Da “uomo” a “Dio”
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Da “uomo” a “Dio”

L’assunzione di Gesù al cielo, che abbiamo celebrato giovedì scorso, 40 giorni dopo la resurrezione, ci ricorda il suo esodo da questo mondo al Padre: sì, quel Gesù, figlio di Dio, fattosi uomo e venuto ad abitare in mezzo a noi, torna al Padre!

Nello svolgersi del progetto di Dio questo “ritorno” è importante; non solo perché ci fa comprendere che l’uomo Gesù, in cui Dio si è “riconosciuto”, è anche “Dio”, ed è proprio lo stesso Dio che i discepoli hanno seguito come maestro, ma anche che “noi” siamo “assunti” e chiamati allo stesso “passaggio”!

Con molta sapienza la liturgia di questa domenica fa propria la vicenda dei due discepoli di Emmaus: scoraggiati, delusi, incapaci di “capire” … Dobbiamo ammettere che non è facile riconoscere nella vicenda di Gesù, messo in croce ed “eliminato dalla terra dei viventi”, il punto di riferimento dei credenti; non è facile riconoscere che nel “dare la vita” si “compie” il disegno di Dio.

Così l’assunzione di Gesù al cielo ci conferma, con l’aiuto dello Spirito, che quella “via” è l’unica che fa di noi uomini “nuovi”, capaci di “vincere” la separazione imposta dalla morte; uomini capaci di narrare “ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane”.

Il ritorno di Gesù al Padre libera i discepoli dal dubbio, dall’aver scambiato per “Dio” la persona con cui hanno vissuto; e libera noi dal dubbio che Dio sia qualcuno diverso da quello che abbiamo conosciuto in Gesù. Si, il Signore Gesù è la “via” dell’uomo! Ed è “via” verso “Dio”, con Dio e in Dio.

E’ questo quanto ci conferma il dono dello Spirito, la cui presenza ci prepariamo a glorificare e a celebrare domenica prossima!

Ancora una volta, buona Pasqua!

Domenica Domenica dopo l’Ascensione – 7ª di pasqua – 27/28 maggio
1.a lettura Atti degli Apostoli 1, 9a. 12-14: Mentre gli apostoli lo guardavano, il Signore Gesù fu elevato in alto.
2.a lettura Corinzi 4, 1-6: Noi infatti non annunciamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore: quanto a noi, siamo i vostri servitori a causa di Gesù.
Vangelo Luca 24, 13-35: “Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto”.