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Festa di Sant'Eusebio 2018

31 luglio - 1 agosto 2018

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Orario estivo S. Messe festive da domenica 21 luglio 2018

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Discernere: per “camminare” con Dio

Siamo sempre tentati di attendere “qualcuno” che “con la forza” (del diluvio, del terremoto, della guerra, delle epidemie …) faccia pulito e liberi il mondo dai “cattivi” e dai “corrotti”, dalla fame, dalla povertà, dalla violenza … così che si possa “ricominciare da capo”, “vivere meglio” …

La vicenda di Noè e del diluvio ed il riferimento a Gesù ci aiutano a comprendere che sono altre le attese da favorire e che queste non riguardano “qualcuno” che interviene o quello che fanno gli altri, ma ciò che ognuno di noi sceglie di essere e fare. “Camminare con Dio” è infatti la via scelta da Noè proprio mentre “la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza”.

C’é quindi una via da scegliere e da preferire: essa non è nascosta e si è fatta conoscere proprio attraverso Noè e soprattutto attraverso Gesù. Essa è “secondo lo Spirito” ed è contraria a quella della “carne”, usando il linguaggio di Paolo (vedi [1]).

La risposta alla domanda di un mondo migliore e senza violenza passa attraverso la vita di uomini come Noé, e come noi, che si rendono disponibili a “camminare con Dio” e che scelgono di fare come il “figlio dell’uomo”. Così mentre la logica del mondo ci invita ad attendere e ad aspettare che “altri” si diano da fare e risolvano i problemi piccoli e grandi del mondo, Luca ci ricorda che “chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva”!

La celebrazione della festa di Luvinate ci da così l’occasione di riflettere sui martiri Ippolito e Cassiano e sul “martirio”, su chi ha scelto di “dare la vita” e non si è tirato indietro. Si, il Signore invita anche noi a non tirarci indietro e a “camminare con Dio”.

[1] Nel linguaggio di Paolo “carne” e “spirito” non sono la componente “fisica” e la componente “spirituale” dell’uomo, ma l’uomo “secondo il mondo” e l’uomo “secondo lo Spirito”; per questo sono alternative e si escludono a vicenda! Si colga la distinzione riportata nella lettura odierna: le “opere” della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. – Il “frutto” dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé.
Domenica 4ª domenica dopo Pentecoste – 1/2 luglio
1.a lettura Genesi 6, 1-22: Noè era uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio.
2.a lettura Gàlati 5, 16-25: Camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne.
Vangelo Luca 17, 26-30. 33: Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. … Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.