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Parole del vescovo Delpini e un commento

Mi sembra giusto riportare l’articolo di Avvenire con le parole dette da mons. Mario Delpini il giorno in cui “ufficialmente” è stato comunicato il suo nome come vescovo di Milano (paroledelpini). Sono parole semplici ma profonde, indicative di un uomo piccolo davanti al compito che gli è stato dato e che confida in Dio e nella preghiera del popolo di Dio.

Mi permetto una piccola puntualizzazione.
Mi domando se il modo di comunicare la notizia del nuovo vescovo debba essere quella che si è sviluppata nelle scorse settimane, secondo la logica del mondo. Venire a sapere giorni prima dalla stampa la notizia con questa titolazione: “Il nuovo Vescovo è Mario Delpini; verrà ufficializzata la nomina sabato 8 luglio”, è stato deprimente! Non sarebbe meglio che quando il Papa (credo che l’ultima parola spetti a lui, per certe sedi importanti) decide il candidato alla sede di Milano, per esempio, sia lui a dirlo all’interno di una Messa? Poi arriverà la nomina giuridica, poi i giornali faranno il mestiere di divulgarlo perché, credo, sia questo il compito di un vaticanista, appunto divulgare. Invece, che siano i giornalisti a saperlo prima non fa pensare la gente intrallazzata, monsignori che spifferano, gente che sussurra. Ma che Chiesa è questa?

L’immagine piuttosto che mi viene in mente è quella del papa emerito Benedetto XVI che, alla presenza di cardinali un po’ distratti e forse addormentati, ha dichiarato la sua libera decisione di lasciare il ministero petrino. Lo ha detto lui senza illazioni, in un contesto di scandali che ben ricordiamo. E poi la sorpresa di una notizia inimmaginabile dal punto umano ma non divino…

Non potremmo essere differenti rispetto alle logiche del mondo? E’ così complicato? Speriamo, speriamo, speriamo…

don Norberto