Nelle faccende di chiesa
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Festa dell'Assunta 2018

dal 11 al 17 agosto 2018

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Nelle faccende di chiesa

Si è conclusa anche la settimana di oratorio estivo con una messa all’aperto a Morosolo,  presenti un centinaio di bambini con i loro animatori. Le parole di Don Giuseppe erano parole di ringraziamento per l’esperienza fatta ed un invito a tutti a pensare ad una esperienza di gioia vissuta in queste vacanze ed a ringraziare il Signore.

In linea con le parole del Papa l’omelia di Don Norberto domenica scorsa. Solo se viviamo in Dio, come Gesù, possiamo riconciliarci con tutti.

Lo scorso 8 settembre si è tenuta in Duomo la  celebrazione di congedo del Cardinale Scola dalla Diocesi, un’occasione per la Chiesa ambrosiana di esprimergli riconoscenza per il suo episcopato. Le sue parole “…Sono molto contento di poter dire il mio grazie all’interno di questa preziosa liturgia. Essa è, per tradizione, assai importante per la vita pastorale della nostra Diocesi.

Dico grazie alla Chiesa ambrosiana, che mi ha generato alla fede e di cui, per volontà di Dio, sono diventato pastore. In questi ventisei anni e più di episcopato, ho visto brillare la speranza, suscitata dall’incontro con Cristo, nelle più disparate condizioni di vita: nella gioia di un papà e di una mamma di fronte ad un bimbo che nasce, nell’innocenza dei bambini, nella ricerca inquieta degli adolescenti, nell’esperienza dell’amore dei giovani sposi, nella forza generativa dei genitori, nel gusto costruttivo degli uomini e delle donne del lavoro… ma ne ho visto persistere la luce anche nella dura prova dei disoccupati, nella miseria e nell’emarginazione di troppi, nella consapevole accettazione degli anziani, nell’offerta dei malati e dei morenti, nello zelo dei sacerdoti e nella dedizione dei consacrati. Per tutto questo rendo grazie…”

Nel primo giorno del suo Episcopato Mons. Delpini ha celebrato sia una professione solenne, sia un incontro di famiglie, il nuovo Vescovo ha sottolineato che questo “…mi permette di evidenziare alcune priorità che ci stanno a cuore e che appassionano l’impegno pastorale dei preti e di tutta la comunità…”.

Nel giorno della solennità del santissimo nome di Maria Mons. Delpini ha ricevuto il pallio, esprimendo la “… grande gratitudine per questo segno che mi è stato imposto per onorare la mia persona, la Chiesa e il compito che io devo svolgere in questa Chiesa di Milano. La mia gratitudine è molto personale e intensa per papa Francesco, ma oggi voglio dire un grazie particolare al cardinale Angelo Scola, non solo per essere qui ora, ma anche per tutto il cammino percorso insieme….” e ai preti ha chiesto “…Vorrei subito imporvi un’obbedienza: quando a Messa dite il nome del Vescovo di questa Chiesa, che non sia solo una citazione rituale, ma che sia un vero momento per ricordarvi di me e per raccomandarmi al Signore…”.

Abbiamo seguito in televisione il Viaggio di Papa Francesco in Colombia. Ha desiderato andare in quella terra come pellegrino di pace e di speranza, ai giovani ha chiesto di tenere viva la gioia del cuore che ha chi ha incontrato il Signore, di non temere il futuro e di osare sognare grandi cose, di non farsi opprimere dalle difficoltà, di non farsi abbattere dalla violenza. Gesù con il suo amore e la sua misericordia ha vinto il male, il peccato e la morte. Nell’omelia del 7 settembre ha paragonato la Colombia a Pietro “… anche la Chiesa in Colombia ha fatto esperienza di impegni pastorali vani e infruttuosi…, però come Pietro, siamo anche capaci di confidare nel Maestro, la cui Parola suscita fecondità persino là dove l’inospitalità delle tenebre umane rende infruttuosi tanti sforzi e fatiche. Pietro è l’uomo che accoglie con risolutezza l’invito di Gesù, che lascia tutto e lo segue, per trasformarsi in un nuovo pescatore, la cui missione consiste nel condurre i suoi fratelli al Regno di Dio, dove la vita diventa piena e felice, Pietro sperimenta la sua piccolezza, sperimenta la grandezza della Parola e dell’azione di Gesù; Pietro conosce le proprie fragilità, il suo buttarsi in avanti e tirarsi indietro, come pure lo conosciamo noi, come lo conosce la storia di violenza e di divisione del vostro popolo che non sempre ci ha trovati disponibili a condividere la barca, le tempeste, le disavventure. Ma, come fece con Simone, Gesù ci invita a prendere il largo, ci spinge a condividere il rischio, ci invita a lasciare i nostri egoismi e a seguirlo; ad abbandonare paure che non vengono da Dio, i timori che ci paralizzano e ritardano l’urgenza di essere costruttori della pace, promotori della vita. ”Prendi il largo” disse Gesù. E i discepoli si fecero segno per riunirsi tutti nella barca. Che sia così per questo popolo…”

Ai Vescovi ha chiesto di conservare la serenità “… Non so se dirvelo ora, però, se esagero, perdonatemi, ma mi viene in mente che questa è una virtù di cui c’è più bisogno: conservate la serenità. Non perché voi non l’abbiate, ma è che c’è bisogno di averne di più…”

L’omelia della messa dell’8 settembre ci ha riempiti di speranza, come sempre con le sue parole “….Basta una persona buona perché ci sia speranza! Non dimenticatelo: basta una persona buona perché ci sia speranza! E ognuno di noi può essere questa persona! Ciò non significa disconoscere o dissimulare le differenze e i conflitti. Non è legittimare le ingiustizie personali o strutturali. Il ricorso alla riconciliazione concreta non può servire per adattarsi a situazioni di ingiustizia. E’ un incontro tra fratelli disposti a superare la tentazione dell’egoismo e a rinunciare ai tentativi di pseudo-giustizia; è frutto di sentimenti forti, nobili e generosi, che conducono a instaurare una convivenza fondata sul rispetto di ogni individuo e dei valori propri di ogni società civile. La riconciliazione, pertanto, si concretizza e si consolida con il contributo di tutti, permette di costruire il futuro e fa crescere la speranza. Ogni sforzo di pace senza un impegno sincero di riconciliazione sarà sempre un fallimento….”

Papa Francesco ha ringraziato il Signore all’udienza a San Pietro di questa settimana per il viaggio in Colombia, ha parlato anche della giornata dedicata in modo particolare al tema della riconciliazione, “…momento culminante di tutto il Viaggio..” Davanti alle reliquie dei martiri colombiani alcuni testimoni hanno spiegato che, a nome di tanti e tanti, a partire dalle loro ferite, con la grazia di Cristo sono usciti da sé stessi e si sono aperti all’incontro, al perdono, alla riconciliazione. Ha concluso la sua udienza pregando Maria perché ciascun colombiano possa fare ogni giorno il primo passo verso il fratello e la sorella, e così costruire insieme, giorno per giorno, la pace nell’amore, nella giustizia e nella verità..

Stefania