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Avvento 2018

Proposte per l'Avvento 2018

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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Figli di un Dio “minore” (8)

La riflessione sulla manifestazione del volto di Dio al mondo, iniziata con l’Epifania, si conclude oggi con la parabola del “Padre misericordioso”, in cui si svela l’attesa di Dio.

C’è un sentiero che tutti noi, prima o poi, dobbiamo percorrere: quello di “ritornare”! C’è una relazione che ogni uomo è chiamato a ricostruire: quella di chi “sta bene”.

La Parola di questa domenica ci offre quindi la chiave e la motivazione per “ritornare” e tornare a “stare bene”. Vi sono infatti molte distrazioni, molte illusioni e molti falsi amori che disseminano il cammino dell’uomo. Serve allora fermarsi, fare una verifica, comprendere, aprire gli occhi … sul mondo e su di noi.

Il “Padre misericordioso” è la figura che sta sullo sfondo ed è sempre “in attesa”; la sua fedeltà non muta, non dipende da quello che facciamo, non esulta per le nostre disavventure, non cerca la rivincita …

Per questo è bella l’immagine di Osea, che porta l’amata “nel deserto” per parlarle “sul suo cuore”. E’ questa la relazione a cui “ritornare”, il cammino da cui ripartire!

Occorre notare che anche nella relazione con Dio non c’è spazio per la violenza e per l’imposizione: l’attesa diventa così manifestazione del “cuore” di Dio e della sua visione dell’uomo. E’ questo “cuore” che apre il cammino, che non diventa mai imposizione ne a noi ne ad altri.

Occorre comprendere questo “cuore” e questo “volto” di Dio per iniziare, con domenica prossima, il cammino della quaresima, per verificare realmente quanto i nostri piedi sono in sintonia con i suoi passi.

Domenica Ultima domenica dopo l’Epifania, detta “del perdono” – 25/26 febbraio
1.a lettura Osea 1,9a; 2,7b-10. 16-18. 21-22: Perciò… ecco, io stesso la sedurrò, la ricondurrò nel deserto e parlerò sul suo cuore.
2.a lettura Romani 8, 1-4: Dio, avendo mandato il suo proprio figlio, in somiglianza della carne di peccato e a causa del peccato, ha condannato il peccato nella carne, affinché la giustizia della Legge si compia in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo Spirito.
Vangelo Luca 15,11-32: «Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».