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Discernere: per “fidarsi” di Dio

Si pensa spesso che la fede sia una “illuminazione” e ci si rammarica, talvolta, di averla o non averla; come se fosse qualcosa di esterno, che può esserci o non esserci e che, soprattutto, non dipende da noi.

Non dovrebbe però sorpenderci che, secondo la Scrittura, la “fede” è innanzi tutto un “cammino”: un cammino, come la vita, in cui sono presenti “segni” e “parole” (per usare il linguaggio dei “Dei Verbum”) con cui Dio si fa “conoscere” e “ri-conoscere”. La liturgia di questa domenica ci offre così l’occasione di cogliere, nella vicenda di “Abram” (che diventerà “Abramo”), nella riflessione della lettera agli Ebrei e negli incontri di Gesù “mentre camminavano per la strada” la bellezza del “fidarsi” di Dio.

La dimensione del “camminare con Dio”, su cui abbiamo riflettuto domenica scorsa, necessita della “fiducia in Dio”; senza questo passaggio non c’è “lasciare” (come viene chiesto ad Abram), non c’é decisione (come ricorda Gesù), non c’é quel cammino che nasce dalla “condivisione”, dallo scegliere insieme la strada “giusta”, giorno dopo giorno.

Occorre quindi riscoprire la dimensione storica, concreta, dinamica, il “fondamento” della fede: essa non è data una volta per tutte e, come ogni relazione, ha bisogno di ascolto, di comprensione, di scelta … e di “cammino”, di sudore, di passione, … anche di errori e di sentieri sbagliati … per ripartire “insieme”!

Ci lasciamo così guidare da coloro che ci hanno preceduto e che sono stati “prova di ciò che non si vede” e dal “sogno” di Abramo, che “partì senza sapere dove andava”. Ci sollecitano a “fidarci” e a discernere i “segni” che il Signore fa, così da seguirlo e “camminare con Dio”. Buon cammino!

Domenica 5ª domenica dopo Pentecoste – 8/9 luglio
1.a lettura Genesi 11, 31. 32b – 12, 5b: Il Signore disse ad Abram: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra».
2.a lettura Ebrei 11, 1-2. 8-16b: La fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.
Vangelo Luca 9, 57-62: Un altro disse: »Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: »Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».