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La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2018-2019

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Nelle faccende di chiesa

Nel mese di agosto per andare a messa nella località di mare dove ho trascorso un breve periodo di vacanza facevo dieci km in auto! Le messe erano sempre molto frequentate, come ogni anno ho notato che tantissime sono le donne che offrono il loro servizio durante la liturgia come lettrici, coriste. I canti sono quelli della tradizione, che cantavano le nostre nonne, l’organo accompagnato dalla chitarre (E’ l’Ora che Pia cantata con la chitarra ha reso il tutto un po’ più gioioso e moderno!).  C’era sempre un prete di colore missionario che affiancava il parroco e celebrava l’eucarestia. Sono molto devoti a Maria nel centro Italia, la messa dell’Assunzione, nonostante fosse la prima messa del mattino, ho faticato a trovare un posto vicino alla porta d’ingresso della chiesa!!!

Ho trovato anche una libreria religiosa, la proprietaria mi ha spiegato che faticano a tenere ancora viva l’attività, completano le entrate con un laboratorio di mosaico a fianco del negozio. La signora, molto disponibile mi ha consigliato due libri da leggere sotto l’ombrellone. Ancora la ringrazio per i preziosi suggerimenti. Uno di questi “Piedi di cerva sulle alte vette”, mi ha appassionato tantissimo, in poche ore l’ho divorato, parla di un viaggio dell’anima verso Dio attraverso il Cantico dei Cantici. Ho letto poi la vita di Santa Monica, già la conoscevo ma solo perché mamma di Sant’Agostino. Credo che tutte noi da lei potremo imparare molto anche per la vita quotidiana con i nostri figli.

Nella nostra comunità pastorale abbiamo salutato Padre Francisco tornato in Argentina e Don Odomaro tornato in Uganda. Stiamo vivendo l’ultima settimana di oratorio estivo prima di ricominciare scuole e lavoro!

Domenica scorsa Don Luca ci ha messo proprio in discussione. Dobbiamo cercare di deporre il nostro male, le nostre sofferenze, le nostre preoccupazioni e abbandonarci a Dio e  come dice il Profeta Isaia nella prima lettura, si godrà e si gioirà sempre di quello che Dio sta per creare, poiché crea Gerusalemme per la gioia.

Settimana scorsa in Duomo il Cardinale Scola ha presieduto la Celebrazione eucaristica di suffragio del Cardinale Carlo Maria Martini, a cinque anni dalla scomparsa. L’omelia è stata pronunciata dall’arcivescovo eletto, monsignor Mario Delpini “…Far ardere il fuoco: ecco come i cristiani celebrano la memoria, non come una nostalgia, non come il rammarico per un’assenza, ma come gente che ha un fuoco ardente e non si rassegna alla desolazione del tempio profanato, della città confusa e smarrita, dell’arroganza dei potenti che domina incontrastata. Oggi ricordiamo con particolare affetto e gratitudine il cardinale Martini, la sua personalità eminente capace di convocare e di promuovere il confronto, di convincere a percorsi di interiorizzazione e di discernimento profondi e, insieme, in questo particolare momento, dobbiamo essere grati al cardinale Dionigi Tettamanzi (scomparso il 5 agosto scorso) per la sua affettuosa cordialità e il suo invito a convergere in un rinnovato slancio missionario….”

Papa Francesco è partito per il suo viaggio in Colombia, ha spiegato che  è un viaggio anche per aiutare la Colombia ad andare avanti nel suo cammino di pace. “…Verrò come pellegrino di speranza e di pace, per celebrare con voi la fede nel nostro Signore e anche per imparare dalla vostra carità e dalla vostra perseveranza nella ricerca della pace e dell’armonia.

“Facciamo il primo passo” è il motto di questo viaggio. Esso ci ricorda che abbiamo sempre bisogno di fare un primo passo per qualsiasi attività e progetto. Esso ci spinge anche ad essere i primi ad amare, a costruire ponti, a creare la fraternità. Fare il primo passo ci incoraggia ad uscire per andare incontro all’altro, a tendere la mano e a scambiarci il segno della pace. La pace è quella che la Colombia cerca e per il cui conseguimento lavora da molto tempo. Una pace stabile, duratura, perché possiamo vederci e trattarci come fratelli, non come nemici. La pace ci ricorda che siamo tutti figli dello stesso Padre che ci ama e ci conforta….”.

Anche noi “Facciamo il primo passo” e ricominciamo con gioia tutte le attività!

Stefania