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Festa di Sant'Eusebio 2018

31 luglio - 1 agosto 2018

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Discernere: liberi dal sospetto, per “vivere”

Il racconto della creazione, che la liturgia pone oggi alla nostra attenzione, affronta fin dall’inizio il sospetto che abita l’uomo da sempre, nei confronti di Dio: che anche Lui abbia un fine nascosto e che ci voglia limitare, impedire di …

Siamo talmente presi dai sospetti che rischiamo di non vedere la realtà e ciò che Dio fa e dice, per farci “vivere”: è solo a partire dalla passione di Dio per la vita che è possibile comprendere ciò che ci viene chiesto di “non fare”! La “buona notizia” che ci ricorda l’evangelista Giovanni ci da così modo di toccare con mano, nella presenza di Gesù, lo scopo della sua “missione”, “perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”.

La “vita” eterna non è la vita “dopo la morte”, ma la vita “che non finisce”! Riflettere sulla creazione dell’uomo e del creato ci aiuta così a riscoprire il progetto di Dio sull’uomo e sul mondo e di fare nostro il compito di “coltivare” e “custodire”, che sono tra i verbi che meglio esprimono il compito di “vivere”. Questo compito, che non riguarda solo i credenti, ci è stato ricordato con intensità, passione e concretezza da papa Francesco nell’enciclica “Laudato si'”, “sulla cura della casa comune”, che consigliamo alla lettura di tutti.

L’incontro di Gesù con Nicodemo, di cui ci parla Giovanni, non solo conferma che Dio non tiene niente per sé, che “non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo” ma che è venuto per “fare verità”, per liberarci e farci “vivere” alla sua luce.

Ci è così offerta l’occasione si metterci alla sua sequela, di liberarci dal sospetto e di fare luce sul cammino nostro e di chi ci sta intorno, assumendoci il compito di “coltivare” e “custodire”: noi, le nostre relazioni e tutto il creato.

Domenica 3ª domenica dopo Pentecoste – 24/25 giugno
1.a lettura Genesi 2, 4b-17: Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
2.a lettura Romani 5, 12-17: Quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
Vangelo Giovanni 3,16-21: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.