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Avvento 2018

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Due parole sul Papa a Milano

puntinaMi permetto di comunicare qualche pensiero mentre si sta esaurendo la trasmissione delle immagini del Papa Francesco in terra lombarda, impresse sui cellulari.

Sono andato in duomo per l’incontro previsto con i preti e le religiose, ricordando l’ingresso in cattedrale di Benedetto XVI nel 2012 con la pedana mobile. Stessa commozione. Papa Francesco stava calpestando il marmo su cui venni consacrato prete. Non mi sono accalcato per vedere il passaggio dalla navata centrale preferendo un posto vicino allo schermo. Ero nei pressi, guarda caso, dell’altare dove è sepolto il cardinale Martini. “Sarà contento in paradiso – pensavo – di vedere il confratello gesuita, divenuto pontefice, parlare in quel duomo dove ha esercitato per molti anni il suo ministero. Vuoi che, rompendo il protocollo, renderà omaggio a Carlo Maria?”.

Pensieri, mentre il Papa scendeva in cripta per onorare la reliquia di san Carlo. Mi sembrava a prima vista la reliquia del santo quella posta sulla mensa dell’altare. Il Papa rimaneva in silenzio, seduto in preghiera. Apprezzavo quei secondi ma che…stavano diventando un po’ lunghi. Intanto mi resi conto di aver sbagliato quando la telecamera inquadrò la mensa: non era una reliquia ma l’eucarestia. “Ma quando rimane lì fermo -pensavo – non può perdere troppo tempo, visto il programma”. Credo che siano stati almeno cinque interminabili minuti dove il Papa rimaneva in compagnia del suo Signore, nella parte più bassa del duomo, nel “sottoterra”. Dopo il disagio per il lungo silenzio, un piccolo fremito (“Mi basta, potrei anche tornare a casa”) guardando l’uomo vestito di bianco con Gesù! Cosa si saranno detti?

Poi le sue parole che non riporto (si possono ormai vedere e leggere in internet) ma che sollecitavano a non avere nostalgia accettando le sfide che il mondo presenta sapendo che nelle sfida il Signore ci sta, dal momento che spetterà a lui “raccogliere i pesci”, liberando dal male con la misericordia che solo Lui conosce bene.

Sono uscito in pace rispetto all’agitazione che viene quando “non si sa che pesci prendere” come credenti: in fondo quello forse era ciò che il successore di Pietro veniva a dirmi!

Anche la messa, semplice, senza troppi orpelli, ha avuto un certo effetto. L’ingresso del Papa nel parco della mia città natale, accompagnato dal calore della gente, dai saluti e dal canto, apriva alla commozione. Sembrava stanco il suo inizio della celebrazione (più persone me lo dissero poi) eppure a me ha dato un’altra impressione: quando celebra non è più lui con le sue battute ad effetto (il prete che non ha la suocera..) ma lascia passare il mistero di ciò che si celebra. Dimesso sì, forse un po’ troppo sì,  ma quasi a dire che non è lui a stare al centro, su quell’altare davanti a migliaia di persone! Per me bastava così, una giornata “leggera” (forse anche per lui, credo, nonostante gli spostamenti), “giusta e bella”, incontrando un uomo, mandato da Dio, forse per invitare a guardare in alto, guardare Lui. Così semplice.

don Norberto