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Pellegrinaggio Sotto il Monte e Madonna del Bosco

Presenza delle reliquie di San Giovanni XXIII (Papa Giovanni) nel suo paese natale - 6 giugno 2018

Programma

QUATTRO MARTEDI' nel tempo di pasqua

PRIMO INCONTRO -Martedì 10 aprile 2018 ore 21.00 - Guida don Giuseppe -Oratorio di Luvinate

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Pellegrinaggio a Lourdes con i malati UNITALSI

IN PULMAN 23 - 29 maggio 2018 / IN AEREO 24 - 28 maggio 2018

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VERSO IL SINODO DEI GIOVANI

Terra Santa - 18/19enni e giovani - 3-10 agosto 2018

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Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Discernere: per manifestare la forza nella debolezza

Si avvicina la festa del martirio di Giovanni (29 agosto) e si fa sempre più chiara la missione del discepolo: egli non vive della propria luce, non cerca il proprio successo, non fa uso della violenza e la sua forza è nella debolezza.

La “forza” del cristiano viene dal suo legame con il Signore, che lo porta a fare proprio lo stile di Gesù e a vestirsi della sua “debolezza”: fatta di ascolto, di parole, di verità, di attesa … ma non di violenza, fino al punto di poter accettare di esserne vittima.

E’ bello cogliere nella vicenda del profeta Elia, rimasto solo e perseguitato, l’attesa per un intervento del Signore, che avviene … ma che non si manifesta nel “terremoto” o nel “fuoco” … ma in “una brezza leggera”!

Così ad un mondo che sembra chiedere con sempre maggiore insistenza il ricorso alla forza e alla violenza per sanare i conflitti e risolvere i problemi (così “si dice”!), il Signore ricorda che sono altre le strade da percorrere; esse non riguardano solo Gesù, Giovanni battista, Elia o Paolo, ma ogni credente!

La “debolezza” che ci è richiesta non è quella di chi cede, di chi fa finta di niente, di chi ignora (anzi!) ma quella di chi sa che è il Signore che ci conduce; noi siamo suoi strumenti (“servi inutili”, secondo la Scrittura). E a chi si sente “pieno di zelo per il Signore” e teme di essere “rimasto solo” non manchi il conforto ricevuto da Elia e da Paolo: “Ti basta la mia grazia”! E l’insegnamento ad essere, sempre, “prudenti” e “semplici”.

Domenica 11ª domenica dopo Pentecoste – 19/20 agosto
1.a lettura 1° Re 19, 8b-16. 18a-b: Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.
2.a lettura 2ª Corinzi 12, 2-10b: Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza».
Vangelo Matteo 10, 16-20: Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe».