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Discernere: la logica del “nemico”

Il cammino iniziato domenica scorsa “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, ci da l’occasione di riscoprire, con memoria e con passione, il “progetto” di Dio sull’uomo e sul mondo, per cogliere le “scelte” compiute da Dio per essere il nostro “prossimo” senza forzare la nostra possibilità di rimanere indifferenti e di fare altrimenti.

Discernere “il bene e il male” richiede sapienza, capacità di ascolto e di relazione, “occhi, orecchi e cuore”! E’ questa capacità che rende diverso un uomo dall’altro e che il Signore ci invita a riscoprire, prendendo esempio da Lui.

E’ infatti facile auto-proclamarsi capaci o stabilire noi che cosa “è bene” e cosa “è male”, senza confrontarsi con gli altri … e concludere che “chi non la pensa come me” mi è “avversario”, “nemico” …

La logica del “nemico” e dell’avversario ha contrassegnato la storia dell’uomo, come se chi non è “uguale” a noi sia da combattere: non è solo una questione di linguaggio … Denota, infatti, la nostra incapacità di guardare all’umanità come a “una sola famiglia” (è questo il linguaggio usato dal Concilio Vaticano II)!

Si, lo sguardo di Dio sull’umanità non contempla “nemici” ma solo persone che lo riconoscono e lo accolgono o persone che non lo riconoscono e sono indifferenti alla sua presenza. I suoi doni rimangono e sono “per tutti”!

Rimane, per noi, il problema di discernere cosa “è bene” e cosa “è male”; e in questo il criterio fondamentale che ci viene ricordato dal Siracide è “prendersi cura del prossimo”, essere “giusti o ingiusti” (nel linguaggio di Matteo)! E’ infatti ciò che facciamo che rende evidente la nostra “stoltezza” che spesso ci conduce ad essere “arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia”, come ci segnala Paolo.

Comprendere e riconoscere la logica di Dio può cosi aiutare tutti gli uomini, credenti o meno, a riconoscerci parte di una “unica famiglia umana” … e imparare da Lui a prendercene cura!

Domenica 2ª domenica dopo Pentecoste – 17/18 giugno
1.a lettura Siracide 17, 1-4. 6-11b. 12-14: Discernimento, lingua, occhi, orecchi e cuore diede loro per pensare. Li riempì di scienza e d’intelligenza e mostrò loro sia il bene che il male».
2.a lettura Romani 1, 22-25. 28-32: Mentre si dichiaravano sapienti, gli uomini sono diventati stolti.
Vangelo Matteo 5, 2. 43-48: Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.