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La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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PRIMO INCONTRO SABATO 13 ottobre ore 21.00 Parrocchia di Casciago

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Nelle faccende di chiesa

Sabato scorso abbiamo ricordato il secondo anniversario di consacrazione sacerdotale di Don Giuseppe con i suoi compagni di messa a Luvinate con una celebrazione presieduta da Mons. Panighetti, Prevosto di Varese.

Nella festa della santissima Trinità due consigli per i preti: rimanere nella trinità, nell’amore di Dio con la preghiera, ascoltando sempre lo Spirito e invocando il Padre. Essere una parte del tutto il mondo, collaborare con il resto della chiesa del mondo.

Una celebrazione vivace a Casciago domenica per il mandato ai nostri animatori dell’oratorio estivo. L’”Eccomi” di Mosè è l’Eccomi che i nostri ragazzi hanno pronunciato, mentre il “Sarò con Te” e il “Vai” sono le parole con le quali Gesù è sempre accanto a noi e ci accompagna. Significativo Il gesto della lavanda dei piedi di un educatore ad un animatore e di un animatore ad un bambino dell’oratorio, grazie per il loro servizio gratuito!

Alla prima messa settimanale dell’oratorio estivo con tutti i bambini, animatori, educatori, comunità abbiamo ricordato ancora il secondo anno di sacerdozio di Don Giuseppe con una preghiera di ringraziamento e il suo canto preferito “Dove vita è davvero”.

In Duomo sabato scorso il Cardinale ha ordinato 9 nuovi sacerdoti diocesani e 3 appartenenti a ordini religiosi. “Siete Ministri presi a servizio della misericordia del Padre. Uscite verso il vasto campo del mondo, con un deciso amore di preferenza verso i poveri e gli esclusi. Dovete leggere il cammino di questi anni come un ininterrotto dialogo di amore tra Dio che vi precede e vi chiama e la vostra libertà che aderisce a Lui. Invocare ed accogliere quotidianamente questo amore sarà la vostra sicurezza in ogni prova. Rimanendo fedeli a questo dialogo quotidiano con Gesù mediante l’Eucaristia illuminata dalla Parola di Dio, la recita dell’Ufficio, il silenzio, la preghiera e l’offerta di ogni azione, la vostra vocazione e missione di Presbiteri lascerà trasparire, sul vostro volto, il volto dell’Altro…”.

Ho ricevuto molto da tutti i sacerdoti che ho incontrato ed è impressionante quanto loro conoscono della vita familiare anche se non l’hanno vissuta direttamente…. le parole del Cardinale mi hanno fatto pensare“…So che molti di voi hanno pensato almeno una volta al sacerdozio: coraggio, non bisogna avere paura delle scelte definitive, perché sono queste che danno fisionomia alla persona e compiono la vita. Avere paura del “per sempre” vuol dire rimanere bambini: Fatevi avanti, confrontatevi con questa inclinazione…”.

Domenica scorsa il Card. Scola ha parlato ancora dell’importanza della comunità pastorale, sembra che si rivolga sempre anche alle nostre quattro parrocchie… “..Le Comunità Pastorali non sono solo una modalità per venire incontro alla mancanza di sacerdoti, ma per rendere più vera la nostra realtà, pensiamo, ad esempio, a una pastorale giovanile sperimentata a un livello più ampio che sappia collegarsi con le scuole o al saper articolare le ragioni per cui sosteniamo la famiglia, un’accoglienza equilibrata, i diritti e i doveri, il lavoro. Per il nuovo Vescovo sarà più facile raggiungere le singole realtà riunite in Comunità Pastorali…Questo implica una formazione sistematica dei laici, che devono prendere sempre più rilevanza nella Chiesa. Bisogna pregare per le vocazioni, ma i laici devono impegnarsi e insistere su ciò che di bello già si vive: siate tesi alla comunità pastorale, con grande cura per la scuola e non rinunciando a educare…”.

Domenica abbiamo celebrato la Solennità della Santissima Trinità che ci mette a contatto con il Mistero centrale della nostra fede. C’è una strada che ci avvicina a capire questo grande Mistero: l’amore. Sappiamo che Dio è unico nella sostanza, ma vive con uno scambio di amore perfetto tra Padre e Figlio che genera lo Spirito. Queste tre realtà sono la sorgente con la quale Dio ama ciascuno di noi in termini personali.

Il tema del lavoro ha caratterizzato l’incontro tra il Santo Padre e il Presidente della Repubblica il 10 giugno scorso “…Il lavoro stabile, insieme a una politica fattivamente impegnata in favore della famiglia, primo e principale luogo in cui si forma la persona-in-relazione, sono le condizioni dell’autentico sviluppo sostenibile e di una crescita armoniosa della società. Sono due pilastri che danno sostegno alla casa comune e che la irrobustiscono per affrontare il futuro con spirito non rassegnato e timoroso, ma creativo e fiducioso. Le nuove generazioni hanno il diritto di poter camminare verso mete importanti e alla portata del loro destino, in modo che, spinti da nobili ideali, trovino la forza e il coraggio di compiere a loro volta i sacrifici necessari per giungere al traguardo, per costruire un avvenire degno dell’uomo, nelle relazioni, nel lavoro, nella famiglia e nella società. Signor Presidente, sono certo che, se l’Italia saprà avvalersi di tutte le sue risorse spirituali e materiali in spirito di collaborazione tra le sue diverse componenti civili, troverà la via giusta per un ordinato sviluppo e per governare nel modo più appropriato i fenomeni e le problematiche che le stanno di fronte…”

Al termine del Giubileo della Misericordia Papa Francesco ha voluto offrire alla Chiesa la Giornata Mondiale dei Poveri, perché in tutto il mondo le comunità cristiane diventino sempre più e meglio segno concreto della carità di Cristo per gli ultimi e i più bisognosi. “…Alle altre Giornate mondiali istituite dai miei Predecessori, che sono ormai una tradizione nella vita delle nostre comunità, desidero che si aggiunga questa, che apporta al loro insieme un elemento di completamento squisitamente evangelico, cioè la predilezione di Gesù per i poveri. Desidero che le comunità cristiane, nella settimana precedente la Giornata Mondiale dei Poveri, che quest’anno sarà il 19 novembre si impegnino a creare tanti momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto. Potranno poi invitare i poveri e i volontari a partecipare insieme all’Eucaristia domenicale, in modo tale che risulti ancora più autentica la celebrazione della Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo, la domenica successiva…”

Questa settimana l’udienza a Roma il Papa l’ha tenuta in due posti, collegati sui maxischermi: gli ammalati, perché non soffrissero il caldo, in Aula Paolo VI, gli altri in San Pietro. Sono rimasti comunque tutti insieme collegati con lo Spirito Santo, che è colui che fa sempre l’unità. Tema: “Figli amati, certezza della speranza”. “…Solo l’ amore di madre e di padre ci fa capire come è l’amore di Dio. Una madre non chiede la cancellazione della giustizia umana, perché ogni errore esige una redenzione, però una madre non smette mai di soffrire per il proprio figlio. Lo ama anche quando è peccatore. Dio fa la stessa cosa con noi: siamo i suoi figli amati! Ma può essere che Dio abbia alcuni figli che non ami? No. Tutti siamo figli amati di Dio. Non c’è alcuna maledizione sulla nostra vita, ma solo una benevola parola di Dio, che ha tratto la nostra esistenza dal nulla. La verità di tutto è quella relazione di amore che lega il Padre con il Figlio mediante lo Spirito Santo, relazione in cui noi siamo accolti per grazia…”.

Stefania