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La lettera del Vescovo:

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Il boccone di Giuda

Com’è difficile mandarlo giù e, quanti ne abbiamo dovuti digerire, in casa, fuori, sul lavoro, nel mondo, quanti ‘bocconi amari’. A volte si arriva ad un punto in cui si sente che le forze sono venute a mancare e ci rimane solo la resa.

Dette queste cose, Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: “In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà” I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: “Signore, chi è?”. Rispose Gesù: “E’ colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò”. E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.

 Intingere il boccone e offrirlo è, nella Bibbia, un segno di alleanza, di cortesia, di bontà, di ospitalità, riservato al padrone del banchetto. E’ dunque un gesto che cerca di vincere l’odio con l’amore, le tenebre con la luce.

Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.

…le tenebre apparentemente prevalgono, rifiutano la luce e l’amore. E’ vero, è difficile e doloroso mandare sempre giù i ‘bocconi amari’ ma,  ci basterà un sorso d’acqua viva per vincere l’odio con l’amore.

Alessandra