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La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

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Nelle faccende di chiesa

Mi ha colpito molto la frase di Don Giuseppe nella predica di domenica scorsa “Una persona entra nella comunità per essere felice e rimane in comunità per rendere felice gli altri”, molto impegnativo!!!

Tommaso ha riconosciuto Gesù risorto nella comunità cristiana, quando lo ha rivisto insieme agli apostoli. Anche noi nella comunità dovremmo riconoscere Gesù negli altri!

E’ morto settimana scorsa il Card. Nicora, nato a Varese, il Papa ha mandato un telegramma al fratello di Varese “… egli lascia un ricordo carico di stima e di riconoscenza per il prezioso servizio offerto con singolare competenza sia alla chiesa e alla società civile italiana, specialmente nel campo giuridico in ordine alla revisione del concordato lateranense…”.

Dice di lui Mons. Agnesi “Don Attilio Nicora era un educatore. Un educatore che ti faceva vedere il mare per darti il fascino della vocazione e della missione, ma anche un educatore che ti dava la mappa per navigare e ti insegnava a leggerla. La mappa della fede e del ministero sacerdotale che ci ha dato è sempre stata una: la Chiesa. Quella reale, quella della storia in cui viviamo, quella del popolo di Dio che incontriamo, quella dell’Arcivescovo che abbiamo. La Chiesa che ogni giorno vive la responsabilità di essere per la gente, la società civile, le istituzioni politiche, una riserva di vocazioni al bene comune.  Il senso della giustizia emergeva in lui sempre preponderante, anche quando si trattava di cambiare abitudini e pigrizie che potevano scomodare i privilegi della Chiesa stessa. Con questo stile ha servito e difeso la Chiesa, e ha sofferto per lei. Viveva per la Chiesa con grande libertà di cuore. Gli piaceva dire che lavorava in seconda linea per preparare il necessario per chi combatteva in prima linea.”

La scorsa domenica, come stabilito da Giovanni Paolo II nel Giubileo dell’anno 2000, era dedicata alla Divina Misericordia. Papa Francesco durante il Regina Coeli lo ha ricordato “… da pochi mesi abbiamo concluso il Giubileo straordinario della Misericordia e questa domenica ci invita a riprendere con forza la grazia che proviene dalla misericordia di Dio. Il Vangelo di oggi è il racconto dell’apparizione di Cristo risorto ai discepoli riuniti nel cenacolo. Scrive san Giovanni che Gesù, dopo aver salutato i suoi discepoli, disse loro: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi.  A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati”. Ecco il senso della misericordia che si presenta proprio nel giorno della risurrezione di Gesù come perdono dei peccati. Gesù Risorto ha trasmesso alla sua Chiesa, come primo compito, la sua stessa missione di portare a tutti l’annuncio concreto del perdono. Questo segno visibile della sua misericordia porta con sé la pace del cuore e la gioia dell’incontro rinnovato con il Signore…”.

All’udienza settimanale a San Pietro commentando il passo di Matteo “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” Papa Francesco ha sottolineato che “… Dio sarà con noi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Gesù camminerà con noi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Il nostro Dio non è un Dio assente, sequestrato da un cielo lontanissimo; è invece un Dio appassionato dell’uomo, così teneramente amante da essere incapace di separarsi da lui. Noi umani siamo abili nel recidere legami e ponti. Lui invece no. Se il nostro cuore si raffredda, il suo rimane sempre incandescente. Il nostro Dio ci accompagna sempre, anche se per sventura noi ci dimenticassimo di Lui. Lui si preoccupa di noi, e cammina con noi. E perché fa questo? Semplicemente perché ci ama. E Dio sicuramente provvederà a tutti i nostri bisogni, non ci abbandonerà nel tempo della prova e del buio. Questa certezza chiede di annidarsi nel nostro animo per non spegnersi mai. Qualcuno la chiama con il nome di “Provvidenza”. Cioè la vicinanza di Dio, l’amore di Dio, il camminare di Dio con noi si chiama anche la “Provvidenza di Dio”: Lui provvede alla nostra vita…”.

Stefania