole con le indicazioni per la Quaresima.

Foglio Quaresima

Esercizi spirituali nella vita corrente

dal 26 febbraio al 2 marzo 2018 - ore 15.30 Morosolo - ore 20.45 Barasso

Info

VERSO IL SINODO DEI GIOVANI

Terra Santa - 18/19enni e giovani - 3-10 agosto 2018

Info

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

Vai al calendario
  • 0
  • 1
  • 2
  • 3

Nelle faccende di chiesa

lenteUltima Porta Santa con la comunità pastorale a San Pietro, un piccolo incidente di percorso del nostro Don Norberto (anche i preti si ammalano!!!), ha spronato noi laici a camminare “senza pastore” per un giorno.  Don Norberto ha preparato un percorso scritto curato nei minimi particolari che ci ha permesso di effettuare il passaggio della Porta Santa con un cammino spirituale all’interno della Basilica di San Pietro. Soste alla Cappella del Santissimo, davanti alla tomba di Giovanni XXVIII, alla Cattedra di San Pietro, alla cappella Clementina, al mosaico della trasfigurazione di Raffaello, all’Immacolata nella cappella del coro, alla presentazione al tempio, alla cappella del Battistero e per concludere davanti alla Pietà. Il tutto scandito da un rosario meditato.

Una bellissima conclusione della giornata al Centro Aletti di Padre Rupnik, abbiamo incontrato gli artisti all’opera nel loro laboratorio e abbiamo sostato in preghiera nella cappella ricca di mosaici, volti di santi raffigurati tra i quali anche Giovanni Paolo II. Incastonate nei mosaici anche alcune reliquie, tra cui quella di santa Teresina e dei suoi genitori.

Questa settimana sono stata guidata dalla frase del Papa dell’udienza giubilare di sabato scorso. Sembrava parlasse proprio a me che con mio figlio continuo ad “urlare” anziché dialogare…. Ma se io non lascio che l’altro dica tutto quello che ha nel cuore e incomincio ad urlare – oggi si urla tanto – non andrà a buon fine questo rapporto tra noi; non andrà a buon fine il rapporto fra marito e moglie, tra genitori e figli. Ascoltare, spiegare, con mitezza, non abbaiare all’altro, non urlare, ma avere un cuore aperto. Il Papa ha fatto riferimento al brano del Vangelo che narra l’incontro di Gesù con la samaritana “…ciò che colpisce di questo incontro è il dialogo molto serrato tra la donna e Gesù. Questo oggi ci permette di sottolineare un aspetto molto importante della misericordia, che è proprio il dialogo. Molte volte noi non incontriamo i fratelli, pur vivendo loro accanto, soprattutto quando facciamo prevalere la nostra posizione su quella dell’altro. Non dialoghiamo quando non ascoltiamo abbastanza oppure tendiamo a interrompere l’altro per dimostrare di avere ragione. Ma quante volte, quante volte stiamo ascoltando una persona, la fermiamo e diciamo: “No! No! Non è così!“ e non lasciamo che la persona finisca di spiegare quello che vuole dire. E questo impedisce il dialogo: questa è aggressione. Il vero dialogo, invece, necessita di momenti di silenzio, in cui cogliere il dono straordinario della presenza di Dio nel fratello…”

Domenica pomeriggio ho partecipato ad un convegno sull’Amoris Laetitia di Papa Francesco, organizzato dalla commissione di pastorale familiare decanale guidata dal nostro Don Norberto, il relatore Don Stefano Cucchetti ha dato delle direttive per la lettura del testo del Papa. Questa esortazione apostolica non è un documento sulla famiglia, ma sull’amore in famiglia. Le relazioni all’interno della chiesa devono assumere come modello l’amore familiare.

La Veglia Missionaria Diocesana settimana scorsa presieduta dal cardinale Scola in Duomo ci ha chiesto di “…approfondire con chi parte e a chi è tornato il senso di un annuncio del Signore da portare in ogni luogo con gioia e semplicità. Il cristiano deve dire “io sono missione”, portando tale esperienza straordinaria nella vita di tutti i giorni, così come deve farlo con l’esperienza dell’oratorio feriale, del pellegrinaggio parrocchiale, nell’affrontare il disagio e il bisogno…”

All’udienza a San Pietro di questa settimana Papa Francesco ha raccontato una storiella riguardante un fatto che potrebbe capitare a tutti noi, la condivido con Voi e penso sempre con molta gratitudine a tutte le persone che nella nostra comunità si occupano dei rifugiati “…. Alcuni giorni fa, è successa una storia piccolina, di città. C’era un rifugiato che cercava una strada e una signora gli si avvicinò e gli disse: “Ma, lei cerca qualcosa?”. Era senza scarpe, quel rifugiato. E lui ha detto: “Io vorrei andare a San Pietro per entrare nella Porta Santa”. E la signora pensò: “Ma, non ha le scarpe, come farà a camminare?”. E chiama un taxi. Ma quel migrante, quel rifugiato puzzava e l’autista del taxi quasi non voleva che salisse, ma alla fine l’ha lasciato salire sul taxi. E la signora, accanto a lui, gli domandò un po’ della sua storia di rifugiato e di migrante, nel percorso del viaggio: dieci minuti per arrivare fino a qui. Quest’uomo raccontò la sua storia di dolore, di guerra, di fame e perché era fuggito dalla sua Patria per migrare qui. Quando sono arrivati, la signora apre la borsa per pagare il tassista e il tassista, che all’inizio non voleva che questo migrante salisse perché puzzava, ha detto alla signora: “No, signora, sono io che devo pagare lei perché lei mi ha fatto sentire una storia che mi ha cambiato il cuore”. Questa signora sapeva cosa era il dolore di un migrante, perché aveva il sangue armeno e conosceva la sofferenza del suo popolo. Quando noi facciamo una cosa del genere, all’inizio ci rifiutiamo perché ci dà un po’ di incomodità, “ma … puzza …”. Ma alla fine, la storia ci profuma l’anima e ci fa cambiare. Pensate a questa storia e pensiamo che cosa possiamo fare per i rifugiati…”.

Stefania