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5° CONVEGNO domenica 14 ottobre 2018: quando il male s’insinua nella famiglia

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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PERCORSO FIDANZATI 2018 - 2019

PRIMO INCONTRO SABATO 13 ottobre ore 21.00 Parrocchia di Casciago

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“Il sole dentro” di Carlo Maria Martini (e novanta)

perladuePERLE IN GIRO
Stare tra voi affinché possiamo insieme gustare il conforto, per mezzo della fede vostra e mia” (Rm 1,12).
Il desiderio espresso dall’apostolo Paolo ai cristiani di Roma è lo stesso che animava quarant’anni fa  padre Carlo Maria Martini, allora rettore del Pontificio Istituto Biblico di Roma, nel predicare un corso di esercizi sulla lotta spirituale a una comunità di monache carmelitane. Ed è lo stesso sentimento che abita il lettore nell’accostarsi a queste pagine inedite, letteralmente riemerse da un cassetto dimenticato e proposte con la freschezza del parlato.

Ricordo il sorriso disincantato con cui il neo-arcivescovo di Milano mi confidava di stupirsi per la gran quantità di suoi “libri” appena pubblicati: addirittura due case editrici diverse avevano pubblicato quasi in contemporanea gli stessi esercizi spirituali sul Vangelo di Marco traendoli da due distinte sbobinature delle sue meditazioni …..

Fino a pochi mesi prima della consacrazione episcopale la sapienza evangelica di padre Martini era nota e grandemente apprezzata solo dal ristretto pubblico degli studiosi di scienze bibliche e in particolare di esegesi neotestamentaria. Eppure chi come me aveva avuto il dono di conoscere più da vicino il gesuita curatore dell’edizione critica del Nuovo Testamento, ben sapeva di quella sua capacità di lettura spirituale della Scrittura, di quell’ascolto con il cuore che condurrà l’arcivescovo di Milano a rendere partecipi anche gli altri di questa passione per la Scrittura, creando la “scuola della Parola” dove tanti, giovani in particolare, avrebbero potuto cogliere il Vangelo nella sua novità e freschezza, capace di orientare la vita di tutti i giorni e di condurla verso una “dimensione contemplativa”, una visione “altra” di se stessi, degli altri e degli eventi del mondo.

Così ritrovare oggi questa freschezza di lettura del Vangelo nelle parole pronunciate a una piccola comunità carmelitana fa sì che davvero possiamo sentire che l’uomo, il cristiano, il vescovo Martini sta ancora con noi e ci fa “gustare insieme il conforto” che viene dalla fede nutrita dall’ascolto.

EnzobianchiLe meditazioni qui riprese ci parlano di una lotta, quella spirituale, che è il combattimento quotidiano di ciascuno di noi, come lo fu dell’apostolo Paolo e di chiunque, come il cardinal Martini, si fa servo della Parola e decide ogni giorno di prendere su di sé la propria croce per seguire Gesù. La lotta spirituale del cristiano, infatti, non ha alcun senso se separata dal combattimento vissuto da Gesù nella carne, se scisso dalla sua obbedienza fino alla morte e alla morte di croce (Fil 2,8), se isolato dall’amore che nutre e sostiene il credente anche e soprattutto nei giorni più oscuri. Così, nella scia della Lettera agli Efesini, Martini parla di combattimento e di armi – corazza, cinturone, scudo, spada, elmo, ….- così come affronta questioni che solitamente preferiamo avvolgere nell’oblio: le tentazioni, il diavolo e le sue insidie.

Ma il realismo guerriero è solo strumentale alle esigenze evangeliche che richiedono questa lotta senza quartiere: la giustizia, la pace, la familiarità con Dio, l’affidarsi nella fede e rimettere ogni cosa in Dio. Del resto, l’arma suprema che sostiene il combattimento decisivo altra non è che la preghiera, quel fiducioso dialogo con il Signore che ci ascolta e che parla al nostro cuore.

Chi ben conosce l’enorme mole di scritti lasciati da Carlo Maria Martini come vescovo e anche le pagine affidate alla stampa dopo il ritiro dalla guida dell’arcidiocesi ambrosiana dirà che in questi testi non vi è nulla che non sia già noto. Eppure leggere queste pagine aiuta a cogliere come dal tesoro della Scrittura “ogni scriba divenuto discepolo del regno trae dal proprio tesoro cose antiche e cose nuove” (Mt 13,52). E’ il Martini innamorato della Parola che ritroviamo qui, nella gratuità di una voce libera da preoccupazioni pastorali più o meno immediate, nell’afflato spirituale di chi ha a cuore la propria e l’altrui crescita davanti a Dio, di chi custodisce sì il “sole dentro”,ma vuole anche che illumini e riscaldi quanti gli stanno intorno. Sì, possiamo davvero rallegrarci di ritrovare in queste pagine il Martini che ben conosciamo, l’amante della Parola che ha speso tutta la sua vita affinché la buona notizia del Signore risorto raggiungesse il cuore e l’esistenza di tutti e di ciascuno.

Fr. Enzo Bianchi, priore di Bose

 

martiniIl ritrovamento del testo

 E’ il 1975. Le monache carmelitane scalze del Monastero di San Lazzaro Alberoni, nei pressi di Piacenza, invitano padre Carlo Maria Martini a predicare un corso di Spirituali. Dal 1969 Martini è rettore del Pontificio Istituto Biblico di Roma e riceve spesso inviti a predicare esercizi. Le varie sessioni del corso vengono registrate e, successivamente, trascritte da una solerte monaca. Il testo viene battuto a macchina su fogli di carta velina, poi deposti nella biblioteca del monastero e, in sostanza, dimenticati.

Solo molti anni dopo, un giovane sacerdote, ospite per qualche giorno nella foresteria del monastero, ritrova in biblioteca il dattiloscritto e, dopo una prima lettura, chiede alla madre badessa di poterlo fotocopiare per inviarlo al padre Martini, ormai arcivescovo emerito di Milano. Ed è esattamente ciò che accade.

Martini riceve a Gallarate, presso la casa dei gesuiti, la fotocopia del dattiloscritto di quel corso di esercizi predicato ormai quasi trent’anni prima. Quella stessa copia rimane a Gallarate fino alla morte del cardinale (31 agosto 2012) e alla successiva presa in carico da parte della Fondazione Carlo Maria Martini sia dell’archivio sia dei libri che Martini stesso custodiva nella sua abitazione.

Nella fase di riordino e catalogazione dell’archivio, soltanto nel 2015, viene alla luce il testo che risulta effettivamente inedito. Questa pubblicazione lo rende ora disponibile per la lettura di tutti.

Il testo è una lunga e articolata meditazione sulla esortazione conclusiva della Lettera di Paolo agli Efesini (Ef 6,10) con alcuni accenni, pochissimi in verità, al paragrafo n.16 della Regola Carmelitana.

Si tratta infatti di un corso di Esercizi Spirituali che vennero predicati alla comunità delle Carmelitane Scalze di San Lazzaro Alberoni (Piacenza) dall’allora rettore dell’Istituto Biblico di Roma (dal 20 al 27 agosto 1975).

IL CARDINALE CARLO MARIA MARTINIIl tema della meditazione è quello del combattimento spirituale nella vita cristiana.

Il testo che il lettore si trova di fronte è stato elaborato dal curatore seguendo due criteri di fondo complementari fra loro. Da un lato il rispetto per la proposta “orale” dell’autore, e la conservazione di fondo del carattere di “parola detta” e non di parola scritta. Si sono quindi conservate alcune forme colloquiali tipiche della predicazione.

Dall’altro la facilitazione della lettura, con l’eliminazione delle ripetizioni che, immaginiamo, l’allora professore e padre Martini avrebbe corretto a sua volta nel momento in cui si fosse trovato a dover rivedere il testo per la pubblicazione. Probabilmente, i suoi interventi sul proprio “detto” sarebbero stati ancor più rigorosi e radicali dei nostri che, però, speriamo possano aver conservato per il lettore odierno un poco della freschezza del momento in cui la comunicazione nella fede è avvenuta.

I testi biblici sono stati conservati precisamente come dalla sbobinatura del parlato: sono naturalmente testi presi dalla traduzione della CEI del 1974, spesso con aggiunte e parafrasi di padre Martini. Anche in questo caso abbiamo preferito che prevalesse la freschezza del parlato sul rigore testuale della citazione. Sono state aggiunte note esplicative solo dove era necessario e senza voler appesantire la lettura.

Una bella sorpresa e scoperta che diventa invito, perchè no?, a consideralo oggetto di un bel regalo a chi potrà apprezzare le parole attuali su cui ogni persona si muove.

dnrsoledentro