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La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

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Nelle faccende di chiesa

Don Luca mi ha fatto pensare all’importanza del silenzio come contatto con il Signore quando si entra in chiesa prima della Messa. Spesso si salutano le persone che non si incontrano da una settimana e si chiacchiera…. Durante la sua omelia ci ha invitato a  qualche secondo di silenzio per sintonizzarsi con il Signore poi ha chiarito la differenza tra il generico chiedere la pace nel mondo e il dono della pace che Gesù risorto ci ha fatto.  Gesù ci ha dato la pace, la sua pace. Ci ha invitati anche a recitare insieme  a lui la preghiera che solitamente recita il solo sacerdote dopo il Padre Nostro, preghiera in cui si chiede al Signore la liberazione da tutti i mali.

Settimana scorsa alcuni nostri animatori dell’oratorio estivo con Don Giuseppe, hanno partecipato in piazza del Duomo alla serata di presentazione dell’oratorio estivo 2017 “Detto Fatto”; monsignor Pierantonio Tremolada ha conferito il mandato agli animatori. Così ha detto loro: “…del logo di “Detto Fatto”, ciò che mi piace di più sono i due volti bianchi che si intravedono tra i colori del cerchio che richiama il globo terrestre. Quando parliamo di sguardo parliamo di volto e nella meraviglia del Creato il soggetto più importante è la persona umana. I ragazzi che accompagnerete in oratorio questa estate vi guarderanno, guarderanno quello che fate e siete, guardate i vostri ragazzi perché sarà importante che incontrino il vostro sguardo, che si sentano raggiunti: guardateli con rispetto e affetto, fate capire che siete lì per loro. Siete più grandi, anche se magari di poco, e siete i primi con cui tendono a identificarsi, mentre vi guardano e vi ringraziano, sappiate che attendono da voi uno sguardo che abbia queste caratteristiche. Aiutateli ad avere uno sguardo giusto e sereno sul mondo, fatelo perché il loro sguardo incontri il vostro. E fatelo perché c’è uno sguardo che viene prima di tutti, quello che Qualcuno ha su di noi, Dio…”

Una grande emozione ho provato vedendo in televisione Papa Francesco che ha voluto dare seguito ai “Venerdì della Misericordia”,  con segni ispirati alle opere di misericordia corporali e spirituali compiuti durante il Giubileo. Si è diretto a Ostia e ha deciso che avrebbe benedetto casa per casa le abitazioni di alcuni abitanti, come fa il parroco ogni anno, proprio durante il periodo pasquale. Il Parroco aveva apposto un avviso sulla porta del condominio delle case popolari, avvertendo le famiglie che sarebbe passato a trovarle per la consueta benedizione pasquale. Grande è stata la loro sorpresa quando a suonare il campanello, invece del parroco hanno visto Papa Francesco. Il Papa si è fatto parroco e  con grande semplicità si è intrattenuto con le famiglie, ha benedetto una dozzina di appartamenti che compongono il condominio, lasciando in dono il rosario. Scherzando, ha voluto scusarsi per il disturbo, rassicurando però, di aver rispettato l’orario di silenzio in cui i condomini riposano dopo il pranzo, come recita il cartello affisso all’ingresso del condominio.

Molto attuali le parole di Papa Francesco al Regina Coeli di domenica scorsa “…Se c’è un atteggiamento che non è mai facile, non è mai scontato anche per una comunità cristiana, è proprio quello di sapersi amare, di volersi bene sull’esempio del Signore e con la sua grazia. A volte i contrasti, l’orgoglio, le invidie, le divisioni lasciano il segno anche sul volto bello della Chiesa. Una comunità di cristiani dovrebbe vivere nella carità di Cristo, e invece è proprio lì che il maligno “ci mette lo zampino” e noi a volte ci lasciamo ingannare. E chi ne fa le spese sono le persone spiritualmente più deboli. Quante di loro si sono allontanate perché non si sono sentite accolte, non si sono sentite capite, non si sono sentite amate. Quante persone si sono allontanate, per esempio da qualche parrocchia o comunità per l’ambiente di chiacchiericcio, di gelosie, di invidie che hanno trovato lì. Anche per un cristiano saper amare non è mai un dato acquisito una volta per tutte; ogni giorno si deve ricominciare, ci si deve esercitare perché il nostro amore verso i fratelli e le sorelle che incontriamo diventi maturo e purificato da quei limiti o peccati che lo rendono parziale, egoistico, sterile e infedele. Ogni giorno si deve imparare l’arte di amare. ogni giorno si deve seguire con pazienza la scuola di Cristo, ogni giorno si deve perdonare e guardare Gesù, con l’aiuto dello Spirito Santo.

Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, è il nuovo presidente della CEI. Una sua dichiarazione a caldo “.. Nell’apprendere la notizia della nomina a presidente della Conferenza episcopale italiana, il mio primo pensiero riconoscente va al Santo Padre per il coraggio che ha mostrato nell’affidarmi questa responsabilità al crepuscolo della mia vita. È davvero un segno che crede alla capacità dei vecchi di sognare…”

Molto atteso l’incontro tra Papa Francesco e il Presidente Trump. Il Papa gli ha regalato un medaglione raffigurante un ulivo perché Trump sia sempre uno strumento di pace.

In udienza a San Pietro il Papa ha commentato il cammino di Gesù con i discepoli di Emmaus, “…questo cammino ci racconta che la comunità cristiana non sta rinchiusa in una cittadella fortificata, ma cammina nel suo ambiente più vitale, vale a dire la strada. E lì incontra le persone, con le loro speranze e le loro delusioni, a volte pesanti. La Chiesa ascolta le storie di tutti, come emergono dallo scrigno della coscienza personale; per poi offrire la Parola di vita, la testimonianza dell’amore, amore fedele fino alla fine. E allora il cuore delle persone torna ad ardere di speranza. Tutti noi, nella nostra vita, abbiamo avuto momenti difficili, bui; momenti nei quali camminavamo tristi, pensierosi, senza orizzonti, soltanto un muro davanti. E Gesù sempre è accanto a noi per darci la speranza, per riscaldarci il cuore e dire: “Vai avanti, io sono con te. Vai avanti”. Il segreto della strada che conduce a Emmaus è tutto qui: anche attraverso le apparenze contrarie, noi continuiamo ad essere amati, e Dio non smetterà mai di volerci bene. Dio camminerà con noi sempre, sempre, anche nei momenti più dolorosi, anche nei momenti più brutti, anche nei momenti della sconfitta: lì c’è il Signore. E questa è la nostra speranza. Andiamo avanti con questa speranza! Perché Lui è accanto a noi e cammina con noi, sempre!”.

Stefania