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Rosario di Maggio

Recita del S. Rosario - ore 20.45

Terza settimana Morosolo

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“Fino alla cima – Testamento spirituale” di Pablo Domínguez Prieto

Non voglio terminare questa lettera fraterna e filiale di gratitudine senza menzionare l’ultima chiamata alla Consacrazione che per tutti è vicina: mi riferisco alla morte, che è quell’incontro amorevole, nell’abbraccio eterno, con lo Sposo. Per tutti noi c’è “un giorno e un’ora” che solo il Padre, nella sua eternità, conosce.
PabloMi pongo una domanda: non dovremmo aspettare questo giorno con lo stesso entusiasmo e ardore, desiderio e riconoscenza davanti al Dono in cui speriamo, col quale aspettiamo il giorno della nostra Consacrazione in questa vita? Supplico lo Spirito Santo che ci conceda di guardare adesso la nostra vita con gli occhi e il cuore che avremo in quell’ultimo e definitivo momento. Quello che è importante, nel momento della morte, lo è anche ora! Ciò che in quel momento è accidentale, lo è anche ora ! In definitiva: solo Cristo e solo l’amore sono importanti! Quando avrete momenti di turbamento, ricordatevelo! Che il male non ci seduca con maschere di falso amore. Solo Cristo, e solo il suo amore, è Vita!”.

                                                                                                              Pablo Dominguez Prieto
Lettera alle clarisse del monastero di Lerma – Dicembre 2008

Il sacerdote dell’arcidiocesi di Madrid, Pablo Dominguez Prieto, tenne gli esercizi spirituali alle monache cistercensi di Tulebras (Navarra), tra l’11 febbraio 2009 e lo stesso giorno della sua morte, il 15 febbraio. Alle tre del pomeriggio di quel giorno, venne chiamato alla Vita: esperto alpinista, stava scendendo dal monte Moncayo. Era domenica, l’ora della Misericordia. Quest’opera porta per iscritto le conferenze integrali che quelle nostre sorelle poterono ascoltare dalla sua viva voce – quasi come anticipo di vita eterna. Sono state trascritte e rivedute dai fratelli di colui che fu decano della Facoltà di Teologia San Damaso di Madrid, ma soprattutto fu un sacerdote diafano e ogni volta sempre più trasfigurato. Il contesto nel quale furono pronunciate le riflessioni e le preghiere – tra la vita e alla fine la Vita – fanno di questo libro, in un modo straordinario, una doppia meraviglia, perfettamente unificata come un semplice paesaggio fatto di terra e cielo. Perché Pablo Dominguez Prieto parlava già di cielo oltre la grazia o oltre la morte.

Ogni incontro lascia un segno più o meno intenso. Alcuni sono dolorosi, feriscono, lasciano scoraggiati; altri non sembra siano accaduti, non sembrano aver mai avuto luogo, come se nulla fosse accaduto, nonostante il vuoto che lasciano. Altri ancora, al contrario, sono gioiosi, riempiono l’anima, tirano fuori il meglio di noi stessi, avvicinano a Dio. Tale fu l’incontro della nostra comunità con Pablo Dominguez. Per questo il suo ricordo è indelebile nelle nostre menti e nei nostri cuori.

…..Pablo era un sacerdote, un uomo di Dio. Lui era la sua passione e di Lui parlava appassionatamente. Il suo desiderio era annunciare Gesù Cristo. “Non c’è cosa più bella che predicare” diceva. Sono stati pochi i giorni che abbiamo avuto la fortuna di condividere con lui ma, come dice il libro dei Salmi, “il suo ricordo dura per sempre”. Per tutti c’è un’ora e un giorno che solo Dio conosce. La sua morte, così improvvisa è un invito, è un invito a vivere centrati sull’essenziale, a vivere una vita piena, di dedizione totale, poiché, come ci disse, “non vale la pena vivere se non si è disposti a dare la vita per qualcuno”. Questo ci ha insegnato e questo ha vissuto. (ndr E’ il protagonista del film “L’ultima cima”).

Sorella Pilar German, in nome delle sorelle del monastero cistercense di Tulebras

14 febbraio mattina
….Questa mattina mediteremo su uno dei brani antologici della vita cristiana: l’Annunciazione (Lc 1, 26-38). Questo testo è spettacolare e impressionante. Tutto un compendio della vita cristiana: di quello che significa la nostra missione, la nostra vocazione …nella vita è sempre Dio che prende l’iniziativa.

La prima cosa che dice l’angelo è di rallegrarsi, perché è amata da Dio. Questo è il primo annuncio che ci fa Dio ogni volta che compare nella nostra vita: rallegrati, Dio ti ama. Quando Dio compare nella nostra vita, in qualsiasi maniera questo accada, sempre la prima parola è “rallegrati” , perché è Dio che ti ama. E a Maria dice: “piena di grazia”, cioè, “lo Spirito Santo ti ha preso”. Questa è la nostra meta nella vita, essere pieni di grazia che significa essere in unione intima con Dio. L’inizio di Maria è la nostra meta. Maria è già piena di grazia; noi dobbiamo chiedere aiuto allo Spirito Santo affinché ci riempia di grazia…….A volte crediamo che la felicità consista nel cambiare esternamente. Ma, di solito, la bellezza più profonda sta dentro. La bellezza più vera è quella che più costa per trovarla. E’ molto in profondità, è nascosta, è dentro noi stessi, è Dio che abita in noi: questa è la bellezza nascosta.  “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se morisse, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu a ciò ?”.

La fede non è un bene di lusso, è un regalo grande di Dio, che come una luce potente illumina il mistero della vita umana, e anche il mistero della nostra morte. Oggi ci si presenta l’occasione di vivere questa esperienza di fede come un dono di Dio che si realizza nella nostra propria storia umana. Con le lacrime agli occhi, proprio come Gesù davanti alla tomba di Lazzaro, rispondiamo alla domanda dello stesso Gesù Cristo: “Sì, Signore. Io ho creduto che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, quello che deve venire nel mondo “. 

 Demetrio Fernandez, vescovo di Tarazona
17 febbraio 2009 In occasione della morte di Pablo Dominguez

 

 

Non c’è cosa più bella che predicare” ……..
E’ così che gli “uomini di Dio” comunicano, per trasmettere la Parola, per condurci alla ricerca del Dio che abita in noi, per accompagnarci all’Incontro.
Sono uomini ma, “di Dio” e a Lui si sono donati  per condurre anche noi “fino alla cima”
Questo libro è la storia di uno di loro, come di molti altri sacerdoti che, forse, la loro storia non scriveranno mai. 

 Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perchè dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via”.

Teresa