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Festa di Sant'Eusebio 2018

31 luglio - 1 agosto 2018

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Orario estivo S. Messe festive da domenica 21 luglio 2018

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Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Il tempo che viviamo (5)

Siamo ora invitati a rileggere l’intero senso della “storia della salvezza” e a cambiare prospettiva, passando dall’essere “precursore”, come Giovanni, all’essere “grembo”, come Maria.

Se infatti Gesù svela a tutti gli uomini il “volto di Dio”, che pochi hanno compreso e annunciato (perché non era come ce lo aspettavamo), occorre oggi riprendere il percorso dei “precursori” di Dio per passare ad essere i suoi “testimoni”.

La liturgia ci invita così a riflettere sulle molte voci che hanno annunciato un Dio come quello che si è fatto “carne” in Gesù: voci disilluse e disattese, eppure “voci” del “vero”! Il Vangelo di Giovanni, non a caso, non ci ricorda solo la figura di Giovanni, ma ci presenta tutto il piano della “storia della salvezza”, in cui Giovanni assume un ruolo e un significato molto importante.

Ormai al termine del cammino di Avvento, la Chiesa ambrosiana ci dà l’occasione di riflettere sul ruolo del credente di cui Giovanni e Maria ci mostrano le due caratteristiche fondamentali: essere “voce” ed essere “grembo”.

Per essere “voce”, per essere “precursore”, occorre aver chiaro, in primo luogo, qual’è la fonte a cui rivolgere lo sguardo, a “chi” dobbiamo guardare; occorre quindi “riconoscere” i tratti e le caratteristiche, collegare “fatti” e “parole” (come ci insegna la Scrittura e la Tradizione della Chiesa) e quindi farsi “voce”, ovvero additare “a noi” e a coloro con i quali viviamo, che quei “segni” sono importanti, che quei “fatti” e quelle “parole” parlano, rivelano, indicano …

Questa capacità di “pre-correre” è importante in ogni tempo e sembra essere ancora più importante oggi, quando sembrano affollarsi voci che niente hanno di “vero” … (paradosso di un tempo in cui la comunicazione abbreviata sembra rendere possibile tutto). E poiché la promessa di Dio non viene meno, anche oggi, occorre imparare a discernere, occorre riconoscere, occorre farsi “voce” presso i nostri prossimi.

Ovviamente (per rimanere al significato biblico delle parole), farsi “voce” significa “manifestare”, “portare alla luce”, “rendere evidente qualcosa” … e non si manifesta tanto nel dire o nel parlare, come ci rivela proprio la “testimonianza” di Giovanni. Caratteristica questa, che spesso non trova “accoglienza” … ed anche su questo occorre riflettere.

Buon cammino di Avvento!

Domenica Il precursore – Quinta domenica di Avvento – 10/11 dicembre
1.a lettura Michea 5, 1 + Malachia 3, 1-5a e 6-7b: Ecco, io mando il mio messaggero a preparare la via davanti a me.
2.a lettura Gàlati 3, 23-28: Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo.
Vangelo Giovanni 1, 6-8 e 15-18: Ci fu un uomo mandato da Dio, il suo nome era Giovanni. Costui venne per la testimonianza, per dare testimonianza a riguardo della luce, perché tutti credessero per mezzo di essa.