Loading…

Rosario di Maggio

Recita del S. Rosario - ore 20.45

Terza settimana Morosolo

CHIUSURA MESE DI MAGGIO

CAMMINO serale AL SACRO MONTE con i “giovani” - venerdì 25 maggio

Programma

Festa del Corpus Domini 2018

30 e 31 maggio 2018

Programma

Pellegrinaggio Sotto il Monte e Madonna del Bosco

Presenza delle reliquie di San Giovanni XXIII (Papa Giovanni) nel suo paese natale - 6 giugno 2018

Programma

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

Vai al calendario
  • 0
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4

Nelle faccende di chiesa

Per le catechiste della comunità pastorale quello di giovedì scorso è stato un primo incontro molto significativo intorno all’eucarestia e ai vesperi in onore dei tre arcangeli Gabriele, Michele e Raffaele che Papa Francesco ha definito “… davanti a Dio sono nostri compagni perché hanno la stessa vocazione: portare avanti il mistero della salvezza. Adorano Dio, glorificano Dio, servono Dio….” Questa la bellissima preghiera di Papa Francesco:  “Michele, aiutaci nella lotta; ognuno sa quale lotta ha nella propria vita oggi, ognuno di noi sa la lotta principale, quella che fa rischiare la salvezza. Aiutaci, Gabriele, portaci notizie, portaci la buona notizia della salvezza, che Gesù è con noi, che Gesù ci ha salvato e dacci speranza. Raffaele, prendici per mano e aiutaci nel cammino per non sbagliare la strada, per non rimanere fermi: sempre camminare, ma aiutati da te…”.

La messa di domenica mattina per l’inizio dell’anno pastorale ci ha radunati tutti a Casciago in una gioiosa celebrazione, tanti i bambini con i loro genitori, vivaci i canti del coro con rappresentanti delle quattro corali, armoniosi gli strumenti: l’organo, le chitarre, l’oboe e il violino. Chiaro il concetto dell’omelia di Don Norberto a commento del Vangelo “ama il prossimo tuo come te stesso”. Dio ci ama in tutto, noi umani amiamo tanto, non possiamo amare tutto, ma se entriamo nel tutto di Dio e lo incontriamo, la nostra vita cambia, perché riusciremo ad amare come lui.

Sabato scorso in Duomo l’arcivescovo Delpini ha conferito le Ordinazioni diaconali a coloro che iniziano l’ultimo tratto di cammino verso il sacerdozio. Il brano scelto dai diaconi è stato quello del Padre misericordioso, da cui hanno tratto anche il loro motto “E cominciarono a far festa”. Avendo scelto di essere diaconi quindi servi, la prima parola che essi dicono alla comunità diocesana è”… non fate festa per noi, non metteteci al centro dell’attenzione, non esponeteci alla tentazione di montarci la testa. Non siamo noi i festeggiati, noi siamo solo dei servi alla festa del Padre che accoglie il figlio che era perduto, noi che siamo incaricati di rendere festosa l’umanità che si è rovinata, per restituire ai suoi figli la loro dignità e renderli partecipi dei beni della sua casa..”.

Ci stiamo preparando nella comunità per l’assemblea del 5 novembre per continuare la terza fase, un incontro che coinvolgerà tutti per un inizio o una continuazione del cammino di fede. Iniziate ad annotarlo in agenda!

Nella sua visita a Bologna Papa Francesco ha voluto incontrare prima i migranti e il personale che li assiste. Ho preso spunto per farmi dare qualche informazione sui nostri migranti della comunità pastorale. I volontari proseguono il loro prezioso servizio, i ragazzi continuano le loro lezioni di italiano, si occupano del giardino, eseguono qualche lavoro di manutenzione, alcuni presso il Banco Alimentare preparano le marmellate. Una esperienza per la nostra comunità molto positiva.

Il Papa ha voluto che fosse proprio con i migranti il primo incontro perché “…Questo è il porto di approdo di coloro che vengono da più lontano e con sacrifici che a volte non riuscite nemmeno a raccontare. Molti non vi conoscono e hanno paura. Questa li fa sentire in diritto di giudicare e di poterlo fare con durezza e freddezza credendo anche di vedere bene. Ma non è così. Si vede bene solo con la vicinanza che dà la misericordia. L’integrazione inizia con la conoscenza. Il contatto con l’altro porta a scoprire il segreto che ognuno porta con sé e anche il dono che rappresenta, ad aprirsi a lui per accoglierne gli aspetti validi, imparando così a volergli bene e vincendo la paura, aiutandolo ad inserirsi nella nuova comunità che lo accoglie….”.

Il Papa ha pranzato con i poveri “…Siamo tutti dei viandanti, dei mendicanti di amore e di speranza, e abbiamo bisogno di questo Dio che si fa vicino e si rivela nello spezzare del pane. Questo pane di amore che oggi condividiamo portatelo anche voi ad altri. Regalate a tutti simpatia e amicizia. È l’impegno che possiamo avere tutti. Ce n’è un grande bisogno. Voi avete una sensibilità particolare nel cogliere la dimensione umana perché sapete che cosa è la fragilità, il bisogno di tendere le mani, di farsi aiutare mettendo da parte l’orgoglio…”

Nella catechesi di questa settimana a San Pietro Papa Francesco ha affrontato il tema “Missionari di speranza oggi “…il cristiano non è un profeta di sventura. Noi non siamo profeti di sventura. L’essenza del suo annuncio è l’opposto, l’opposto della sventura: è Gesù, morto per amore e che Dio ha risuscitato al mattino di Pasqua. E questo è il nucleo della fede cristiana. Se i Vangeli si fermassero alla sepoltura di Gesù, la storia di questo profeta andrebbe ad aggiungersi alle tante biografie di personaggi eroici che hanno speso la vita per un ideale…Com’è bello pensare che si è annunciatori della risurrezione di Gesù non solamente a parole, ma con i fatti e con la testimonianza della vita! Gesù non vuole discepoli capaci solo di ripetere formule imparate a memoria. Vuole testimoni: persone che propagano speranza con il loro modo di accogliere, di sorridere, di amare. Soprattutto di amare: perché la forza della risurrezione rende i cristiani capaci di amare anche quando l’amore pare aver smarrito le sue ragioni…”.

Stefania