In viaggio con il mosaico
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In viaggio con il mosaico

Un volo di notte tra le nuvole e come in un sogno, in 4 ore, mi trovo a nord del mondo in un paese dove per mesi la luce regna sovrana ventiquattro ore al giorno. È un ambiente molto diverso dalla mia terra, subito si nota all’arrivo e cominciando a viaggiare lungo le sue strade, ammirando colori, profumi, rumori naturali, paesaggi mozzafiato si rimane incantati dalla sua bellezza primordiale.

Raccolgo un pietra nera, ho una certa amicizia con le pietre…è meno pesante di quello che credo, anzi molto leggera e porosa: è un pezzo di lava!!

Penso a situazioni pesanti, che sto vivendo, da alleggerire come quel sasso. Questo pensiero e il color nero, anche se in questo caso cenerino, del deserto di lava che ho davanti mi riporta all’intensità del nero rotto dalle scintille di oro del  mosaico del Battistero e alla speranza di quella luce che irrompe nel buio della morte. Chissà se P. Rupnik ha inserito anche pietre islandesi nella sua opera, mi chiedo.

Comincio un gioco tra le pietre del battistero, gli elementi dalla natura, i colori e me.

È una terra dal cuore vulcanico, molto ventosa con ghiacciai eterni e una superficie ricca di cascate.

Un’immensità d’acqua che si sposta, che scivola sulla roccia, scorre e salta per altezze impressionanti, come al fonte battesimale l’acqua scorre, porta via, purifica, fa rinascere e fa fare un salto nella vita nuova.Tutto questo movimento genera un dolce frastuono: la voce dell’acqua e la terra che parlano al cielo.

E naturalmente non mancano i colori, che per via di giochi di luce, tra il sole e le goccioline sospese nell’aria danno vita a bellissimi arcobaleni, intensi come le pietre dell’arco su cui siede Cristo Pantocratore che domina sopra le potenze degli astri e su tutta la realtà umana e terrestre.

Altre pietre del mosaico mi appaiono: il verde del muschio che invade  il deserto di lava, il bianco del ghiaccio, l’azzurro del cielo e della bolla di acqua che si forma prima dell’esplosione di un geyser, il blu del mare, il rosso della lava più ricca di ferro, il giallo dello zolfo…che belle combinazioni di colori, dove è la natura che comanda e l’uomo non può fare altro che chinare la testa perché è ospite privilegiato sulla terra.

Ora non resta che raccogliere e custodire i ricordi delle emozioni di questo viaggio in una terra così unica, continuando a ringraziare Dio per tutto quello che ho visto, per la fortuna di aver potuto fare questo viaggio e per il dono di essere anche io una pietra viva, che si trasforma, a volte leggera a volte pesante, colorata o no, bella o brutta, ma comunque pensata dall’Alto per completare il più prezioso mosaico del Creato.

Antonella