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Discernere: per rendere “testimonianza

La “verità”, almeno a parole, piace a tutti: ma dimentichiamo spesso che essa produce contrasti e richiede discernimento e decisione. Non desta allora sorpresa cogliere, nella liturgia di questa domenica, che precede il martirio di Giovanni, il contrasto prodotto dal fare verità.

La testimonianza, infatti, non arriva “dopo” (ovvero: racconto quello che ho visto) ma inizia “prima”: ho visto, ho capito cosa succede e non posso tacere … per questo, a costo rimetterci, non taccio, mi oppongo! E’ così nel libro dei Maccabei, è così per Paolo ed è così per Gesù, che “conoscendo la loro ipocrisia … disse”.

C’è sempre una “soglia” che fa di noi delle persone “attente” o “insensibili”: così vi sono fatti, parole, decisioni che destano la nostra attenzione … ed altre che ci lasciano indifferenti e a cui non diamo importanza. E nel mondo in cui viviamo non è facile condividere con altri, nemmeno nella comunità cristiana, le medesime preoccupazioni. E quando la soglia viene oltrepassata occorre intervenire, occorre far conoscere la “verità”, come fa Gesù.

Diventa quindi importante “discernere”; per capire quali sono i fatti, le parole e le decisioni importanti, quali sono i segni a cui non possiamo rinunciare, quali sono le scelte che ci caratterizzano, come uomini, come cittadini, come credenti.

Dare “a Dio” e “a Cesare” quello che gli è “proprio” stabilisce un limite e un confine che non è facile rispettare e soddisfare; conciliare giustizia e misericordia richiede, infatti, discernimento e testimonianza, condivisione (con gli uomini) e comunione (con Dio)!

Così la figura di Giovanni, il precursore, che “corre avanti” a Gesù per aprirgli la strada, e si fa “testimone” fino a “dare la vita”, si fa nostro riferimento e guida nel cammino!

Domenica Domenica che precede il martirio di Giovanni, il precursore – 26/27 agosto
1.a lettura 1° Maccabei 1, 10. 41-42; 2, 29-38: Tutti i popoli si adeguarono agli ordini del re. … Allora molti che ricercavano la giustizia e il diritto scesero nel deserto, per stabilirvisi con i loro figli, le loro mogli e il bestiame, perché si erano inaspriti i mali sopra di loro.
2.a lettura Efesini 6, 10-18: Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso.
Vangelo Marco 12, 13-17: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».