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Festa di Sant'Eusebio 2018

31 luglio - 1 agosto 2018

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Orario estivo S. Messe

Orario estivo S. Messe festive da domenica 21 luglio 2018

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Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Nelle faccende di chiesa

lenteGuardiamo all’anno trascorso con ringraziamento verso Dio, lui ce lo ha donato, così ci ha suggerito Don Luca nella messa vigiliare.. Bella l’immagine di Dio che Don Norberto ci ha descritto: un Dio come coperta che ci difende dal gelo e dal caldo come gli abiti di lana nel deserto. Continua l’accoglienza e l’attenzione nei confronti dei migranti nella nostra comunità, alcune famiglie della nostra comunità hanno condiviso con loro la cena dell’ultimo dell’anno.

I nostri ragazzi hanno invece trascorso alcuni giorni di vacanza con Don Giuseppe a Padova, Venezia e sulla neve a Folgaria. Significativo l’incontro con alcuni carcerati che hanno dato la loro testimonianza.

Il Cardinal Scola ha presieduto la celebrazione eucaristica di fine anno e il Te Deum di ringraziamento nella parrocchia di San Fedele “..Molti i motivi per rendere grazie – suggerisce Scola – in questo anno pure segnato da tanto dolore e morte, come l’elevato numero di persone passate dalle Porte della misericordia, che dice molto dell’urgenza di cambiamento del nostro popolo ambrosiano, i segnali di ‘rinascimento’ della nostra città; la carità che si moltiplica come risposta a povertà ed esclusioni che pure si moltiplicano anche esse, persino i fatti molto dolorosi o negativi possono essere un invito alla conversione e al cambiamento, che è sempre un nuovo inizio. …”

Papa Francesco durante l’ultimo giorno dell’anno ci ha invitati a sostare  davanti al presepe, per ringraziare di tutti i segni della generosità divina nella nostra vita e nella nostra storia, che si è manifestata in mille modi nella testimonianza di tanti volti che anonimamente hanno saputo rischiare. Ringraziamento che non vuole essere nostalgia sterile o vano ricordo del passato idealizzato e disincarnato, bensì memoria viva che aiuti a suscitare la creatività personale e comunitaria perché sappiamo che Dio è con noi. Sostiamo davanti al presepe per contemplare come Dio si è fatto presente durante tutto questo anno e così ricordarci che ogni tempo, ogni momento è portatore di grazia e di benedizione. Guardare il presepe ci sfida ad aiutare i nostri giovani perché non si lascino disilludere davanti alle nostre immaturità, e stimolarli affinché siano capaci di sognare e di lottare per i loro sogni. Capaci di crescere e diventare padri e madri del nostro popolo.

Nel suo consueto messaggio di inizio anno sulla pace Papa Francesco ha proposto di assumere la non violenza come stile per una politica di pace. “…L’anno sarà buono nella misura in cui ognuno di noi, con l’aiuto di Dio, cercherà di fare il bene giorno per giorno. Così si costruisce la pace, dicendo “no” – con i fatti – all’odio e alla violenza e “sì” alla fraternità e alla riconciliazione…”. In udienza questa settimana a Roma il Papa nella catechesi ha contemplato la figura di Rachele, la sposa di Giacobbe, Rachele che piange per i figli che in un certo senso sono morti andando in esilio; figli che sono scomparsi per sempre e per questo Rachele non vuole essere consolata. Tante volte nella nostra vita le lacrime seminano speranza, sono semi di speranza.

Quando qualcuno si rivolge al Papa  e fa domande difficili, per esempio: “Mi dica, Padre: perché soffrono i bambini?” Soltanto dico: “Guarda il Crocifisso: Dio ci ha dato il suo Figlio, Lui ha sofferto, e forse lì troverai una risposta”. Soltanto guardando l’amore di Dio che dà suo Figlio che offre la sua vita per noi, può indicare qualche strada di consolazione. E per questo diciamo che il Figlio di Dio è entrato nel dolore degli uomini; ha condiviso ed ha accolto la morte; la sua Parola è definitivamente parola di consolazione, perché nasce dal pianto. Sulla croce sarà Lui, il Figlio morente, a donare una nuova fecondità a sua madre, affidandole il discepolo Giovanni e rendendola madre del popolo dei credenti.. Anche le lacrime di Maria, come quelle di Rachele, hanno generato speranza e nuova vita.

Stefania